Politica di Silvia Savoye |

Ultima modifica: 30 Novembre 2020 12:43

Sci, le regioni alpine: impianti aperti per chi pernotta in albergo o in una seconda casa

Aosta - La proposta formulata al Governo Conte, per evitare gli assembramenti nelle località turistiche prevede di "concedere lo skipass a chi ha pernottato in una struttura ricettiva e a chi possiede o prende in affitto una seconda casa consente di controllare al meglio l’afflusso all’impianto sciistico".

scisci

Consentire di andare a sciare solo a chi pernotta almeno una notte nelle diverse destinazioni o per chi possiede o affitta una seconda casa nelle zone sciistiche. Gli Assessori delle Regioni alpini non si arrendono all’idea di tenere chiusi gli impianti sciistici durante le vacanze di Natale e provare a giocare al rilancio.

La proposta formulata al Governo Conte, per evitare gli assembramenti nelle località turistiche prevede di “concedere lo skipass a chi ha pernottato in una struttura ricettiva e a chi possiede o prende in affitto una seconda casa consente di controllare al meglio l’afflusso all’impianto sciistico”.

L’obiettivo è di contrastare il “pendolarismo può infatti essere un problema in certe giornate», affermano gli Assessori di Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Provincia di Bolzano, Provincia di Trento, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

“La soluzione che proponiamo al Governo Conte permette di avviare la stagione invernale con gradualità, in questo modo si potranno applicare i protocolli di sicurezza che abbiamo approvato lunedì scorso e metterli alla prova” proseguono gli Assessori delle Regioni alpine “infatti, se consentiamo l’acquisto degli skipass solo a chi ha pernottato in una struttura ricettiva o in una seconda casa saremo in grado di sapere con precisione il numero degli avventori per ogni giorno e in questo modo potremo gestire al meglio l’afflusso e il deflusso agli impianti di risalita. Si tratta di una soluzione ragionevole, da adattare alle esigenze di ciascun territorio. Il Governo ci ascolti, consenta l’apertura degli impianti di risalita con questo criterio e permetta la mobilità regionale”.

L’altoatesino Daniel Alfreider, il valdostano  Luigi Bertschy, il friulano Sergio Bini, la lombarda Martina Cambiaghi, il veneto Federico Caner, il trentino Roberto Failoni e il piemontese Fabrizio Ricca mettono come prerequisito fondamentale per tutto il settore la mobilità regionale. 

“Se il Comitato Tecnico Scientifico e il Governo intendono vietarla per evitare feste e momenti di aggregazione, consentano perlomeno la mobilità tra Regioni per chi ha prenotato in una struttura ricettiva almeno una notte”.

La proposta degli Assessori delle Regioni alpine arriva dopo la constatazione della mancanza di visione sull’argomento all’interno della stessa Unione europea, con l’Austria in procinto di aprire gli impianti e fra paesi confinanti.

“Trovare un compromesso con il Governo di Roma per scongiurare una chiusura totale delle località turistiche invernali è d’obbligo, ne va della sopravvivenza della montagna, dei suoi lavoratori e del suo indotto di 20 miliardi”.

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Un commento su “Sci, le regioni alpine: impianti aperti per chi pernotta in albergo o in una seconda casa”

  • Perfetto, per fare sciare un po’ di gente, le scuole rimarranno chiuse sino a Pasqua e ragazzi che praticano altri sport come calcio o volley perderanno l’ennesimo anno di attività. Lo spettacolo deve continuare, ma se così non fosse vedremo gente morire di fame, come dice qualcuno.

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