La coalizione autonomista, popolare e democratica ufficializza Rocco e Fadda
“Ringrazio tutte le forze della coalizione per la stima e la fiducia che hanno voluto concedermi. Questa candidatura non è un traguardo personale, ma l’assunzione di una precisa responsabilità: quella di guidare un progetto concreto e ambizioso per il futuro di Aosta. Pongo la mia esperienza amministrativa e le mie competenze tecniche al completo servizio della città che amo. Insieme a Valeria, e con il supporto di una squadra unita, siamo pronti a lavorare determinati e aperti all’ascolto, per un’Aosta dinamica, che sappia coniugare la sua identità millenaria con le sfide dell’innovazione. Una città moderna, che offra opportunità ai giovani e servizi efficienti a tutti i cittadini, costruendo con fiducia e pragmatismo il proprio domani. Affronteremo la campagna elettorale con questo spirito: determinati e pronti a lavorare senza sosta per la nostra comunità.”
sottolinea in una nota il candidato sindaco Raffaele Rocco.
“Accolgo con entusiasmo e senso di responsabilità questa candidatura, frutto di un confronto costruttivo tra realtà politiche diverse che condividono l’obiettivo di far crescere Aosta. Metterò a disposizione competenze ed esperienza, con la volontà di ascoltare e di confrontarmi con cittadine e cittadini, associazioni, imprese e istituzioni. Credo che solo attraverso il dialogo e il lavoro comune sia possibile costruire una città capace di valorizzare le proprie radici e affrontare con fiducia le sfide del futuro.” aggiunge Fadda.
Dopo l’annuncio di stamane di Avs, la sfida per Piazza Chanoux si allarga anche a Valle d’Aosta Aperta. Il movimento in una nota spiega di voler prendere parte alle comunali di Aosta, ma tiene ancora il segreto sui candidati sindaco e vice.
“Valle d’Aosta Aperta propone una visione alternativa alle politiche di precarietà, oscurantismo, povertà ed egoismo delle destre. – evidenzia in una nota – Proponiamo una città autonoma dal palazzo regionale, che non lasci nessuno indietro e che agisca per il diritto all’abitare contrastando le speculazioni edilizie, alla sicurezza urbana, ad un lavoro dignitoso e sicuro e per l’ambiente. Una città da restituire, prima di tutto, alle aostane e agli aostani, che sia accogliente per gli ospiti, turisti e valdostani”.
Intesa vicina nella coalizione del centrosinistra autonomista: si va verso il ticket Rocco-Fadda
Archiviato il capitolo referendum, Union valdôtaine, Partito democratico e Centro autonomista si sono ritrovati questa mattina per cercare una nuova sintesi e, nella serata di oggi, l’accordo sembra esser stato trovato.
Se il Pd ribadiva da giorni che il nome dell’avvocata Valeria Fadda era per loro intoccabile, l’Union aveva tentato di ricomporre l’alleanza proponendo un passo indietro sul candidato sindaco e avanzando l’ipotesi di Jeannette Bondaz, presidente della Fondazione per la formazione turistica. La proposta, però, non ha avuto seguito.
Così, in serata, le trattative hanno riportato al punto di partenza: il ticket sarà composto dal dirigente regionale delle Opere pubbliche, Raffaele Rocco, 63 anni, come candidato sindaco, e da Valeria Fadda, 39 anni, come candidata vicesindaca.
Dal canto suo, il Centro sembra aver accettato di mettere da parte le obiezioni iniziali su Fadda, giudicata troppo “progressista” e “civica”, in nome dell’unità della coalizione. Il Partito democratico, dopo il no ai nomi dell’assessora Clotilde Forcellati e del segretario Luca Tonino, incassa così la conferma della propria candidata vice.
Il ticket Rocco–Fadda dovrà ora confrontarsi con l’accoppiata Giovanni Girardini–Sonia Furci.
Giovanni Girardini e Sonia Furci: il centrodestra svela i candidati a sindaco e vice
8 agosto 2025

Se il centrosinistra autonomista è sull’orlo di una crisi di nervi nella scelta delle figure apicali della coalizione, il centrodestra ha trovato l’accordo. Accanto a Giovanni Girardini, il candidato sindaco che nei mesi scorsi ha ottenuto il via libera dalle segreterie romane, la coalizione fra Forza Italia, Fratelli d’Italia, La Renaissance, Lega, Noi Moderati e Udc schiera a vice Sonia Furci, 46 anni, ex dipendente dell’Usl Vda e fondatrice dell’Associazione di volontariato Tutti Uniti per Ylenia.
Nelle scorse settimane erano emerse fra le ipotesi la candidatura a vice di Sylvie Spirli e dell’avvocato Carlo Laganà.
Il Centro boccia anche la candidatura di Fadda: coalizione sempre più in crisi
8 agosto 2025

Parafrasando Nanni Moretti: “Joel, dicci qualcosa di destra”. Dopo l’ennesimo nome respinto dal Centro – quello di Valeria Fadda – potrebbe essere questa la richiesta implicita agli alleati.
