Tunnel del Monte Bianco, il raddoppio della discordia

Confindustria e le associazioni di categoria rilanciano la realizzazione della “seconda canna”, per sopperire alle chiusure che il traforo dovrà affrontare. Una ipotesi che non piace al governo francese (ma anche in Valle c’è chi dice “no”).
Tunnel Monte Bianco.
Politica

Valutare “in maniera approfondita l’opzione del raddoppio, rispetto alla riqualificazione della canna unica attualmente in servizio”. E’ l’auspicio sul futuro del traforo del Monte Bianco, espresso al termine di una riunione congiunta, dei Presidenti delle associazioni di categoria della regione: Confindustria Valle d’Aosta, Adava, Confartigianato, Confcommercio, Coldiretti e Cna. L’obiettivo della riunione era “rafforzare il coordinamento tra le diverse organizzazioni ed avviare un’interlocuzione con gli attori istituzionali facendo sintesi sui temi di comune interesse”.

Il tunnel di collegamento con la Francia, ma soprattutto le “imminenti chiusure” per “complessivi 72 mesi di qui al 2040”, è stato in evidenza nella riunione delle associazioni. L’ipotesi del raddoppio, è noto, non solletica il palato del governo francese, che non la ritiene d’attualità, mentre la parte italiana, a partire dal governo regionale (ma anche il ministro Salvini era stato chiaro, rispondendo a un question time del deputato Franco Manes), non ha mai smesso di caldeggiarla, anche per far fronte alle chiusure. Ancora questa settimana, il presidente Testolin ha detto: “la nostra posizione non cambia”.

Parole pronunciate nel giorno in cui ha preso parte all’assemblea dei soci della Rav Spa, la società che gestisce il raccordo tra Aosta e il traforo stesso e ribadite alla componente “privata” della proprietà della concessionaria (42% della Regione e 58% della Società italiana per azioni per il Traforo del Monte Bianco Spa, a sua volta al 51% di Autostrade per l’Italia). Peraltro, parlando della “geometria” della società di parte italiana del tunnel, sono proprio di questa settimana alcuni cambiamenti.

La Giunta Testolin ha infatti nominato Laurent Blanc ed Edy Cheney quali consiglieri nel Consiglio di amministrazione della Società italiana Traforo del Monte Bianco per il prossimo triennio. Il 3 aprile, cioè lunedì prossimo, è in calendario l’assemblea della Sitmb. Dovrà essere completato il rinnovo delle cariche e viene data per favorita alla presidenza Emily Rini, coordinatrice di Forza Italia in Valle e consigliera del ministro degli esteri Antonio Tajani.

Le parole del Capo dell’Esecutivo sul rilancio del raddoppio del traforo non sono piaciute ad Ambiente Diritti Uguaglianza (Adu), che in una nota ha definito il progetto “solo teatro e perdita di tempo, un diversivo per non affrontare i veri problemi della Valle d’Aosta, ma è vergognoso che la sua maggioranza resti muta”. Per il movimento, “la doppia canna porterebbe al raddoppio del traffico e ad un aumento dell’inquinamento, come l’ozono dannoso per la salute dei più deboli. Sarebbe contrario alla transizione ecologica”.

“Negli ultimi anni, – aggiunge Adu – tutti i livelli d governo francese si sono impegnati contro qualsiasi ipotesi di raddoppio del Tunnel. Sarà che per la particolarità geografica della vallata dell’Arve, l’inquinamento sarebbe maggiore, sarà che in Francia c’è ancora un ‘peuple’ che sa ribellarsi all’ingiustizia, ma oltralpe le promesse dei politici pare abbiano ancora un valore”. Insomma, mentre la Giunta auspica un “tavolo” per il confronto con la Francia, anche in Valle c’è chi dice “no” al raddoppio. E la chiusura di settembre incombe.

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