Politica di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 21 Gennaio 2021 11:51

I primi cento giorni di Nuti Sindaco di Aosta e la pandemia che cambia i piani

Aosta - A chiedere conto dell'operato del Governo del Capoluogo è stata la consigliera leghista Spirli. Tanti gli obiettivi che la seconda ondata Covid ha cambiato, ma il Primo cittadino spiega: "Non siamo stati con le mani in mano”.

Giunta NutiGiunta Nuti

Che cosa ne è stato dei “primi cento giorni” – data simbolica ma da sempre significativa – del Governo di Gianni Nuti come Sindaco della città di Aosta?

A chiederne conto, in Consiglio comunale, la consigliera in quota Lega Vallée Sylvie Spirli: “Nei primi cento giorni dal suo insediamento – spiega – sarebbe stata sua cura ‘creare un tavolo di lavoro insieme alle associazioni di categoria per una azione di tipo programmatorio di concertazione; immaginare con Adava come utilizzare le tasse di soggiorno, in modo tale che si diversifichino le destinazioni d’uso della tassa, utilizzata sinora per il Marché Vert Noël, immaginando delle altre formule; mettere in campo delle azioni immediate di aumento della bellezza diffusa sul territorio, come piccoli segni che danno l’idea subito ai cittadini che qualcosa è cambiato; prendere in mano la macchina amministrativa cercando di portare avanti nei più rapidi tempi possibili interventi di riqualificazione urbana che interessino tutti, anche il settore del turismo, ad esempio piazza Manzetti, per la quale sono previsti 2 milioni e 300mila euro del bando periferie, che potrebbe essere un luogo restituito alla città”.

Il Primo cittadino Nuti parte dalla situazione epidemiologica: “Sapete che durante la seconda fase della camp elettorale si stavano già notando piccole avvisaglie di una recrudescenza pandemica, scoppiata in seguito, facendo piazza pulita di appuntamenti, iniziative e attività che si sarebbero potute programmare e realizzare. Sono state fatte delle cose al posto di quelle elencate allora, non siamo stati con le mani in mano”.

Nel dettaglio, il Sindaco spiega: “Con Adava è stata attivata una collaborazione realizzata online per rafforzare l’immagine della città che in questo momento non ha turisti. È stata stanziata una somma significativa a loro vantaggio per implementare le azioni di promozione, cosa fatta anche con Confcommercio dedicando loro un settore della città per promuovere i buoni regalo nel periodo natalizio”.

Il “tavolo” con le categorie è invece temporaneamente sospeso, spiega ancora Nuti: “Lo realizzeremo, ma quando è stata costituita la Commissione speciale abbiamo lasciarle l’onere di sentire le organizzazioni per raccogliere le suggestioni. Le nostre interlocuzioni si sono fatte in via parallela e non con il tavolo allargato e multidimensionale che vorremmo realizzare”.

La “bellezza diffusa” ed il lato estetico di Aosta

Riguardo la “bellezza diffusa” il Sindaco chiosa: “Speriamo che una certa cura degli addobbi e degli interventi artistici che richiamano il valore dei nostri artigiani locali, come Siro Viérin che fa parte del nostro patrimonio di idee e di arte, siano stati apprezzati. Cercheremo di valorizzare l’opera in futuro anche per altri artigiani”.

“Spero – aggiunge Nuti – sia stata apprezzata anche la coniugazione tra forme di abbellimento e democrazia partecipata con le proiezioni idei disegni di Corni, con la scelta dei cittadini su quale fare affrescare alla Porta Prætoria. Stiamo cercando una formula, anche con il condominio e la Sovrintendenza, per realizzarla nel pieno rispetto del valore archeologico, artistico e culturale di quel luogo”.

A questo discorso si legano i progetti prospettici: “Abbiamo già concertato il piano sulle mostre che saranno di nuovo presenti all’Hôtel des États – sempre Nuti -, che non ospiterà solo allestimenti ma anche contenuti. La città avrà spazi dove i cittadini vedranno mutazioni esteticamente di interesse, così come a livello culturale”.

Cultura che si connette a doppio filo con la storia, non per forza troppo indietro bel tempo. “Con la Cogne Acciai Speciali – prosegue il Sindaco – abbiamo sottoscritto un accordo: a fronte di alcune agevolazioni per gli impiegati e gli operai sull’accesso al parcheggio De la Ville abbiamo chiesto loro collaborazione per ricostruire, lungo le vie più toccate della città dalla storia recente, alcuni siti per parlare del rapporto tra la città e l’insediamento industriale. Pensiamo che sia una cosa di valore, e lo realizzeremo in primavera/estate”.

Il “nodo” del Piano periferie

Meno immediato è il discorso riguardo il Piano periferie, già “Bando” di renziana memoria, quando cioè il senatore di Italia Viva era Presidente del Consiglio.

Nuti spiega: “Piazza Manzetti rientra nel grande tema del Piano periferie. Stiamo costruendo dei dossier per alcuni importanti lavori di riqualificazione urbana, uno in particolare necessita di un intervento di sistema. Stiamo rafforzando la parte tecnica per il Piano periferie, con questi dossier sul tavolo assieme a tante urgenze da seguire e i cui processi vanno accelerati. C’è volontà di pianificazione nelle azioni di questo governo, come dimostra la redazione del Piano urbanistico e della mobilità sostenibile, quello del traffico urbano, quello della sosta e quello della mobilità ciclistica”.

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