Considerata troppo progressista e “civica”, la candidatura a vicesindaca di Aosta dell’avvocata avrebbe rischiato di far perdere al Centro, in particolare a Rassemblement e in parte a Pour l’Autonomie, una parte consistente dei potenziali candidati, riducendo la possibilità di presentare tre liste a due, o forse una sola. Ex candidata di Alpe e vicina al presidente del Consiglio Valle, Alberto Bertin, e al vicecapogruppo Uv, Albert Chatrian, Fadda non ha convinto neppure una parte degli iscritti al Partito democratico. Per il Centro il nome non sarebbe inoltre in linea con l’accordo del 25 giugno, siglato con l’Union Valdôtaine, e non con il Pd. Intesa che, sulle figure apicali, è chiara sugli impegni: “Individuare congiuntamente le figure di candidato Sindaco e Vicesindaco nonché la squadra che li affiancherà, sulla base di criteri di competenza, rappresentatività e visione strategica”.
Il “no” del Centro è stato comunicato ieri sera dal presidente dell’Uv, Joel Farcoz, durante il Conseil fédéral. Una decisione che ha generato malumori e, in alcuni, la tentazione di rompere l’alleanza con il Centro almeno per il Comune di Aosta. Anche il candidato sindaco, Raffaele Rocco, coordinatore regionale, non entusiasma il Centro, che avrebbe preferito puntare su Jean Dondeynaz. Il presidente del Coni e della Cisl si è sfilato ieri sera dalla lista Uv per le regionali.
La prossima mossa spetta ora all’Uv.
“Abbiamo riunito ieri la Direzione – spiega il segretario del Pd, Luca Tonino – e deciso di confermare le due candidature, arrivate da un percorso condiviso. Nelle prossime 48 ore vedremo cosa succede”.
Il Centro chiede tempo, i nomi dei candidati sindaco e vice restano in sospeso
7 agosto 2025
Di ultimatum in ultimatum, lo scenario che si va delineando è che il centrosinistra autonomista deciderà chi candidare a sindaco e vice di Aosta solo dopo il referendum regionale di domenica 10 agosto. Che le elezioni comunali e regionali siano intrecciate non è un mistero. Non a caso, ieri l’associazione Evolvendo di Bruno Milanesio ha evidenziato come “la città di Aosta ed i suoi cittadini siano ormai divenuti figli di un Dio minore, ostaggio di scelte operate da attori regionali interessati unicamente alla spartizione del potere di place Deffeyes, insensibili al dibattito, attualissimo, tra ‘Aosta città necessaria’ e ‘Aosta Capitale dell’Autonomia’”. Lunedì 11 agosto si saprà se il 28 settembre si voterà per eleggere i 35 consiglieri regionali con la preferenza unica, oppure – salvo eventuali ricorsi – con le tre preferenze.
Il nodo vice sindaca
Dopo un weekend concitato, lunedì sembrava arrivata un’intesa nella coalizione: il Partito democratico ha proposto l’avvocata Valeria Fadda come vice sindaca a fianco di Raffaele Rocco. Un nome “di area” e non “di partito”, che sembrava rispondere alle richieste del Centro. Lunedì sera è arrivato il via libera alla candidatura da parte del Comité dell’Union valdôtaine e del Pd.
Poi, l’attesa. Lunga e logorante. Dal Centro ancora nessuna risposta definitiva.
“Sul nome della Fadda ci sono delle perplessità rispetto ad altre proposte messe sul tavolo” spiega Stefano Aggravi di Rassemblement.
Ma non è solo il nome della vice a creare distanza.
“Serve più tempo”, dice il Centro
“Avevamo chiesto tempo – ricorda Aggravi – e ne abbiamo ancora bisogno per completare alcuni passaggi all’interno del Centro autonomista. Ci stiamo interrogando sull’accordo con l’Uv del 25 giugno, che in parte è stato disatteso. Ci sono aspetti contenutistici che vorremmo approfondire e sarebbe utile incontrare Rocco, per chiarire alcune dinamiche che potrebbero emergere successivamente”.
Una parte del Centro era orientata a sostenere la candidatura a sindaco di Jean Dondeynaz, segretario della Cisl e del Coni, che ora potrebbe invece essere candidato nella lista dell’Union Valdôtaine per le regionali.
Altro nodo da sciogliere riguarda la spartizione delle poltrone. C’è chi vorrebbe definirla già ora, sulla base di ipotetici pesi elettorali, tutti da verificare, e chi, invece, rispolverare il Manuale Cencelli a urne chiuse.
“Aosta è una partita più complessa di altre – prosegue Aggravi –. Probabilmente abbiamo avuto troppa fretta. Ora, quel tempo va recuperato”.
Confronti in corso, ma l’accordo slitta
In mattinata è previsto un confronto tra le forze del Centro, che Aggravi definisce “unito”. Ulteriori contatti sono attesi tra oggi e domani. Ma con l’avvicinarsi del weekend e del silenzio elettorale, l’accordo e la sua ufficializzazione potrebbero slittare ancora.
Comune di Aosta, il centrosinistra autonomista a un passo dall’intesa: Valeria Fadda vice di Rocco
5 agosto

Dopo un intero fine settimana di trattative e telefonate andate a vuoto, il Partito democratico ha chiuso, nel tardo pomeriggio di ieri, sul nome della candidata vice sindaca da proporre agli alleati. Si tratta dell’avvocata Valeria Fadda, 39 anni, di Aosta, già candidata alle comunali del 2015 nella lista Alpe.
