Aps, la polemica si sposta sul Presidente Franco che si difende: “attacco politico”

Dopo il Consiglio comunale a porte chiuse, con Verducci, Andrione, Sartore e Carpinello a chiedere la revoca del vertice del Cda perché già revisore della partecipata, Franco parla tramite l'avvocato: "La richiesta di revoca della nomina appare infondata e strumentale soltanto a una battaglia politica personale".
La Commissione Aps. In fondo a destra il Presidente Franco
Politica

Continua la “partita a scacchi”, nel Comune di Aosta, su Aps SpA.

Dopo la restituzione da parte del Cda della società “in house” del Capoluogo del premio di risultato 2018 e della somma per il master universitario di Antonella Barillà, decisa dalla Vicepresidente stessa dell’azienda, la bufera si sposta ora sul Presidente Carlo Franco.

Presidente, ex Revisore, la minoranza chiede la revoca di Franco

La settimana scorsa, giovedì 23 gennaio, la sua posizione al vertice di Aps è stata al centro di una lunga seduta mattutina a porte chiuse del Consiglio comunale, con i consiglieri Pietro Verducci (Misto di maggioranza), Étienne Andrione (Lega), Loris Sartore (Rete civica) e Carola Carpinello (Altra VdA/Adu) a chiedere la “testa” di Franco, ovvero a revocarne la nomina “quale consigliere e Presidente del consiglio di amministrazione”.

La motivazione di fondo i quattro consiglieri la trovano nel decreto legislativo 39 del 27 gennaio 2010, ed in mozione lo citano: “Il revisore legale o il responsabile chiave della revisione legale che effettua la revisione per conto di una società di revisione legale non può rivestire cariche sociali negli organi di amministrazione dell’ente che ha conferito l’incarico di revisione né prestare lavoro autonomo o subordinato in favore dell’ente stesso svolgendo funzioni dirigenziali di rilievo se non sia decorso almeno un anno dal momento in cui abbia cessato la sua attività in qualità di revisore legale o responsabile chiave della revisione, in relazione all’incarico”.

Da qui l’aggancio: Franco, scrivono i consiglieri, è stato nominato Presidente il 6 agosto 2018 ma l’8 giugno – data di approvazione della Relazione del Collegio sindacale – era “a tutti gli effetti revisore legale”.

Un Consiglio chiuso e nervoso che ha visto sì l’approvazione all’unanimità della mozione ma nella sua seconda parte, quella cioè in cui si predispone “la trasmissione di ogni documentazione utile per le valutazioni di competenza alla procura contabile”, ma che una serie di reazioni le ha sollevate.

Centoz: “Cda e nomine illegittime? Nulla di tutto ciò”

Il giorno dopo il Sindaco di Aosta Fulvio Centoz affida ai social la sua disamina sulla mozione in cui “si contestava il mancato rispetto di una normativa ad Aps senza sapere che quella normativa non si applica ad APS”, scrive.

E aggiunge: “Le altre erano finalizzate a revocare il CdA e il Collegio sindacale e sono state accolte solo perché i proponenti hanno deciso, dopo la discussione, di eliminare la parte più impegnativa e non accoglibile e cioè la revoca. Ed infatti il Consiglio di Amministrazione e il Collegio sindacale sono ancora in carica e svolgono il loro lavoro. Possiamo quindi dire che l’obiettivo, neanche troppo velato, di ‘far saltare i vertici’ della partecipata si è infranto di fronte alle argomentazioni che abbiamo illustrato in consiglio”.

In parole povere, chiude il Sindaco, “Lo ‘storytelling’ che la minoranza (e parte della maggioranza che evidentemente ha problemi di identità) cerca di proporre è che dentro la società comunale ci sia ‘chissà cosa da nascondere’, che il Consiglio di Amministrazione sia illegittimo e del tutto inadeguato e che le nomine siano palesemente illegittime. Nulla di tutto ciò”.

Franco sceglie le vie legali

Di suo il Presidente Aps decide di passare per le vie legali. In una nota il suo avvocato Davide Rossi scrive che Franco“si è trovato nel mezzo di un mirato attacco politico, complice anche l’imminenza delle prossime elezioni comunali, proprio quando la sua ‘governance’, e forse proprio a causa di questo, mostrava i risultati concreti della gestione oculata, efficace ed efficiente di questi appena due esercizi in cui è in carica”.

Sulla presunta violazione il legale scrive che “le cose stanno diversamente”, visto che la regola citata in decreto legislativo “non è applicabile nel caso concreto”, o meglio: “Nessuna disposizione di legge prevede, invero, come causa di ineleggibilità dell’amministratore l’aver svolto in precedenza attività di revisione per la medesima società. E neppure risulta astrattamente configurabile un simile conflitto: l’unico conflitto sorge nell’ipotesi opposta, ossia se l’amministratore svolgesse anche funzioni di controllo, ma così non è stato. La richiesta di revoca della nomina da Presidente del Consiglio di Amministrazione appare, dunque, all’evidenza infondata, e strumentale soltanto a una battaglia politica personale di cui si faticano a comprendere le ragioni”.

“Verrà svolta ogni utile attività difensiva presso le competenti sedi per dimostrare, se ve ne fosse bisogno, il corretto operato del mio assistito”, chiude l’avvocato Rossi.

E l’impressione è che la battaglia su Aps sia solo all’inizio.

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