Nuova missione per Renzo Testolin: dovrà chiedere a Sav la sospensione dei lavori delle gallerie

Al termine di una lunga giornata di discussione maggioranza e minoranza (esclusa Avs) approvano una risoluzione che impegna il presidente a chiedere a Sav l’immediata sospensione dell’avvio dei lavori programmati per valutare soluzioni alternative.
Renzo Testolin
Politica

Dopo aver mandato il Presidente della Regione davanti all’Assemblea di SAV a chiedere una nuova valutazione delle possibili soluzioni alternative alla chiusura delle gallerie di Côte de Sorreley e Signayes, tornando però a mani vuote, il Consiglio Valle lo impegna ora a chiedere l’immediata sospensione dell’avvio dei lavori programmati per valutare soluzioni alternative. A pochi giorni dalla chiusura prevista per il 15 giugno, è difficile credere che questa nuova richiesta avrà un esito diverso, se non quello di indebolire ulteriormente la figura dell’attuale Presidente della Regione.

Renzo Testolin ne è conscio. “La giornata di oggi ha messo in evidenza una serie di questioni che, pur analizzate da punti di vista diversi, evidenziano la necessità di una forte presa di posizione politica su decisioni che, nel prossimo anno, avranno un impatto significativo sulla cittadinanza valdostana. Questa risoluzione ha cercato di trovare una sintesi all’interno di quest’Aula per rappresentare alla concessionaria un forte disappunto rispetto a questa scelta. Non vuole essere soltanto una presa di posizione politica, ma anche la disponibilità del Governo regionale e della società a porre le basi per un confronto concreto e tangibile per i nostri cittadini.”

Offre una lettura diversa del messaggio politico della risoluzione Marco Carrel degli Autonomisti di Centro: “I componenti del suo gruppo politico le chiedono un cambio di passo e di metodo e la sua maggioranza le chiede di fare quanto ha già fatto, ovvero di andare nuovamente da SAV a chiedere soluzioni alternative. Non solo: le chiedono anche di venire a relazionare in Commissione, ovvero le stanno commissariando la delega alle partecipate. Questo è il messaggio politico.”

La risoluzione approvata con 31 voti (astenuti Avs) è il risultato della mediazione di ulteriori due iniziative depositate in mattinata dalla minoranza. Si sfilano dall’accordo AVS che, con Chiara Minelli, parla di “atto di irresponsabilità”. “Qui c’è un problema di sicurezza su cui non si può in alcun modo soprassedere.”

Oltre alla sospensione dei lavori, l’atto approvato impegna il Governo a aggiornare, congiuntamente i rappresentanti regionali nominati nella Sav, almeno ogni 3 mesi o la commissione consiliare competente in merito ai conseguenti sviluppi; ma anche ad attivarsi con urgenza, nelle sedi opportune e nelle forme più adeguate, presso la concessionaria Sav e Rav, al fine di ottenere la gratuità o una significativa riduzione tariffaria del pedaggio autostradale per i residenti valdostani nel tratto A5 tra il casello di Nus e il casello di Aosta Ovest/Saint-Pierre, per l’intera durata della chiusura delle gallerie di Sorreley e Signayes e fino al completo ripristino della normale viabilità sul raccordo A5/SS27.

Bocciata l’altra iniziativa sottoscritta da tutti i gruppi di minoranza, (a favore solo Avs) che impegnava il Presidente della Regione: ad emanare urgentemente disposizioni per regolamentare sia il traffico leggero sia il traffico pesante e ad aggiornare, insieme ai rappresentanti nominati nella SAV, ogni due mesi la commissione consiliare competente sull’andamento dei lavori e sulla gestione del traffico e sulle difficoltà che dovessero emergere.

2 risposte

  1. A Testolin bisogna dire: il Sav ti ha gia detto che non fermerà i lavori. In particolare ha detto no il gruppo che detiene il 71,28% della SAV e ha potere assoluto su di esso: il Gruppo ASTM (alias Gavio). A questa nuova risoluzione il SAV risponderà: “maledetti ingrati che vi abbiamo dato la presidenza e due posti del CdA anche se siete in minoranza!! Col cavolo che fermiamo i lavori! O li facciamo o ci pensa il MIT a chiuderci le gallerie per diversi anni: e vederete che lamentarvi per un anno di chiusura per lavori sarà meglio di quello che scatenerete nel 2027!” O altra possibile risposta più civile ma di impatto maggiore: “Va bene!! Accettiamo la vostra proposta: fermiamo i lavori e ripartiamo da zero per trovare alternative alla chiusura di un anno. Vogliamo mantenere i buoni rapporti di fiducia con voi della Regione Autonoma Valle d’Aosta, anche se ci facciamo nemici il MIT e lo Stato. Ci spiace solo che il 30 giugno 2007 il MIT chiuderà forzatamente le gallerie e ci revocheranno tutte le autorizzazioni per la libera circolazione dei mezzi al loro interno perché non abbiamo rispettato le norme UE del 2004 e quelle italiane del 2006 sulla messa in sicurezza delle gallerie stradali della rete TEN-T superiori a 500 m di lunghezza. Cercheremo di dare meno disagio possibile alla popolazione valdostana e ad Aosta nei 5/6 anni che ci vorranno per ottentere dal MIT l’ok alla riapertura delle gallerie al traffico veicolare: il SAV è amica dei valdostani e farà tutto il possibile per il vostro bene!!”. Io aspetto la seconda: la migliore per perculare il governo regionale e far incavolare pesantemente i valdostani!!

  2. Bene avanti così. E se la soluzione fosse un bel senso unico, tra via Roma-Parigi e Piccolo San Bernardo…? Magari con corsia preferenziale per bus, taxi e consiglieri regionali? E via andare…

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