Elezioni politiche, Albert Lanièce non ci ripensa: non sarà il candidato degli autonomisti

Dopo due giorni di riflessione il Senatore ha deciso "di rimanere nella mia posizione e pertanto non mi ricandiderò". 
Lanièce
Politica

Albert Lanièce non cambia i suoi piani: tornerà a fare il medico in Bassa Valle. Nonostante il pressing del suo movimento, il senatore ha deciso di non voler correre per un terzo mandato al Senato della Repubblica. A spiegarlo è lo stesso Lanièce nel corso di una conferenza stampa convocata per tracciare un bilancio di fine mandato.

“Già qualche settimana fa ho detto che non avrei più partecipato a questa competizione elettorale, ritenendo che 15 anni di esperienza mia sono già un impegno importante.  Adesso per una serie di motivazioni personali e professionali, avrei desiderato ritornare alla mia professione e alle tante altre cose che faccio. Sono stato però ulteriormente sollecitato dalla totalità del Comité e dalle figure istituzionali massime della Regione a ripensare alla mia candidatura, alla luce della mia esperienza”. Dopo due giorni di riflessione il Senatore ha deciso “di rimanere nella mia posizione e pertanto non mi ricandiderò”. 

La decisione sulle candidature del raggruppamento autonomista e progressista potrebbe arrivare in mattinata quando il Comité tornerà a riunirsi. Possibile che a questo punto ritorni sul tavolo prepotentemente la candidatura del presidente dei sindaci Franco Manes. 

Il bilancio dei 10 anni in Senato

Lanièce ha poi ripercorso l’attività svolta nelle ultime due legislature. 
“E’ stata una legislatura difficile, caratterizzata per due terzi da una crisi pandemica, a cui si è aggiunto nell’ultimo anno il conflitto russo ucraino, che ha pesantemente compromesso le attività in Senato”.

La decretazione dell’emergenza ha “decisamente limitato l’attività dei parlamentari”. A questo si aggiunge il fatto che in due legislature sono cambiati sei governi, “con difficoltà dell’attività parlamentare e anche della commissione paritetica”.

Lanièce ha poi voluto evidenziare alcune delle “conquiste” per la Valle d’Aosta, come nel 2019 il riconoscimento degli operatori degli impianti a fune come lavoratori stagionali, o ancora lo stanziamento di 15 milioni nel bilancio 2019 a favore dei comuni della Valle d’Aosta, o l’esclusione dall’applicazione dei tetti di spesa per il personale sanitario delle regioni a statuto speciale.

Nel “Cura Italia” con un emendamento il senatore ha fatto comprendere “negli aiuti straordinari per la pandemia covid anche le università e i conversatori”. Sempre in questo provvedimento sono arrivate alcune proroghe delle grandi concessioni idroelettriche.

Nel “Dl Rilancio” del giugno 2020 è stato previsto un fondo di 2 milioni per le scuole valdostane, mentre ad agosto è stato inserito l’accordo economico fra stato e Regione che prevede uno sconto di 84 milioni dei 103 milioni di euro, previsto come contributo annuale al risanamento della finanza pubblica.

Nl “Dl Sostegni” il governo ha stanziato un fondo di 700 milioni di euro per la monta, di cui 20 andranno alla Valle d’Aosta. Accolto anche un ordine del giorno che prevede uno specifico ristoro per le regioni alpine.

Sempre nella legge di bilancio del 2021 è stato recepito l’accordo fra stato e regione che riduce a 82 milioni di euro il contributo annuale della nostra regione per il risanamento dello stato.

“Dal 2013 al 2022 c’è stato in questi 10 anni un recupero improntate di risorse – ha evidenziato Lanièce – La Valle d’Aosta è stata anche la prima ad uscire fuori dal patto di stabilità”.

Nel decreto aiuti si è arrivati invece all’esclusione della Cva dall’applicazione della Madia.

“Risultato importante a fine legislatura, perché per Cva vuole dire possibilità di muoversi sul mercato”.

Fra i disegni di legge a firma del senatore figurano uno in materia di telemedicina, uno per l’equiparazione del trattamento pensionistico dei corpi forestali delle regioni a statuto specilli all’arma dei carabinieri, uno in materia di elezioni dei membri del parlamento europeo per l’situazione della circoscrizione Valle d’aosta e uno per la procedura di modifica dello Statuto della Valle d’Aosta, con l’inserimento della clausola dell’intesa.

Nella Commissione paritetica, che tornerà a riunirsi a settembre, rimangono i dossier sulle grandi derivazioni idriche, sull’adeguamento pensionistico per forestali e vigili del fuoco, sulla mobilità e reclutamento dei docenti del conservatorio – “ferma perché ministero sta preparando decreto che potrebbe risolvere questione” e sui sindacati delle minoranza linguistiche.

“Il mio sostegno alle politiche internazionali sono state sempre in linea con quelle presidente Draghi nel senso dell’atlantismo e dell’europeismo e nella condanna ferma della federazione russa per l’attacco alla Russia.”

Presente alla conferenza stampa anche la presidente Uv Cristina Machet, che ha rivolto al senatore i ringraziamenti dell’Uv e dei valdostani perché “leggiamo numeri, ma è un lavoro che ha saputo fare grazie alla sua capacità e preparazione. Se i valdostani hanno ottenuto dei risultati è perché abbiamo avuto la possibilità di avere un gruppo autonomista in Senato”.

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