Politica di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 30 Giugno 2020 15:18

La “battaglia dei Consigli”, Aosta all’attacco della Regione: “Spettacolo indecoroso”

Aosta - Il Consiglio comunale prepara un ordine del giorno su quanto successo ieri in piazza Deffeyes, soprattutto per le risorse agli Enti locali. A rischiare sono le manovre anticrisi del Capoluogo, a partire dalla riduzione delle tasse per le aziende da circa 2,5 milioni.

Consiglio comunaleConsiglio comunale - immagine d'archivio

L’effetto tellurico, dopo il “pasticciaccio brutto” confezionato ieri dal Consiglio regionale, si fa sentire. Anzitutto nel palazzo più vicino, ovvero nel Municipio di Aosta.

Il Consiglio comunale odierno, nato per approvare il rendiconto del Comune di Aosta – con in ballo le risorse per la gestione della delicata fase post-emergenza Covid –, si risveglia in realtà con il trauma di quanto avvenuto ieri in piazza Deffeyes.

Assemblea del Capoluogo che presenterà un ordine del giorno da inviare direttamente alla Presidenza del Consiglio Valle e ai capigruppo, i cui toni non saranno concilianti, come concilianti non sono state le parole del Sindaco Fulvio Centoz, in apertura di seduta.

“La discussione di oggi – ha spiegato – non può che partire da quanto successo ieri in Consiglio regionale. Una pagina brutta della politica valdostana, mi auguro davvero si sia toccato i l fondo. Il Consiglio Valle si è ridotto ad un consesso incivile, inguardabile e ingestibile, che non ha più nulla dell’istituzione che guardiamo con rispetto. È stato uno spettacolo indecoroso, abbiamo perso qualsiasi tipo di credibilità. Di fronte ad una delle crisi più gravi della storia si preferisce la polemica spicciola e gli sgambetti reciproci. Dimostrano, tutti e 35 i consiglieri, di essere figli di leader che hanno sempre deciso ed oggi si trovano incapaci di prendere decisioni, e ne pagano le conseguenze i lavoratori dell’Usl e gli Enti locali che aspettavano questi finanziamenti”.

Un Consiglio (quasi) unito

Da piazza Chanoux la voce è univoca. Loris Sartore (Rete Civica), spiega: “Ieri è stato l’ultimo atto di una pessima legislatura, iniziata male e finita peggio. Con la mancata approvazione di questi articoli si è espresso il volto peggiore della politica peggiore”.

Étienne Andrione, Misto di minoranza, attacca: “È problema di struttura, la Regione è fortemente centralizzatrice, e quel sistema ha prodotto la schifezza di ieri. Tutte le forze che hanno organizzato questa specie di imboscata si dicono autonomiste, poi l’Autonomia toglie ai Comuni per poi urlare all’attacco quando lo Stato fa la stessa cosa. Spero che questo grave episodio sia di stimolo, vista futura campagna elettorale, per parlare di riforme strutturali della regione”.

“L’impasse – commenta invece Lorenzo Aiello, Fdl – nasce da un equivoco: il Consiglio sarebbe tecnicamente sciolto senza l’emergenza, ma loro continuano con le schermaglie politiche come se fossimo in un momento normale. Si rendano conto che non dovrebbero neanche più essere in carica”.

“C’è una sensazione di inadeguatezza del tutto – spiega invece Luca Lotto (m5s) –, di disgregazione della realtà. Oggi i consiglieri regionali metteranno a posto le situazioni perché ieri non si sono neanche resi conto di cosa stavano facendo. Gli eletti erano dissociati dalla realtà”.

Dai banchi – sebbene virtuali, vista la videoconferenza – della maggioranza, l’opinione è la stessa. Delio Donzel, Assessore all’Ambiente in quota Uv, ha parlato di “una delle pagine peggiori del Consiglio regionale, che ne esce sconfitto come istituzione. È venuto meno il senso di responsabilità di chi rappresenta l’intera regione, che facciano uno sforzo perché non venga proprio ricordata come una delle peggiori consiliature di sempre”.

Luca Girasole, Assessore alle Politiche sociali, aggiunge: “Le pagine peggiori rischiano ormai di diventare quasi una ‘Treccani’. Il problema non è stata la pandemia, perché i sanitari e i cittadini l’hanno affrontata in modo egregio, ma la pandemia in piena campagna elettorale”.

“Bastian contrario” è invece Vincenzo Caminiti, anch’egli nel Misto di minoranza: “Non voterò l’ordine del giorno, perché siamo al ‘bue che dà del cornuto all’asino’, dal momento che anche questa sarà ricordata come la peggiore amministrazione di Aosta”.

I riflessi sul Comune

Mentre in regione si cerca una soluzione, da piazza Chanoux la preoccupazione per le risorse ai Comuni si sente.

Il perché lo spiega Centoz stesso: “Sulla variazione di Bilancio abbiamo previsto un azzeramento della Cosap, la riduzione dell’Imu per quasi un milione di euro, così come per la Tasi. Parliamo di una riduzione complessiva delle tasse per le aziende che hanno subito lo stop da circa 2,5 milioni di euro, che in una situazione come questa avrebbe dato un minimo di ristoro alle aziende della nostra città. L’aver bocciato ieri l’articolo 17 compromette tutto questo, speriamo che il Consiglio regionale trovi una mediazione, e che si prenda la responsabilità di approvare questo disegno di legge”.

L’ordine del giorno

“Preso atto che durante la seduta del Consiglio regionale di ieri, 29 giugno 2020, non sono stati approvati gli articoli 13 e 17 del Dl 60 – recita l’ordine del giorno che il Consiglio comunale in discussione in questo momento -; considerato che, in particolare, l’articolo 17 avrebbe assegnato importanti risorse agli Enti locali della Valle d’Aosta, sia a copertura dei mancati introiti, sia a sostegno delle attività più colpite dall’emergenza. Tenuto conto che l’articolato traeva origine da ordini del giorno precedentemente approvati a larga maggioranza dallo stesso Consiglio regionale e che gli articoli sopra richiamati pesano finanziariamente per circa un terzo del valore complessivo della manovra di assestamento; il Consiglio comunale esprimendo profondo sconcerto per quanto accaduto auspica che nel prosieguo dei lavori del Consiglio regionale, si trovi un accordo, non penalizzante per gli Enti locali, che consenta la celere ripresentazione e approvazione delle misure indicate in premessa”.

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