Il nome sembra aver messo d’accordo tutti. Il Comité Uv ieri sera ha dato il via libera alla proposta. La coalizione formata da autonomisti di centro, Union Valdôtaine e Partito democratico schiererà, per le elezioni comunali del 28 settembre, l’ingegner Raffaele Rocco come candidato sindaco e Fadda come vice.
Ora, con le figure apicali definite, resta da completare la spartizione degli assessorati. Una riunione fra le forze politiche si è svolta in mattinata. Il via libera definitivo è atteso nel tardo pomeriggio. Se questo passaggio andrà in porto, sarà corsa contro il tempo per costruire il programma di coalizione e le liste a sostegno della candidatura. Al momento ne sono previste sei: una lista Uv, una del Pd, una di Rassemblement, una di Stella Alpina, una di Pour l’Autonomie e una promossa dall’assessore alla Cultura Samuele Tedesco, composta da giovani under 35.
L’accordo sul nome di Rocco era stato raggiunto già la scorsa settimana, con il via libera del Comité Fédéral dell’Union. La scelta del vice, invece, aveva acceso tensioni nella coalizione nel weekend. Il Partito democratico aveva rivendicato la nomina per sé, avanzando i nomi dell’assessora Clotilde Forcellati e del segretario Luca Tonino, ma il Centro aveva chiesto una figura di “area” e non direttamente espressione del partito.
Il weekend è stato segnato da contatti frenetici. Il telefono del segretario Tonino è rimasto acceso senza sosta. Tra le ipotesi anche quella di Claudio Latino, presidente del Csv Vda, che però ha declinato l’invito, preferendo continuare il suo impegno nel volontariato. In corsa anche Fabiola Megna, poi superata da Valeria Fadda nella scelta finale.
Scintille sul vicesindaco: la coalizione per Aosta del centrosinistra autonomista vacilla
1 agosto 2025
Il rischio che il banco salti questa volta è concreto. Uv, Centro Autonomista e Pd sono ancora lontani dal trovare un’intesa per le comunali di Aosta. Martedì scorso il Pd si era preso 48 ore per proporre ai futuri alleati un nuovo nome per il ruolo di vicesindaco, ruolo che rivendica per sé. Il Centro, però, aveva espresso chiaramente la necessità di individuare una figura di area e non espressione diretta di partito, in linea con lo schema proposto: un sindaco indipendente e un vicesindaco di area.
Sul nome del candidato sindaco la posizione dell’Uv sembra ormai definitiva: il Comité ha scelto Raffaele Rocco, attuale coordinatore regionale alle opere pubbliche, figura tecnica. Una parte del Centro continua invece a preferire Jean Dondeynaz, che sembra ora proiettato verso le regionali.
La partita più difficile si sta giocando sul nome del vicesindaco. I democratici hanno portato sul tavolo martedì scorso, e rilanciato ieri sera nel nuovo incontro, i nomi dell’Assessora alle politiche sociali Clotilde Forcellati e del segretario del Pd Luca Tonino. Proposte che hanno irritato il Centro Autonomista, ma non solo, che aveva chiesto al Partito democratico di avanzare delle nuove candidature. Proposte che hanno fatto sorgere il dubbio a qualcuno che il Partito democratico stia giocando un’altra partita, magari nel campo di Avs (alleanza verdi sinistra), al lavoro per una lista su Aosta.
Nella riunione di ieri sera sono emerse le prime contro-proposte. L’Uv ha indicato l’attuale vicesindaca Josette Borre. Il Centro ha svelato le sue carte proponendo Giuliana Lamastra, già consigliera comunale ai tempi di Alpe. Il Pd ha bocciato anche questa ipotesi.
Quando mancano 23 giorni alla presentazione delle candidature, con la settimana di Ferragosto e un referendum di mezzo, liste e programmi ancora da costruire, adempimenti burocratici da compiere, le tensioni sono alle stelle. Se entro la tarda mattinata di domani non si arriverà a chiudere l’accordo, in diversi giurano di esser pronti a fare scelte diverse.
La figura del vicesindaco fa litigare non sono la coalizione del centrosinistra autonomista, ma anche quella del centrodestra. Se coalizione e sindaco – la scelta è ricaduta su Giovanni Girardini – sono da tempo definiti, per il coéquipier le tensioni non mancano fra Fratelli d’Italia e Lega. Se il Carroccio spinge su Sylvie Spirli, Fratelli d’Italia ha proposto l’avvocato Carlo Laganà. “Stiamo valutando persone che vanno oltre lo steccato del partito, persone autorevoli, dei tecnici, che possano portare alla coalizione un valore aggiunto” dice Alberto Zucchi.
“Alla ricerca del Sindaco perduto”: ad Aosta si tenta la convergenza degli autonomisti su Raffaele Rocco?
