Proposta di legge sull’idrogeno, per la deputata Tripodi “è fumo negli occhi”

Questa è una politica invidiosa e sofferente per i risultati che si è riusciti ad ottenere lavorando tra i vari livelli istituzionali."
Elisa Tripodi
Politica

Al coro di critiche contro la proposta di legge sull’idrogeno, approvata in IV Commissione e che si appresta ora a varcare le porte del Consiglio Valle, si aggiunge la voce della deputata valdostana Elisa Tripodi.

“Questa è una politica che non guarda il bene dei valdostani, del territorio e delle risorse. Questa è una politica invidiosa e sofferente per i risultati che si è riusciti ad ottenere lavorando tra i vari livelli istituzionali.” scrive in una nota Tripodi.  “Eh già, è proprio così! Piuttosto che andare fieri, come comunità e come istituzione, dell’obiettivo raggiunto, in linea con la legge regionale 22/2016, frutto del lavoro del comitato VdA Riparte e dei cittadini che credono in una Valle d’Aosta accessibile e sostenibile, ci si inventa come poter buttare altri soldi”.

Tripodi rivendica il lavoro fatto assieme all’ex assessora Chiara Minelli e al sottosegrario Giancarlo Cancelleri “per l’enorme risultato raggiunto, ovvero i ben 84 Milioni di euro previsti nel PNRR, e i 26 Milioni di euro previsti dal prossimo aggiornamento dell’accordo di programma RFi-MIT: soldi che permetteranno l’elettrificazione della tratta Aosta-Ivrea”.

La deputata ricorda, quindi, come sui treni ad idrogeno “sono in corso, in Italia e all’estero, diverse sperimentazioni: ad ora non è ancora una tecnologia consolidata e ha bisogno di alcuni anni di collaudo.
Al contrario, l’elettrificazione della rete ferroviaria è la strada maestra per sfruttare tutte le tecnologie già rodate ed esistenti per arrivare all’obiettivo prefissato: zero emissioni e convogli più grandi, più veloci e con la possibilità di avere, finalmente, tratte a lunga percorrenza senza cambi”.

Il voto in IV Commissione e la nuova frattura in maggioranza

A risvegliare la crisi politica, che l’inizio dell’estate sembrava aver assopito, ci ha pensato il voto di giovedì 1° luglio in IV Commissione della proposta di legge sull’utilizzo della trazione a idrogeno. L’iniziativa aveva già provocato un duro scontro fra il firmatario della proposta, Claudio Restano, e l’ex Assessora all’Ambiente Chiara Minelli. 

E proprio il gruppo di Progetto Civico Progressista, con Andrea Padovani, si è astenuto sulla proposta.

“Non è coerente con il Defr approvato dal Consiglio pochi mesi fa, nel quale viene inserita l’elettrificazione della linea ferroviaria e per la quale si sono trovati finalmente i fondi grazie al Piano nazionale di ripresa e resilienza. – ha sottolineato Padovani –  L’ipotesi idrogeno è ancora oggi vista come una lontanissima prospettiva dagli esperti e potrebbe dilatare nuovamente i tempi per ottenere finalmente un trasporto ferroviario degno di questo nome. Mi spiace che, contrariamente alle mie richieste, la Commissione abbia scelto di non procedere ad alcun tipo di audizione, privando la discussione di quel necessario approfondimento”.

Il Presidente della Commissione Giulio Grosjacques spiega la decisione di non condurre audizioni: “La proposta di legge dispone, infatti, che la Giunta regionale, previe le consultazioni necessarie con gli operatori di sistema riguardo agli investimenti infrastrutturali, presenti al Consiglio Valle uno studio di interventi per la mobilità a idrogeno sia per la tratta ferroviaria Aosta/Ivrea, mediante un confronto tra il sistema elettrico e quello a idrogeno, sia per la tratta Aosta/Pré-Saint-Didier, valutando il rapporto tra costi e benefici della sua riapertura e un confronto tra la riapertura della tratta e il trasporto pubblico su gomma a idrogeno.”

La proposta di legge approderà ora in Consiglio regionale nella seduta in programma la prossima settimana.

Ad intervenire sul voto sono anche le due consigliere di Pcp Erika Guichardaz e Chiara Minelli, annunciando il loro voto contrario e definendo la proposta di legge “paradossale visto che, proprio sulla base della legge regionale 22/2016 e dell’azione costante degli anni successivi, nell’aprile 2021 l’elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta è stata inserito fra i progetti finanziati dal Pnrr con una dotazione finanziaria di 110 milioni di euro. Pensare ora di rimettere in discussione tale importante risultato è una azione dannosa per la comunità valdostana”.

Guichardaz e Minelli sottolineano, inoltre, come la proposta di legge non ha copertura finanziaria per lo studio che ci si propone di realizzare e i 60 giorni di tempo indicati nell’articolato non sono certo sufficienti.

I sindacati “Uno sgarbo da parte della IV Commissione”

Sui lavori della IV Commissione intervengono anche Filt Cgil, Fit Cisl, Savt Trasporti e Orsa si dicono perplessi sulla scelta di non fare audizioni nel merito.
“Uno sgarbo a tutti gli effetti, soprattutto se viene fatto da un organismo del Consiglio Regionale quale è la commissione   – scrivono in una nota i sindacati – La ferrovia è un problema che sta a cuore a tutti noi ed era giusto e opportuno convocare anche le parti sociali. Oltre tutto sulla questione dell’ammodernamento della ferrovia era stata approvata all’unanimità dal consiglio regionale una legge di iniziativa popolare, che parlava proprio “delle disposizioni per un moderno ed efficiente sistema pubblico integrato dei trasporti”.

Adu Vda: “Ennesima demagogia autonomista”

“I treni all’idrogeno del consigliere Restano, che rischiano di costare alle tasche dei cittadini ancora di più dei treni bimodali di Marguerettaz (50 milioni), servono solo a far deragliare la Giunta Lavevaz e il progetto di urgente ammodernamento e elettrificazione della disastrata ferrovia valdostana.” E’ quanto sostiene in una nota Adu VdA.
Secondo il movimento: “Lo stupefacente via libera della Commissione Sviluppo economico del Consiglio regionale che impegna la Giunta a presentare uno studio di interventi per la mobilità a idrogeno è l’ennesimo schiaffo agli elettori e contribuenti valdostani, frutto di cinici e ignoranti giochi di potere. È l’ulteriore dimostrazione che la Regione Valle d’Aosta continua irresponsabilmente a inseguire costosi deliri di arrogante gigantismo”.

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