Crisi: l’IdV propone stop alla cassa integrazione, facciamo lavorare tutti part-time

Per IdV questa soluzione permetterebbe alle aziende di pagare metà degli stipendi, mentre spetterebbe poi alla Regione provvedere ad integrare la metà mancante, come ammortizzatore sociale. Obiettivo: responsabilizzare imprenditori e dipendenti.
Volontari al lavoro
Politica
Far lavorare gli operai part-time invece di mandarli in cassa integrazione. È la ricettta anti-crisi proposta dall’Italia dei Valori – Valle d’Aosta. “La crisi economica c’è e comincia a sentirsi anche in Valle d'Aosta – scrive Marco Belardi in una nota– 1700 lavoratori dell'industria su 3500 sono in cassa integrazione o in mobilità (+400%  rispetto all'anno scorso) nella nostra regione”.
La proposta della sezione valdostana del movimento di Di Pietro secondo i propositori permetterebbe alle aziende di pagare metà degli stipendi, mentre spetterebbe poi alla Regione provvedere ad integrare la metà mancante, come ammortizzatore sociale.
Chi è abituato a lavorare infatti, si sente svilito nell'essere pagato per stare a casa – scrive ancora Belardi – Questo sistema permetterà anche di tenere le forze lavorative vitali e pronte a ripartire più rapidamente una volta passata la crisi. Chiediamo dunque a tutte le forze politiche, soprattutto quelle della nostra area politica  presenti in Consiglio regionale, di prendere in considerazione la nostra proposta”.

Nel declinare i motivi della propria proposta L’italia dei lavori punta il dito sulla discriminazione che si verrebbe a creare tra i lavoratori che mantengono il lavoro e chi invece viene mandato a casa, con un conseguente  dimezzamento della capacità di rivendicazione. “La crisi economica implica quindi un rischio di impoverimento dei diritti dei lavoratori, oltre a quella di favorire il rivolgersi al lavoro nero di chi viene lasciato a casa”.

Molti vedono nella crisi una positiva possibilità di innovare – spiega ancora il coordiantore dell’IdV Valle d'Aosta – e in questo senso va vista la nostra proposta di mantenere in azienda il più alto numero possibile di forze lavoratrici.

Responsabilizzare sia gli imprenditori sia i dipendenti. Far nascere nei primi la necessità di reimpiegare le risorse umane al fine di un rilancio immediato (anche con aiuti mirati in questo senso), una volta finita la crisi. Creare, nei secondi, coesione e una sana volontà di partecipazione ai destini delle aziende”.

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