25 luglio 2025 di Luca Ventrice
Almeno, dopo un po’, nel famoso gioco da tavolo Indovina Chi?, il “chi” si scopriva. Per decidere il prossimo Sindaco di Aosta – da parte della compagine Union Valdôtaine, Partito democratico e Autonomisti di Centro –, invece, le cose sono un po’ più difficili.
Con l’idea, ma è solo un’idea, che si siano rinnegati gli ultimi cinque anni di governo cittadino senza avere in tasca – ma neanche in testa – una exit strategy. Fatto sta che le delegazioni dei movimenti – in quelle “consultazioni” che la politica ama tanto – escono dal Siège central dell’Uv, anche oggi, con un pugno di mosche. Un’ennesima fumata nera. O, come viene detto a mezzo bocca, “siamo in alto mare”.
Com’è e come non è, una quadra in realtà sembra esserci. Solo che apre ad un altro problema. E da qui lo “scoglio” di cui sopra. Ciò che sembrava lontano ora è più vicino e, definito il “perimetro” dell’alleanza, per il dopo Nuti il nome che convince quasi tutti è quello dell’ingegnere Raffaele Rocco, attualmente coordinatore del Dipartimento Programmazione, risorse idriche e territorio dell’Assessorato regionale alle Opere pubbliche.
Non è cosa fatta, però, perché l’idea Jean Dondeynaz – segretario regionale Cisl e presidente del Coni Valle d’Aosta –, resta in piedi. Ma lo scontro, al momento, si sta consumando sul nome del candidato a Vicesindaco.
I partiti – che dopo Nuti sembrano virare nuovamenteo verso un “tecnico”, o almeno ad un altro nome non riferibile ad una forza politica –, riscoprono ora una carica allettante. Che però diventa il “nodo” del contendere.
Il Pd, è cosa nota, voleva Clotilde Forcellati, oggi assessora alle Politiche sociali. Ma sull’altare della “discontinuità” – che si fa ma non si dice –, dev’essere sembrato rischioso candidare qualcuno della Giunta comunale uscente. Quindi, l’ipotesi dem è diventata quella di giocarsi la carta Luca Tonino, segretario del partito e, in questi ultimi cinque anni, Presidente del Consiglio comunale. Con la sensazione che, sondata l’indisponibilità degli alleati a legare la partita per piazza Chanoux con quella per piazza Deffeyes, i democratici cerchino di andare dritti almeno sul “Secondo cittadino”.
Idea che però non è piaciuta molto agli alleati, della prima e dell’ultima ora, che avevano ben pensato di lasciare fuori dalla partita i nomi “importanti” dei movimenti, sempre che ce ne siano. Almeno su Aosta. Men che meno agli Autonomisti di Centro, usciti nervosetti dall’incontro e tesi nei confronti della delegazione del Mouvement.
Equilibri che cambiano e tutto da rifare? Possibile. Anche perché lo stesso Rocco – diceva una vecchia pubblicità in tv – pare comunque essere “per molti ma non per tutti”. Men che meno agli Autonomisti di Centro stessi. E nel vortice per decidere il Vicesindaco potrebbe tornare in discussione anche la carica stessa di Primo cittadino. Con Dondeynaz ad aspettare alla finestra.
Coalizione a sei per Aosta: definito il perimetro, ora la scelta sul candidato
21 luglio 2025

Il perimetro è stato definito, ora però bisogna iniziare a costruire le fondamenta del progetto politico che vedrà correre insieme Uv, Autonomisti di Centro, Partito democratico e la lista di under 35, in fase di costruzione, da parte dell’Assessore Samuele Tedesco. La fumata bianca è arrivata questa mattina nel nuovo incontro fra le forze in campo.
Il Partito democratico sembra aver accettato le condizioni poste dagli alleati: no a Rete Civica e stop all’ipotesi di un secondo mandato per Gianni Nuti. L’intesa riguarda solo il Comune di Aosta, senza estensioni alle elezioni regionali. In cambio, il Pd ha chiesto un ruolo apicale nella futura giunta, con particolare attenzione alla vicesindaca.
Ufficialmente si è parlato solo di “skill”, ovvero del profilo dei candidati, ma informalmente sono stati fatti alcuni nomi. Per la candidatura a sindaco prende quota Jean Dondeynaz, segretario della Cisl e presidente del Coni Valle d’Aosta, vicino a Stella Alpina e apprezzato anche dal presidente della Regione Renzo Testolin. In alternativa resta sul tavolo l’ipotesi di Raffaele Rocco, ingegnere e dirigente regionale, figura tecnica che però potrebbe risultare troppo simile al profilo del sindaco uscente.
Per la carica di vicesindaca il nome più accreditato è quello di Clotilde Forcellati, attuale assessora alle politiche sociali del Comune di Aosta. In calo, invece, la possibilità di una candidatura di Carla Fiou, dirigente regionale ed ex segretaria particolare di Laurent Viérin.
L’obiettivo delle forze politiche è chiudere la partita entro la settimana, definendo programma e ticket sindaco-vicesindaca, sostenuti da sei liste: Pd, Union Valdôtaine, Rassemblement Valdôtain, Stella Alpina, Pour l’Autonomie e la lista civica under 35.
