Col de Joux, il “costoso giocattolino” di Saint-Vincent

Con la riapertura degli impianti da sci la spesa complessiva si aggira intorno ai 4,6 milioni di euro in vent’anni. Costi troppo alti per l'amministrazione. In Consiglio, un'interpellanza sul futuro del Col de Joux.
Col de Joux - Saint-Vincent (AO)
Politica

La stazione sciistica del Col de Joux torna a far discutere il Consiglio comunale di Saint-Vincent, riunitosi online lunedì 30 novembre.

È Maurizio Castiglioni, consigliere di minoranza, il primo firmatario dell’interpellanza sulle intenzioni dell’attuale amministrazione in merito al futuro del Colle.
Lo studio, realizzato dall’Università della Valle d’Aosta, “ha stabilito uno scenario molto preciso in cui a seconda dell’indirizzo che si vuole dare alla stazione turistica prevede, con la riapertura degli impianti da sci, una spesa complessiva che si aggira intorno ai 4,6 milioni di euro nell’arco temporale di vent’anni” illustra il consigliere. “A ciò si aggiunge una risposta non certo confortante da parte dell’Assessorato ai Trasporti. L’anno scorso veniva negato un cofinanziamento per procedere alla revisione dell’impianto di risalita”.

Castiglioni avverte la necessità di “fare un buon uso delle risorse a disposizione”. “C’è un patrimonio che va indirizzato e tutelato, ma non si possono fare degli interventi spot soltanto per una questione sentimentale nei confronti della stazione. Capisco che tutti abbiamo un legame nei confronti del Col de Joux, ma bisogna andare avanti e avere un approccio professionale. Direi laico”.

Immediata la risposta. Il Sindaco Francesco Favre si impegna a incontrare chi ha condotto lo studio e chiarisce “nessun progetto formale in cantiere”.
La caratteristica più importante del Col de Joux è legata alla presenza degli impianti di risalita. Consentono di attirare e fidelizzare una clientela che fa della pratica dello sci e dello sport il motivo principale di vacanza nella nostra Regione” spiega Favre. Il primo cittadino auspica un utilizzo della seggiovia annuale, non solo nel periodo invernale.
Affrontare la revisione è il punto cardine” ricorda il Sindaco quando esamina la spinosa questione sui costi dell’impianto.
Rispetto alla Giunta precedente, guidata da Mario Borgio, specifica “noi abbiamo più preventivi per i quali la spesa viene dimezzata. Rimane una cifra importante, ma di un’altra entità rispetto a quella preventivata dalla precedente amministrazione. – pari a 750mila euro – Con la possibilità inoltre di usufruire di un contributo regionale”.

Il project financing pare il metodo di finanziamento più interessante. “Visto il momento tragico dal punto di vista sanitario ed economico siamo in attesa perché fare richiesta o presentare progetti ora vorrebbe dire giocarsi male le carte e rischiare di bruciarsi le chance di successo che ci rimangono”. Il primo cittadino non lascia ombra di dubbio “l’amministrazione non è in grado di farsi carico dei costi chiaramente espressi dall’Università nello studio effettuato”.

Sull’attenti la consigliera di minoranza Carmen Jacquemet che richiama la normativa e ricorda l’impossibilità da parte della Regione di cofinanziare interventi su impianti al di sotto dei 1.900 metri a fronte dei 1.640 metri del Colle.
In termini di ricadute economiche dallo studio del Prof. Gorla emerge che il 95% degli albergatori non ha riscontrato differenze nelle presenze durante l’inverno senza sci. “L’affetto, quando si lavora con soldi pubblici, deve passare in secondo piano” conclude la consigliera.

0 risposte

  1. Il nuovo sindaco “auspica un utilizzo annuale non solo nel periodo invernale”, questa è bella, così i costi aumentano a dismisura anche perchè tale impianto porta in mezzo a un bosco dove non c’è nulla e chi sarebbe colui che in estate prende la seggiovia per finire in un bosco, forse un cercatore di funghi?
    Il resto mi pare un libro dei sogni.

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