Politiche, il Pd VdA punta a un fronte ampio per rappresentare la Valle d’Aosta

Il Partito Democratico della Valle d'Aosta annuncia di aver avviato e concluso un confronto con tutte le forze politiche del territorio, "proponendo un dialogo dedicato esclusivamente al piano nazionale, nel pieno rispetto delle diverse collocazioni sul piano regionale".
Fulvio Centoz
Politica

Con lo scenario di un possibile ritorno anticipato alle urne a Roma, iniziano anche in Valle d’Aosta le grandi manovre in vista delle elezioni politiche. A muoversi per primo è il Partito Democratico della Valle d’Aosta, che annuncia di aver avviato e concluso un confronto con tutte le forze politiche del territorio, “proponendo un dialogo dedicato esclusivamente al piano nazionale, nel pieno rispetto delle diverse collocazioni sul piano regionale”.

Dalle consultazioni, spiega il Pd VdA, è emersa una richiesta condivisa: partire dai contenuti, prima ancora che dagli schieramenti.

Sul tavolo il partito ha posto quelli che definisce temi “decisivi per la Valle d’Aosta e sui quali una rappresentanza valdostana a Roma può essere realmente utile alla nostra comunità”: il diritto alla casa, lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione, i trasporti e i collegamenti con il resto del Paese, la sanità di montagna e i servizi nelle aree periferiche, il lavoro, le retribuzioni e le opportunità per i giovani, fino ai cambiamenti climatici, alla transizione energetica, alla resilienza delle Alpi e ai rapporti con lo Stato, con particolare attenzione alla tutela delle prerogative statutarie.

Un documento di sintesi sarà inviato nei prossimi giorni alle forze politiche incontrate, con la richiesta di presentare osservazioni, integrazioni e proposte entro la metà di settembre.

“Sarà quello il momento in cui verificheremo le condizioni per un incontro comune“, evidenzia la segreteria politica del Partito Democratico della Valle d’Aosta, che aggiunge di non voler “chiudere alcuna porta né costruire steccati. La nostra collocazione nel centrosinistra è nota e non la nascondiamo, ma non chiediamo a nessuno di partire da lì: chiediamo di partire dalla Valle d’Aosta. Su questo siamo pronti a confrontarci con tutti, e a farlo con il metodo che abbiamo scelto fin dall’inizio: parlare con tutti, non parlare al posto di nessuno”.

La volontà del Pd di costruire un fronte ampio deriva dalla riforma elettorale, approvata dalla Camera e ora all’esame del Senato, e che prevede che i voti espressi nella nostra regione concorrano al calcolo della cifra elettorale nazionale e le candidature valdostane possano collegarsi a liste presenti sul piano nazionale

“Non si tratta di stabilire appartenenze, ma di capire quanto la nostra comunità potrà pesare e quali contenuti riuscirà a portare nel Parlamento nazionale. – scrive il Pd –  Più ampio sarà il fronte che la Valle d’Aosta saprà costruire, maggiore sarà la sua capacità di incidere. Il tema non è più solo vincere il collegio, che rimane prioritario, ma anche influenzare le dinamiche nazionali con poche decine di migliaia di voti, perché il precedente del 2006 dimostra come, in uno scenario bipolare come quello attuale, ogni singolo voto possa fare la differenza.”

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