“La rappresentanza giovanile è oggi un tema centrale. C’è un nuovo modo di fare politica, ed è necessario portare questa visione all’interno delle istituzioni. – spiega Samuele Tedesco – In tanti parlano della Valle d’Aosta del 2040, ma non la si può immaginare senza coinvolgere quella fascia d’età che oggi studia, lavora e ha voglia di impegnarsi per la propria città”. Il progetto politico, in fase di costruzione, vedrà candidati prevalentemente under 35.
“Qualche settimana fa ho inviato la mia disponibilità a Union Valdôtaine e al Centro per un dialogo all’interno di una coalizione che includesse anche le forze democratiche e progressiste, per costruire un progetto unitario”. “Mi sento di dire che dobbiamo partire da questi ultimi cinque anni – prosegue –. È il momento di rimettere i temi al centro, soprattutto se vogliamo immaginare l’Aosta del futuro. Prima viene la visione, poi le persone”. Sull’uscita di scena del sindaco Gianni Nuti, l’Assessore comunale alla Cultura e Istruzione dice: “A lui devo tutto. È stato un ottimo sindaco, una persona di grande valore per la città. Abbiamo condiviso non solo un rapporto istituzionale tra assessore e sindaco, ma soprattutto un legame umano, che oggi spesso manca nella politica. Oggi non ringrazio solo il sindaco, ma Gianni in quanto persona, per le sue qualità immense che hanno aiutato Aosta ad aprire gli occhi sul proprio futuro”.
Comunali di Aosta, il tempo stringe. Giorni decisivi per il Sindaco degli autonomisti?
15 luglio 2025
di Silvia Savoye

I nodi sono ancora tutti da sciogliere. Su chi sarà il prossimo sindaco di Aosta, i movimenti sono ancora al lavoro. E il tempo stringe.
Dalla maggioranza uscente i dubbi sono molti. Soprattutto perché la coalizione si è spaccata: da un lato l’Union Valdôtaine ha ufficializzato da tempo l’accordo con gli Autonomisti di Centro – ovvero Pour l’Autonomie, Stella Alpina e Rassemblement Valdôtain –, dall’altra si parla però con il Partito democratico. Che, in mente, ha però il nome di Gianni Nuti.
Questione di pesi e contrappesi. Da parte dem sanno che potrebbero avere un vantaggio su Aosta rispetto agli Autonomisti di Centro, il cui peso elettorale in città è tutto da scoprire. Ma, sempre il Pd, resta interessato a parlare con Rete Civica con la quale ha governato il capoluogo negli ultimi cinque anni. La stessa Rete Civica che, però, è vista come “fumo negli occhi” dagli Autonomisti di Centro medesimi. E anche una coalizione solo a sinistra sembra una via ad oggi non percorribile.
Intanto, Nuti – che ha già messo mezzo piede fuori dal palazzo comunale – non è totalmente escluso dai giochi. Anche se la richiesta di “discontinuità” – che come tante cose, in politica, si fanno ma non si dicono – pesa su una sua eventuale ricandidatura. Il nome che resta sul tavolo è quello di Jean Dondeynaz, segretario regionale Cisl e alla guida del Coni Valle d’Aosta. Indiscrezioni ora vedono spuntare il nome di Raffaele Rocco, ingegnere e coordinatore del Dipartimento Programmazione, risorse idriche e territorio dell’Assessorato regionale alle Opere pubbliche.
Ipotesi che però sembra comunque tramontata: anche senza dirlo esplicitamente, dal Pd fanno sapere che se la politica volesse discontinuità, i partiti dovrebbero avanzare candidati espressione dei movimenti. Non figure “terze”, insomma. Però – questa è la sensazione che serpeggia –, i prossimi giorni potrebbero essere quelli decisivi per avere i nomi dei prossimi candidati. Anche perché siamo a metà luglio.
Lato centrodestra, i giochi sembrano già fatti. Almeno per la figura dell’aspirante Sindaco. Questione chiusa da tempo: le forze – Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc – convergono verso il presidente de La Renaissance, entrata di recente nella coalizione, Giovanni Girardini, già candidato Primo cittadino nel 2020 e arrivato fino al ballottaggio cinque anni fa. Anche se da ufficializzare resta ancora il nome per il Vicesindaco o la Vicesindaca.
Comunali di Aosta, la partita si gioca al centro. Ma a destra o a sinistra? Scintille tra Pd e Forza Italia
27 giugno 2025
di Luca Ventrice

Il mistero si infittisce. Anche perché dire l’affare s’ingrossa sembra obiettivamente troppo. Fatto sta che mentre Union Valdôtaine e Autonomisti di centro hanno ufficializzato il matrimonio per le Comunali Aosta – vedi sotto –, l’altra parte degli attuali alleati in piazza Chanoux aspetta di capire a che gioco si stia giocando.
O meglio, sebbene il nuovo asse Uv-AdC dica non ama si metta loro in bocca la “discontinuità” sui vertici di Aosta, e soprattutto su Nuti, dai lidi del Partito democratico, il segretario regionale Luca Tonino spiega che “noi abbiamo espresso un giudizio positivo, come Pd, rispetto all’andamento della legislatura, e anche sulle figure apicali del Comune. Ma abbiamo registrato che c’è un’opinione diversa”.
