Nessuna proroga sull’esenzione per i dehors, Aosta punta su nuove manifestazioni

A spiegarlo in Consiglio comunale, in risposta ad una mozione della Lega, la vicesindaca Borre. Sui nuovi eventi e manifestazioni, però, l'Amministrazione mantiene ancora il riserbo preparandosi ad annunciarli. Perplessa l'opposizione, mentre i dehors potrebbero restare ampliati anche in futuro.
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Le coperture finanziarie per prorogare ad Aosta l’esenzione del Cup – il Canone unico patrimoniale – non ci sono, nonostante il Comune di Aosta cercasse, poco meno di un mese fa, una soluzione per continuare a non fare pagare l’occupazione di suolo pubblico per i dehors.

Problema che si è posto, a partire dal 31 marzo, con la fine dello stato di emergenza nazionale. Oggi la questione è sbarcata nel Consiglio comunale del Capoluogo con una mozione della Lega presentata in aula da Sylvie Spirli: “Sono cessate alcune agevolazioni messe in atto in primis dal Governo nazionale come la concessione gratuita dell’occupazione di suolo pubblico. Vogliamo impegnare la Giunta a valutare, in base alle coperture finanziarie, magari non una proroga totale dell’esenzione sul canone ma almeno una percentuale di sconto agli esercizi pubblici”.

Richiesta che fa il paio con quanto detto, giusto ieri, da Confcommercio Valle d’Aosta che domandava a gran voce ai Comuni l’esenzione o la riduzione della ex Cosap.

Da piazza Chanoux, invece, la pensano diversamente. E non è solo una questione di risorse mancanti, anche se il canone cuba nelle casse municipali per circa 1,5 milioni. La vicesindaca e assessora alle Finanze Josette Borre spiega: “Secondo noi il bilancio può essere destinato a forme di investimento maggiormente rigenerative piuttosto che ad una agevolazione. L’idea è quella di destinare delle risorse economiche a una manifestazione in più o ad un evento in più che possa dare risposte a più attività”.

Dallo scranno centrale il sindaco Gianni Nuti aggiunge: “La nostra scelta è quella di orientare risorse verso l’arricchimento dell’offerta e l’attrattività del territorio. Faremo a brevissimo delle esternazioni sulle manifestazioni che abbiamo in mente, sia sportive, culturali, ricreativo-animative. E credo che su questo ci voglia la collaborazione con le associazioni di categoria, i corpi intermedi, per arrivare ad una compartecipazione attiva. Questo è un processo rigenerativo, più delle agevolazioni”.

L’incognita delle nuove manifestazioni e le perplessità dell’opposizione

L’opposizione resta scettica. Ma soprattutto resta a bocca asciutta quando chiede un’anticipazione degli eventi o manifestazioni che l’Amministrazione ha nel cassetto.

Paolo Laurencet, Forza Italia (partito che in una nota parla di “schiaffo al commercio aostano“), attacca: “Sarebbe interessante capire quali siano queste nuove iniziative. Nel frattempo, nonostante l’annuncio, alcune sono scomparse come il torneo di calcetto in piazza, che portava parecchio indotto e benefici a tutta la città”.

“Il Consiglio, come anche le attività e le agenzie di viaggio a maggio devono conoscere il calendario di eventi e manifestazioni, a parte quelle consolidate e storiche della cittadine – tuona Bruno Giordano, Lega –. Lo sforzo di programmazione e pubblicizzazione è l’unico modo per portare un piccolo arricchimento del Pil della nostra città”.

Dai banchi di Rinascimento Giovanni Girardini spiega: “L’Amministrazione deve assumere un po’ di spirito imprenditoriale, darsi da fare al massimo nel creare il movimento e lo spirito giusto perché le persone possano comprare e spendere. Siamo in una società consumistica e dobbiamo stimolare, in modo corretto, il consumo. Sollecitiamo una maggiore attenzione su questo punto”.

I dehors restano “ampliati”?

L’unanimità di vedute c’è sull’apporto, alla città, dato dai dehors ampliati in tempi di Covid. Nuti dice: “Lo sconto sulle tariffe è una piccola parte, ma ciò non significa che non dobbiamo negoziare con rappresentanti di categoria per prevedere nel futuro un allargamento dei dehors un po’ più organico rispetto alla situazione emergenziale. È diventato un elemento caratterizzante delle città del Mediterraneo, sarebbe bello diventasse strutturale”.

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