All’Ospedale Parini di Aosta arriva una delle soluzioni più avanzate oggi disponibili a livello internazionale per il trattamento dei tumori. Si chiama Radixact e sarà operativa entro la fine dell’anno. La nuova apparecchiatura di radioterapia, dotata della tecnologia Synchrony, è costata circa 9 milioni di euro. La sostituzione con l’attuale “macchina” di tomoterapia elicoidale prevede circa mesi di lavori. Per consentire le attività di smantellamento, adeguamento dei locali, installazione e collaudo del nuovo sistema, dal 15 giugno 2026 i pazienti sottoposti a trattamenti radioterapici sono temporaneamente presi in carico dall’Ospedale di Ivrea grazie a una specifica convenzione stipulata dall’Usl della Valle d’Aosta.
Per i pazienti è previsto il rimborso chilometrico e del pedaggio autostradale. Inoltre, per coloro che non dispongono di mezzi propri è stato attivato un servizio di trasporto dedicato: un pulmino effettuerà quotidianamente il collegamento con la sede di trattamento.

L’entrata in funzione della nuova apparecchiatura è prevista entro dicembre 2026.
“L’arrivo di questa apparecchiatura di ultima generazione – spiega Fernando Munoz, a capo della Struttura complessa Radioterapia Oncologica – rappresenta un passaggio storico per la Radioterapia valdostana. Questa tecnologia ci consentirà di trattare in modo ancora più preciso ed efficace anche lesioni particolarmente complesse. Il sistema è in grado di seguire il bersaglio in tempo reale durante il trattamento, adattando continuamente l’irradiazione e riducendo al minimo l’esposizione dei tessuti sani circostanti, e aumentando nel contempo la percentuali di pazienti guariti. Per i pazienti questo significa poter beneficiare di cure sempre più personalizzate, sicure e avanzate senza allontanarsi dal proprio territorio”.
Per il direttore sanitario Mauro Occhi: “Questo investimento è parte di una duplice strategia aziendale diretta ai cittadini valdostani e ai professionisti che si occupano della loro salute. Vogliamo da un lato contrastare il flusso pazienti verso regioni limitrofe offrendo il massimo delle possibilità tecnologiche e quindi delle alternative terapeutiche, dall’altro intendiamo garantire ai professionisti – ai giovani in particolare – un fattore motivazionale aggiuntivo che trattenga in Valle i meritevoli ed argini la crisi delle professioni. Siamo consapevoli del disagio temporaneo legato al trasferimento dei trattamenti a Ivrea, ma si tratta di una fase necessaria per dotare la Valle d’Aosta di una delle tecnologie più avanzate oggi disponibili in campo radioncologico”.

“Con questo importante investimento di 9 milioni di euro – aggiunge l’Assessore regionale alla Sanità Carlo Marzi – portiamo in Valle d’Aosta una tecnologia tra le più avanzate a livello internazionale confermando la volontà di garantire cure sempre più all’avanguardia, efficaci e personalizzate, in linea con le scelte, anche in termini di investimenti, assunte in questi ultimi anni, volte a migliorare la qualità e l’innovazione del servizio sanitario valdostano direttamente sul nostro territorio”.
Ogni anno la Struttura complessa di Radioterapia Oncologica dell’Ospedale Parini prende in carico circa 500 pazienti, dei quali il 38% proveniente da altre regioni.
La nuova apparecchiatura “apre prospettive particolarmente rilevanti nel trattamento delle neoplasie del polmone, del fegato, del pancreas, del surrene, della prostata, sistema nervoso centrale, cute e dei tumori ginecologici, oltre che di tutte le patologie oncologiche localizzate in sedi anatomiche influenzate dal movimento respiratorio” spiega una nota dell’Azienda Usl.