La partita che vorrebbe giocare il Pd è doppia, ovvero: partecipare all’accordo con Uv-AdC, ma su più piani. In chiaro: vincolare l’alleanza per il Comune di Aosta (su cui i dem contano di avere più voti in città rispetto agli Autonomisti di centro) a quella per le Regionali. Insomma, nessun niveau différent e nessuna sorpresa elettorale.
Nel frattempo, nelle redazioni arriva una nota di Forza Italia in cui gli azzurri spiegano: “Siamo noi ad esserci sempre dichiarati alternativi alla sinistra che ha guidato la città di Aosta portandola al degrado amministrativo e urbano che oggi è sotto gli occhi di tutti e sul quale il nostro partito, in collaborazione con i nostri gruppi consiliari, è da anni che insiste. Non a caso, sono gli stessi attuali alleati del Partito democratico a chiedere una discontinuità netta rispetto a quella che si è rivelata un’esperienza fallimentare”.
E ancora: “Forza Italia rappresenta con chiarezza il centro del centrodestra e lo fa senza ambiguità: non siamo alternativi al mondo autonomista con il quale, pur nelle differenze, è possibile ricercare convergenze – si legge ancora –. Siamo alternativi, politicamente e nei valori, a una sinistra che ha perso credibilità e visione, troppo impegnata a guardare in casa d’altri anziché prestare attenzione a ciò che accade in casa propria”.
Su questo, Tonino non ci sta: “Non ci interessa Forza Italia, loro hanno risposto ad un invito che non abbiamo fatto di sicuro noi. Che ci sia allargamento anche al centro del perimetro attuale è auspicabile, ma non abbiamo mai parlato di Forza Italia”.
Ancora una volta, la partita si fa al centro. Resta da capire se sia il centrodestra o il centrosinistra. E resta da capire quanti voti abbia effettivamente – e ad Aosta più che mai – questo “centro”. Anzi, se l’asse si polarizzasse con un’alleanza Pd – Avs – Rete Civica da una parte ed il Centrodestra unito dall’altra, siamo certi che il centro abbia i numeri per incidere?
Uv e autonomisti di centro pronti a scrivere una nuova pagina per Aosta: “Non è discontinuità, è visione condivisa”
26 giugno 2025
di Silvia Savoye

L’Union Valdôtaine volta pagina sulla città di Aosta, ma guai a parlare o scrivere la parola discontinuità.
“Si è parlato tanto di persone, ma non è così” dice il presidente Uv Joel Farcoz, in apertura della conferenza stampa di presentazione dell’intesa con gli Autonomisti di Centro (Pour l’Autonomie, Stella Alpina e Rassemblement Valdôtain). “L’accordo non prevede discontinuità o continuità, ma è un accordo improntato esclusivamente sulla volontà politica e amministrativa di governare la città di Aosta”. Per cinque anni il Leone Rampante ha fatto parte della maggioranza con Partito democratico e Rete civica. Oggi, l’obiettivo è costruire “una nuova pagina per la città“, come si legge nell’accordo firmato. Una pagina che riconosce il lavoro svolto, ma che intende affrontare con coraggio “le trasformazioni economiche, sociali e ambientali in atto” e le “fragilità gestionali emerse nel tempo”.
Il nuovo progetto si basa su un nucleo autonomista e si apre al contributo di forze civiche e moderate. “È un percorso in divenire – spiega Ronny Borbey – che potrà includere forze come il Partito democratico, con cui è previsto un incontro informale, o altre realtà, come Forza Italia, se ci sarà condivisione di obiettivi. Ad oggi, nessun accordo è chiuso. Il nostro approccio è chiaro: siamo aperti al dialogo, ma deve esserci una visione comune.”
Solo dopo aver definito il perimetro politico, si passerà alla costruzione del programma e della squadra di governo. Difficile, quindi, che gli attuali vertici di Piazza Chanoux – Gianni Nuti e Josette Borre – siano riconfermati, anche se nessuno lo esclude esplicitamente. “Come possiamo parlare di nomi se non abbiamo ancora definito il perimetro?” risponde a domanda precisa Joel Farcoz. “Gianni e Josette sono due persone sicuramente squisite ed intelligenti. La loro amministrazione è stata sicuramente coraggiosa e molti dei risultati si vedranno tra qualche anno” dice ancora Farcoz.
“Avevamo lanciato un appello per costruire un progetto concreto. – ricorda Stefano Aggravi – Oggi, quella concretezza si traduce nei contenuti programmatici che vogliamo condividere e sviluppare. Non c’è la volontà di demolire tutto ciò che è stato fatto in questi anni, ma è evidente che esistono delle criticità. Criticità che, va detto, non dipendono necessariamente da chi ha governato, ma da un contesto complesso e in continua trasformazione. Su Aosta incombono progetti strategici rilevanti, che ci auguriamo possano essere finalmente attuati nei prossimi anni. Per affrontare queste sfide è indispensabile lavorare con serietà e spirito di collaborazione”.
