I cantieri forestali possono diventare in qualche maniera uno strumento anticrisi soprattutto attraverso quei cantieri straordinari che servono a favorire l'occupazione delle fasce più deboli. E’ quanto emerge dalla risposta che l'Assessore regionale all'Agricoltura e risorse naturali, Giuseppe Isabellon, su sollecitazione della consigliera regionale del PD, Carmela Fontana, che ha voluto conoscere in un’interrogazione presentata in Consiglio regionale gli intendimenti in merito al mantenimento dei livelli occupazionali presso i cantieri forestali.
Il piano dei cantieri forestali per il 2009 si preannuncia speculare a quello passato mantenendo l'attività ordinaria con le stesse tipologie di intervento e linee di azione rispetto alla sentieristica e alle aree verdi, ma ampliando il raggio d’azione che prevede anche azioni legate alla situazione contingente di crisi. L’approccio è stato riassunto dall’assessore che ha evidenziato come una sperimentazione in questo senso sia stata già fatta nel 2007 e 2008 in merito a situazioni specifiche della bassa Valle, prima con il piano Tecdis e poi allargato a situazioni similari. “Questa opportunità non era stata sfruttata appieno e solo 26 lavoratori su 40 posti disponibili avevano aderito al piano, tuttavia questo ha permesso di far crescere delle professionalità in un ambito specifico e sicuramente andrà riproposto. Si pensa poi di allargare le opportunità ad un congruo numero di disoccupati, tramite un bando che verrà predisposto in collaborazione con il Dipartimento politiche del lavoro e nell'ambito delle risorse del Fondo sociale europeo. L'obiettivo è quello di uscire da logiche assistenziali e di produrre lavoro a beneficio di tutta la comunità. Il piano per il 2009, già approvato dalla III Commissione, prevede l'utilizzo di 890 operai e impiegati a tempo determinato, con una spesa complessiva di circa 21 milioni”.
