Politica

Ultima modifica: 14 Giugno 2019 15:42

Le 18 firme ci sono, la minoranza e Restano chiedono un Consiglio straordinario su Cva

Aosta - A firmare la richiesta M5s, Lega, Mouv’, Rc, Adu e Restano (Misto). L'obiettivo è arrivare al Consiglio prima del 30 giugno. Ed i 5 stelle chiedono che i bilanci di Cva siano controllati da un parere terzo.

La sede CVA di Châtillon

Diciotto firme – MoVimento 5 stelle, Lega, Mouv’, Rete Civica, Adu e Claudio Restano (Misto) – per ottenere prima del 30 giugno un Consiglio regionale straordinario per discutere l’approvazione del bilancio e del rinnovo del mandato al Consigli di amministrazione di Cva.

Se l’iscrizione in ordine del giorno della risoluzione che i pentastellati hanno tentato di inserire ieri in Consiglio Valle, e che impegnava il Presidente Fosson a non rinnovare gli attuali vertici della Compagnia valdostana delle acque, è stata bocciata, sono gli stessi consiglieri del MoVimento, oggi appoggiati dalla “leva” dei colleghi, a chiedere di tornare in aula. E parlarne.

A spiegarne il motivo, in conferenza stampa, anzitutto Luciano Mossa, che parla di un management “che da subito ha fatto emergere la volontà di andare verso la quotazione di Cva, non sono solo in audizione ma attraverso considerazioni pubbliche che superano il loro ruolo e le loro competenze, soprattutto quando nessuna giunta si è ancora espressa sul destino della società riguardo la quotazione in borsa o meno”.

Una “invasione di campo” mal digerita: “Prima dell’approvazione del bilancio di Cva – prosegue Mossa – serve un controllo sostanziale delle poste da parte di esperti esterni, come avvenuto per il Casinò con la nomina del cda. Riteniamo che serva un controllo esterno per capire meglio tutta la situazione”.

Attuali vertici di Cva che, spiegano i pentastellati, avrebbero fornito “sia a mezzo stampa sia durante le audizioni nelle Commissioni competenti affermazioni fuorvianti, contraddittorie o non esaustivamente veritiere”.

Tra queste, proseguono i 5stelle, il fatto che sottostando alla Legge Madia non sia possibile per Cva sviluppare attività per la mobilità sostenibile attraverso le colonnine di ricarica, o che non si possono effettuare acquisizioni di nuovi impianti produttivi; o ancora le affermazioni del cda secondo cui, se quotata in borsa, l’azienda possa crescere sul mercato italiano fino a diventare leader nelle rinnovabili.

Non solo, qualche vizio di forma i consiglieri 5 stelle lo vedono negli stessi numeri che Cva ha comunicato: “L’azienda ha registrato nel 2018 una crescita considerevole degli utili – sempre Mossa – anche se ancora ben lontana dai risultati ottenuti prima che si cominciasse a perseguire la strada verso la quotazione in borsa”.

Sulla questione rinnovabili si spende invece Luigi Vesan: “La rete distributiva è già in mano a Cva, come la realizzazione delle ‘colonnine’. Il problema reale della mobilità sostenibile non è nelle colonnine, ma negli investimenti per portare la corrente elettrica diffusamente sul territorio a questo scopo. La rete è già di Cva, la possibilità di intervento non è pregiudicata in nessuna maniera dalla Madia”.

Da qui la richiesta, il Consiglio straordinario con i “conti” di Cva in mano. Possibilmente con sopra un occhio non coinvolto: “Vorremmo che i bilanci siano controllati da un parere terzo – spiega ancora Vesan -, per avere una situazione un po’ più trasparente”.

Insomma: “Il cda di Cva è previsto per il 30 giugno, con un Consiglio posticipato quello di ieri rimaneva l’unico utile per affrontare l’argomento modificando l’ordine del giorno. Il Consiglio straordinario invece deve essere obbligatoriamente convocato entro 20 giorni”. Senza aspettare il “ventesimo”, però. E potrebbe essere già lunedì 24 giugno.

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