L’accordo individua alcuni assi prioritari: la costruzione di una visione strategica di medio-lungo periodo per l’Aosta del 2040; il rilancio dell’economia e attrarre imprese, famiglie e giovani; il rafforzamento dell’identità alpina, culturale e linguistica della città; la gestione in modo coordinato i cantieri strategici con la Regione; la promozione di una rigenerazione urbana sostenibile e inclusiva; il miglioramento del decoro, pulizia e manutenzione urbana; la valorizzazione della vocazione universitaria della città e il rafforzamento della collaborazione tra i Comuni del Conseil de la Plaine.
“Vivo la città di Aosta a 360 gradi, di giorno e di notte – anche grazie al mio cane, che mi consente di osservare direttamente i problemi reali nei diversi quartieri” aggiunge Aldo Di Marco ” Ritengo che ci siano tre questioni centrali da affrontare con urgenza. La prima è riavvicinare l’amministrazione comunale ai cittadini: oggi c’è una distanza evidente che va colmata. Basta guardare alle condizioni del verde pubblico, alla percezione di insicurezza in alcune zone, alla mancanza di risposte tempestive”.
Accordo raggiunto tra Union valdôtaine e Autonomisti di centro per le comunali di Aosta
24 giugno 2025
di Silvia Savoye

C’è l’accordo per le comunali di Aosta. L’Union valdôtaine correrà con gli Autonomisti di Centro, la nuova formazione che raggruppa Rassemblement valdotain, Stella alpina e Pour l’Autonomie.L’intesa, che sarà ufficializzata nei prossimi giorni, punta a una netta discontinuità con l’attuale giunta.
Tramonta quindi il Nuti bis. Tra i punti fermi dell’accordo figura infatti l’esclusione di una ricandidatura del sindaco uscente, oltre a un parziale rinnovamento del programma amministrativo.
Altro aspetto centrale è la revisione del perimetro politico: Partito Democratico e Forza Italia, forze moderate di riferimento nazionale, potranno essere coinvolte nella coalizione del blocco autonomista. Rimane invece esclusa Rete civica, che ha sostenuto l’attuale amministrazione.
L’intesa riguarda per il momento le sole elezioni comunali di Aosta.
Sui nomi per sindaco e vicesindaco non ci sono scelte ufficiali. Nei giorni scorsi sono circolate alcune ipotesi. Per Stella Alpina si era parlato dell’attuale assessore regionale alla Sanità, Carlo Marzi, che però avrebbe manifestato la volontà di proseguire il suo incarico in Regione. Sempre nell’area di Stella Alpina era emerso anche il nome di Stefano Borrello, che ha smentito l’intenzione di candidarsi. Per l’Union valdôtaine, i nomi che circolano sono quelli di David Follien, già consigliere regionale tra il 2013 e il 2018, e di Jean Dondeynaz.
“Cosa succede in città”? AAA Sindaco di Aosta cercasi
13 giugno 2025
di Luca Ventrice

AAA Sindaco cercasi. O forse no. Mentre le Elezioni comunali si avvicinano, la corsa per il Primo cittadino ad Aosta è totalmente aperta. Tra chi “nicchia” e chi prende tempo, i sommovimenti dei movimenti ci sono tutti. Inevitabilmente, peraltro.
Silenziosi ma operosi, appunto, partiti e movimenti si incontrano. Mettono qualche nome alla spicciolata sul tavolo – a volte per “bruciare”, a volte per saggiare temperature e pazienza di alleati e avversari – alla caccia di candidati per una fusciacca “scomoda”.
Scomoda per diversi motivi: da un lato perché Aosta è il Comune “cardine” di tutta la Valle, soprattutto per numero di abitanti e servizi – sia comunali, sia regionali e statali – che ci concentrano in città.
Dall’altro perché in ballo – come sempre – c’è la breve distanza, forse troppo breve, tra piazza Chanoux e piazza Deffeyes. Quella vecchia storia, vecchia ma in fondo vera, di una Aosta “ancella” che dipende troppo dagli equilibri, e dagli umori, del Palazzo regionale.
Quindi, inevitabilmente, dopo essere andati a setacciare voci e stati d’animo – tra conferme e pour parler – delle Unité Mont-Cervin, Mont-Émilius, Valdigne-Mont-Blanc, Evançon, Grand-Combin, Mont-Rose e Walser, tocca ad Aosta. Quella “Unité” a sé, per peso politico e, perché no, ambizioni.
Tempus fugit

Ad oggi, l’enigma di fondo resta quello del sindaco uscente Gianni Nuti. Uscente e rientrante? Sul suo destino, il diretto interessato non si sbilancia: “Continuo ad essere vago, ma più tempo passa più i chiarimenti diventano quasi automatici. Perché anche una ‘non decisione’ è un segnale. Io, del resto, non ho uno spirito di militanza ma di servizio”.
Neanche un po’ di velleità di mettere “pressione” alle forze politiche dell’attuale maggioranza? Anche se il tempo scorre, Nuti dice di no: “Quando dico che mi affido alle decisioni dei movimenti politici è perché assumo un atteggiamento di alta considerazione. Non me la prenderò mai con i movimenti che mi hanno sostenuto. Al massimo, saluto e ringrazio per l’esperienza politica che mi è stata concessa di fare”.
