Rini-Empereur, una poltrona per due: prende il via in Consiglio l’autunno caldo della politica

La Presidenza del Consiglio regionale dovrebbe rimanere all’Union Valdôtaine: se la giocano Emily Rini, attualmente segretaria dell’Ufficio di presidenza e di Diego Empereur, capogruppo del Mouvement. Perron: “Lunedì la decisione definitiva del gruppo”.
Diego Empereur
Politica

Se “Medea” ha posto fine all’estate, con temperature in forte calo e la prima neve in quota, per la politica sta per iniziare un autunno caldissimo. In vista degli appuntamenti più importanti che nei prossimi mesi andranno a ridisegnare gli scenari amministrativi e non del futuro – il referendum sulla questione rifiuti e le elezioni regionali su tutti – le grandi manovre dei partiti sono entrate nel vivo dopo la pausa estiva.

La prima occasione per capire cosa bolla in pentola sarà l’elezione del nuovo Presidente del Consiglio regionale, prevista per la prossima seduta dell’assemblea, mercoledì 19 e giovedì 20 settembre. Dopo la convalida e il giuramento del neo-consigliere Renato Praduroux, primo dei non eletti nella lista dell’Union Valdôtaine (prese 1581 voti alle regionali del 2008) – che lascia l’incarico di amministratore delegato della società "Autoporto SpA" e quello di assessore al territorio e ambiente nel Comune di Hône – i consiglieri eleggeranno il successore di Alberto Cerise.

Emily Rini o Diego Empereur?
L’unica certezza, al momento, è che la presidenza rimarrà all’Union Valdôtaine. A giocarsela saranno Emily Rini, attualmente segretaria dell’Ufficio di presidenza (sarebbe la prima donna e il presidente più giovane nella storia del Consiglio Valle), e Diego Empereur, capogruppo del Mouvement in Consiglio. “La decisione spetta al gruppo e sarà presa lunedì – spiega Ego Perron, presidente del partito – ma posso confermare che si tratta di una corsa a due”.

Tra gli alleati, il Leone Rampante non troverà opposizione da parte della Fédération Autonomiste, che in estate ha “recuperato” l’assessorato alle Finanze, e neanche della Stella Alpina, che non spingerà per la conferma di André Lanièce, al quale era stato affidato l’interim dopo le dimissioni di Cerise. “Non ci sono dubbi, la Presidenza spetta all’U.V. – conferma il capogruppo del partito, Francesco Salzone – e da questo punto di vista non abbiamo nulla da chiedere”. Rini o Empereur? “Sono entrambi personalità di spicco – schiva la domanda Salzone – noi sosterremo la scelta degli alleati”.

Il Pdl chiede garanzie per il futuro ma Perron frena
“Non faremo questioni di poltrona, anche perché non sono sei mesi di Presidenza che cambiano i nostri obiettivi: di sicuro, pretendiamo la condivisione di un progetto comune”. E’ questa la posizione del Popolo della Libertà che nelle ultime settimane ha messo le mani avanti e giocato in contropiede, chiedendo un “nuovo patto di legislatura, per ritarare il programma politico dell’alleanza che unisce le forze di maggioranza e per pianificare il futuro”. Lunedì prossimo è previsto l’incontro con gli altri partiti. Secondo Massimo Lattanzi, “inizierà un percorso, lungo, difficile ma condiviso, di obiettivi e strategie nei confronti delle decisioni che avranno un forte impatto sul territorio nei prossimi anni”.

Sulla questione sembra meno convinto Perron che frena: “Al momento non possiamo garantire nulla se non dei buoni rapporti fino a fine legislatura”. Anche sulle prossime elezioni a Courmayeur, il presidente dell’U.V. manda un messaggio agli alleati: “Siamo contenti del lavoro svolto dall’attuale amministrazione – ha concluso Perron, chiamando in causa la Stella Alpina – partiremo da lì per fare dei ragionamenti anche con chi al momento ai piedi del Bianco è all’opposizione”.

La minoranza delusa: “Avremmo sostenuto la candidatura di Lanièce”
Lunedì prossimo sarà una giornata d’incontri e di decisioni anche per la minoranza. “Come segno di democrazia – anticipa il segretario di Alpe, Chantal Certan – avremmo voluto che fosse data un’opportunità alla minoranza (Albert Chatrian è attualmente vice presidente) o quanto meno che fosse confermato André Lanièce. Invece sono partite le solite logiche di partito, il gioco delle sedie, delle compensazioni seguendo gli ordini della dittatura”. Ragionamento condiviso in parte anche da Carmela Fontana, capogruppo del Partito Democratico: “Si poteva tranquillamente dare fiducia a Lanièce che è sicuramente all’altezza del compito. Se toccasse a Emily Rini, personalmente sarei contenta: è giovane, preparata e poi non capita tanto spesso che una donna riesca a ricoprire una carica così importante”.  

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