Politica di Silvia Savoye |

Ultima modifica: 19 Febbraio 2021 10:32

Valle d’Aosta verso la zona bianca? Lavevaz: “I dati sono buoni, ma la situazione è fragilissima”

Aosta - La zona bianca viene concessa dal Ministro Speranza con un'ordinanza. Lavevaz: "La zona bianca potrebbe essere una boccata d'ossigeno, ma dobbiamo essere tutti consapevoli che non sarebbe un traguardo stabile: la discesa dei contagi si è già arrestata, e dobbiamo sapere che la zona bianca potrebbe durare anche solo una o due settimane." 

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C’è grande attesa in Valle d’Aosta per le decisioni che potrebbero arrivare nelle prossime ore da Roma e in particolare dal Ministro della Salute Roberto Speranza. Per la terza settimana consecutiva, infatti, la Valle d’Aosta registra dati da zona bianca. L’ultimo Dpcm di gennaio ha inserito all’articolo 3 questa possibilità, che dovrà essere concessa con un’ordinanza del responsabile della Salute. Il parametro sotto la lente è l’incidenza settimanale dei contagi, per tre settimane consecutive, che dovrà essere inferiore a 50 casi ogni 100mila abitanti.

“Aspettiamo il riscontro ai dati inviati, che da settimane sono buoni, ma sappiamo che la situazione è fragilissima.  – sottolinea il Presidente della Regione Valle d’Aosta Erik Lavevaz – La zona bianca potrebbe essere una boccata d’ossigeno, ma dobbiamo essere tutti consapevoli che non sarebbe un traguardo stabile: la discesa dei contagi si è già arrestata, e dobbiamo sapere che la zona bianca potrebbe durare anche solo una o due settimane.” 

In zona bianca non si applicano più le misure urgenti di contenimento del contagio, previste dall’articolo 1 del Dpcm, relative alla sospensione o al divieto di esercizio delle attività, alle quali si applicano le misure anti contagio. Bisognerà continuare a rispettare il distanziamento, usare la mascherina, ma saranno aperte palestre, piscine, bar e ristoranti.

“Servirà un’attenzione fortissima al rispetto dei protocolli e alla responsabilità individuale di ogni cittadino – prosegue Lavevaz –  per non vanificare i sacrifici fatti finora. In altre regioni la situazione è drammatica: dobbiamo quindi essere felici dei risultati raggiunti, ma sapere che la normalità può tornare solo con l’efficacia della vaccinazione di massa che partirà con l’inizio di marzo”.

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