Il Primo cittadino attuale sta alla finestra. Ma, in città – e nelle segreterie politiche, si muove anche qualcos’altro.
Lavorio nell’area autonomista: “Cortesie per gli ospiti”?

In questo momento, a spiccare, sono i molti (forse troppi) silenzi dell’Union Valdôtaine. Anzi, nella mega Union réunie nella quale sono in tanti, sì, ma più silenti che mai.
Diciamo che il pensiero di fondo sembra abbastanza chiaro: cercare di restare a contatto con quegli Autonomisti di centro – la coalizione formata da (in rigoroso ordine alfabetico) Pour l’Autonomie, Rassemblement Valdôtain e Stella Alpina – che paiono al momento piuttosto corteggiati. Anche se sul loro effettivo “peso” elettorale le incognite non mancano.
Su questo flirt, l’Union ha ovviamente la testa anche alle Regionali. Per Aosta, pare che il centro autonomista chieda discontinuità. Quindi, nessun Nuti bis. Qualche nome per sindaci “papabili”, dagli incontri con l’Uv, pare però già affiorare da mare di silenzio.
Il primo è quello dell’attuale assessore alla Sanità Carlo Marzi – che nel capoluogo è stato anche, sul finire della Giunta Giordano e poi in quella di Centoz fino al 2019 assessore alle Finanze, non proprio una discontinuità fulminante, insomma –, ipotesi che però sembra stia già tramontando.
Tra le controproposte, si dice, spunta anche il nome di David Follien, già in Consiglio Valle dal 2013 al 2018.
Altro nome sul tavolo – si tratta sempre di indiscrezioni – è quello di Jean Dondeynaz, attualmente segretario regionale della Cisl Valle d’Aosta e da poco riconfermato alla guida del Comitato valdostano del Coni. Meno fredda è invece la pista che porta ad un altro ex assessore del Comune di Aosta (all’Edilizia, dal 2010 al 2013) e anche in Regione (alle Opere pubbliche). Si parla infatti di Stefano Borrello, da sempre in Stella Alpina.
E gli altri alleati?

Per il momento, tutti sono in attesa di capire come si districherà la matassa politica. Nessuno si sbilancia, ma dai lidi del Partito democratico l’idea è che la convergenza – come già cinque anni fa – debba puntare sulla riconferma di Nuti. Nome considerato “figura di garanzia”. Forse anche per il fatto che il sindaco uscente non ha tessere di partito in tasca.
Però, e qui rientra il “tubare” tra UV ed autonomisti di centro, da queste latitudini si chiedono certezze sul “perimetro” politico. Una locuzione che significa, in soldoni, che altri nomi oltre a quello di Nuti non sarebbero poi così graditi. Soprattutto, se ci si spostasse troppo verso il centro.
Un sostegno a Nuti arriva però anche da una parte del Mouvement stesso. Sia dalla parte più “progressista”, sia da alcuni neo unionisti, ovvero dagli ex della fu Alliance Valdôtaine.
A destra è tutto fatto. O forse no

Dall’altra parte della barricata, i giochi – sulla carta – sembrano già fatti. Il candidato Sindaco per il Centrodestra Unito – che assomma Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati – è quello del già aspirante Primo cittadino nel 2020, arrivato al ballottaggio con Nuti, Giovanni Girardini. Senza grandi sorprese, insomma.
Se il presidente de La Renaissance – recentemente confluita nella coalizione di centrodestra – sembra però inamovibile, a maggior ragione dopo un incontro romano con i vertici dei partiti nazionali parte dell’alleanza, qualche equilibrio va ancora trovato sulla figura del Vicesindaco. E non sembrano solo spigoli da limare, per ora.
Per quel ruolo, i rumors vedono in prima fila l’attuale consigliera di opposizione – e già in minoranza a Sarre dal 2010 al 2015 – Sylvie Spirli. Questione che, però, pare non convincere appieno Fratelli d’Italia che vorrebbe qualcuno dei suoi in quella carica. Chi? Le voci indicano Walter Musso, già in Fédération autonomiste nei tempi che furono ed oggi membro del coordinamento regionale del partito di Giorgia Meloni.
Un interrogativo a sinistra

Tolto che parlare di “sinistra” è impossibile senza finire in un ginepraio – si diceva tempo fa –, anche qui le posizioni sembrano essere attendiste. Molto. Tramontata definitivamente l’idea di un nuovo Progetto civico progressista, dalle parti di Rete civica un bis di Nuti sarebbe visto di buon occhio. Molto di buon occhio, anzi.
Diverso è se ci spostiamo sui lidi di Valle d’Aosta aperta, che nella maggioranza di Aosta ha un agente sotto (neanche molta) copertura. La tensione con Rete civica – dopo l’affaire del simbolo basculante di Avs – è alle stelle. Anche se, proprio ai nostri “microfoni”, si era parlato recentemente anche di un possibile accordo per il Comune di Aosta con lo spauracchio dei bei tempi: “Non lasciare la città in mano alle destre”. Con tutti i “se” e – essendo comunque a sinistra –, soprattutto con tutti i “ma” del caso. Fatto sta che da VdA aperta, oggi, se candidati sindaco e vice ci sono, le carte restano coperte.