Liste d’attesa, restano oltre 9mila le prestazioni da recuperare. Pronto il nuovo Piano

Se le stime al 31 dicembre parlavano di oltre 14mila prestazioni da recuperare a fine anno l'Usl è riuscita a riassorbirne una parte, mentre restano in ritardo, in particolare, gli "screening". L'Azienda ha presentato un aggiornamento del Piano per il 2022 in tre fasi per riassorbire le liste d'attesa.
Immagine archivio - La sede Usl di via Guido Rey
Sanità

Rispetto a metà dicembre, il Piano operativo aziendale per il recupero delle liste d’attesa per il 2021 ha dato frutti sperati, per quanto le prestazioni ancora al palo restino molte. Per questo, l’Azienda Usl ha messo sul tavolo un nuovo prospetto per affrontare nel 2022 i ritardi che per l’emergenza sanitaria si sono riflessi sulla sanità valdostana. Un recupero, comunque, condizionato dall’emergenza stessa, data – si legge in delibera di Giunta – la pressione ospedaliera e sul Pronto soccorso salita con la quarta ondata Covid, la contrazione dell’attività chirurgica, i posti letto convertiti in posti Covid, la difficoltà nel garantire i turni al personale e le sue carenze, ma anche l’impegno di risorse proprie nella campagna vaccinale.

Il recupero fatto finora

Se la prospettiva al 31 dicembre 2021 era di 1.891 ricoveri ospedalieri da recuperare, i numeri effettivi all’ultimo giorno dell’anno scorso parlano invece di un ritardo di 1.417 prestazioni. In totale sono stati recuperati quindi 473 ricoveri (il 25%), mentre i restanti sono da riprogrammare sull’anno in corso.

Le liste d'attesa per i ricoveri
Le liste d’attesa per i ricoveri

La stessa cosa vale per la specialistica ambulatoriale, di diagnostica e Pac, per cui erano previste ben 11.394 prestazioni da effettuare, che al 31/12, dall’analisi di dettaglio per specialità clinica, si sono ridotte a 6.702, da riprogrammare per il 2022, con un recupero di 4.962 prestazioni. Di queste, il 39,6% sono state visite specialistiche (2.848); il 45,4% Prestazioni strumentali (1.837) ed il 4,5% Pac (7).

Le liste d'attesa per la specialistica ambulatoriale e la diagnostica
Le liste d’attesa per la specialistica ambulatoriale e la diagnostica

Più a rilento, invece, è andato il recupero degli screening oncologici. Dei 1.135 stimati entro fine anno, ne sono rimasti da recuperare, nel 2022, 1.081. Risultano quindi riassorbite solo 54 prestazioni. Da recuperare restano, nel dettaglio, 380 screening per il tumore alla mammella, 668 per il tumore della cervice e 33 per il colon retto.

Le liste d'attesa per gli screening
Le liste d’attesa per gli screening

Il recupero delle liste d’attesa 2021 sul 2022

“Visto il perdurare della situazione pandemica a livello nazionale e regionale – si legge nella delibera di Giunta –, non è ipotizzabile una ripresa della normale erogazione delle prestazioni fino alla riduzione dei contagi e al conseguente carico assistenziale”. Ciò non toglie, però, che l’Usl abbia messo in piedi un cronoprogramma delle prestazioni arretrate.

Piano che prevede diversi step: al 30 giugno il recupero del 30% di tutte le prestazioni arretrate o sospese, il recupero di un ulteriore 40% al 31 ottobre e un ulteriore “gradino” del 30% al 31 dicembre 2022.

Nel dettaglio, entro il 30 giugno il cronoprogramma prevede il recupero di 425 ricoveri, 567 entro il 31 ottobre e 425 entro fine dicembre. Per la specialistica ambulatoriale diagnostica, nelle tre date di riferimento, gli obiettivi di recupero parlano di 2.010 prestazioni da recuperare entro giugno, 2.682 entro ottobre e 2.010 a fine anno. Per gli screening, invece, si prevede un recupero di 340 prestazioni entro il 30 giugno, 455 entro fine ottobre e 340 entro fine dicembre.

Visti gli ulteriori fondi messi a disposizione della Regione da parte dello Stato per il 2022, da Bilancio nazionale, il Piano prevede stanziamenti di 620mila 390 euro per i ricoveri, 72mila euro per gli screening e 364mila 764 euro per la specialistica. Rispettivamente il 58,7, il 6,8 ed il 34,5% del totale che ammonta a 1 milione 057mila 154 euro.

Governare la domanda

L’Usl ha previsto Percorsi diagnostico terapeutici e riabilitativi (Pdta) che “garantiscono la presa in carico del paziente cronico, realizzando l’integrazione sia tra professionisti e livelli di cura, sia la continuità degli interventi” sia “l’ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse”.

Per governare la domanda di incremento dell’offerta, l’Azienda ha predisposto, tra le altre, delle riunioni periodiche della Cabina di regia aziendale, mentre tra le attività da implementare nel 2022 ci sono: la corretta e uniforme gestione dell’informazione “1° accesso” o “accesso successivo” sulle ricette dematerializzate su prime visite e controlli, nuove modalità dei punti di accesso, rimodulazione del back office Cup, l’utilizzo sempre maggiore della ricetta dematerializzata, informative periodiche sulle best practices in materia prescrittiva.

A questo si aggiunge la riorganizzazione del percorso chirurgico elettivo, la cui applicazione – il costituendo Gruppo di lavoro predisporrà il progetto entro marzo – “potrà rendere maggiormente efficace ed efficiente la gestione e l’organizzazione dei blocchi operatori, la gestione delle liste d’attesa chirurgiche, la gestione e l’organizzazione dei ricoveri, delle ammissioni e delle dimissioni e, più in generale, i volumi e l’appropriatezza dell’attività chirurgica elettiva”.

Governare l’offerta

Dall’altro lato, quello dell’offerta, la strategia Usl prevede anche di potenziare le ore di ambulatorio con prestazioni aggiuntive e la rimodulazione degli orari di apertura, l’aumento degli slot di tutte le agende di specialistica a Cup con il riavvio delle attività sospese, la riprogrammazione delle prestazioni specialistiche in base alle classi di priorità, ma anche la pubblicazione di bandi per incarichi libero professionali e specialisti convenzionati, l’implementazione delle convenzioni tra l’Azienda ed il privato accreditato per le prestazioni di radiologia e specialistica ambulatoriale, l’aumento delle sedute operatorie al “Parini” anche con sedute pomeridiane aggiuntive oltre l’orario stabilito, la riprogrammazione degli interventi in base alle classi di priorità, la continuazione della convenzione con la clinica privata per gli interventi di chirurgia ortopedica e agende di specialistica ambulatoriale con classe di priorità B (quindi entro 10 giorni).

Non solo, in delibera si legge che “l’Usl dovrà implementare le modalità di erogazione di prestazioni in telemedicina (videochiamata, teleassistenza domiciliare, teleconsulto specialistico, tele monitoraggio, telesorveglianza, telecontrollo e simili) secondo la valutazione del medico”. In tal senso, è stato approvato l’avvio dello Studio di fattibilità per la realizzazione del servizio di telemedicina aziendale e costituito una apposita Cabina di regia, e la progettazione strategica di sviluppo nei servizi territoriali e nei pazienti cronici.

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