Alla scoperta delle tre candidate per “La Donna dell’Anno” 2012

Venerdì 30 novembre la giuria del premio "La Donna dell'Anno" dovrà scegliere tra la congolese Caddy Adzuba Fauraha, la suora italiana Maria Francesca Leonardi e la francese Sylvie Clapasson.
Maria Francesca Leonardi
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Come ogni anno andrebbero premiate tutte e tre, in egual modo. E invece la giuria avrà l’ingrato compito di dover scegliere, per attribuire il premio  "La Donna dell’Anno" 2013, tra la congolese Caddy Adzuba Fauraha, la suora italiana Maria Francesca Leonardi e la francese Sylvie Clapasson. Le tre finaliste sono arrivate in Valle d’Aosta domenica scorsa e il giorno seguente hanno incontrato i rappresentati delle associazioni di volontariato della Valle d’Aosta, per poi raccontare le proprie esperienze i giovani dell’Università della Valle d’Aosta e dell’Istituzione scolastica d’istruzione classica e artistica.

Si tratta di tre persone che vivono in contesti e realtà molto diversi tra loro, ma con la stessa finalità: aiutare persone in grave difficoltà. Operano tutte nella zona più martoriata del mondo, l’Africa, cercando di dare una speranza alle donne e ai bambini maltrattati, ai disabili, a tutti coloro che altrimenti non avrebbero futuro.

Caddy Adzuba Furaha, la voce dei senza voce
Caddy è nata nella repubblica democratica del Congo. Ha poco più di trent’anni, è giornalista, ma soprattutto è una donna di grande coraggio. Il suo paese vive un conflitto armato che si trascina da più di quindici anni. Una guerra in cui s’intrecciano conflitti politici, etnici, tribali. Un massacro di milioni di persone, con villaggi e città distrutti, donne violate, bambini arruolati nelle bande armate. Le persone più vulnerabili e ferite dalla crisi sono, ancora una volta, le donne e i bambini. Le donne congolesi sono sistematicamente escluse, dall’istruzione, dai lavori qualificati, dalla possibilità di decidere. Inoltre sono vittime predestinate di una violenza di genere che coinvolge tutti i soggetti in lotta: la violenza sessuale diventa così una feroce arma di guerra. Caddy che, a differenza di altre, ha avuto la possibilità di studiare e lavorare, nonostante continue minacce, da sempre si batte contro tutto questo. Usa la sua arma, pacifica, ma non per questo meno efficace. Dai microfoni di radio Okapi, ogni giorno, la sua diventa ” la voce dei senza voce”.

Sylvie Clapasson, imprenditrice della solidarietà
La storia di Sylvie è innanzi tutto una storia d’amore. Per la sua famiglia e per l’Africa. Francese, quattro figli, sposata con Albert, di famiglia valdostana originaria di Fontainemore, viveva in Alta Savoia. Una vita agiata, un lavoro da imprenditrice di successo. Poi la svolta, il desiderio di mettere le sue capacità manageriali al servizio degli altri. Si trasferisce con la famiglia in Guinea. Tanto il paese è ricco di risorse naturali, quanto la popolazione vive in povertà. Lo chiamano il serbatoio d’acqua dell’Africa. Nonostante questo l’analfabetismo, la malnutrizione, la mortalità infantile elevatissima, la piaga dell’Aids bloccano ogni speranza di crescita. Le campagne vengono abbandonate, le coltivazioni inselvatichiscono. Sylvie capisce che per combattere le serve un esercito, lo trova prima di tutto nelle donne. Istruzione e formazione le loro armi. Si diffonde una cultura d’impresa solidale, nascono cooperative, si lavora per tutelare e proteggere l’ambiente.

Suor Francesca Maria Leonardi, una suora contro le barriere
Nasce a Pesaro, suor Francesca, una vita al servizio degli altri e 72 anni di intatta energia. Dal 1978 missionaria francescana in Marocco, nel Souss Massa Draa. Povertà ed emarginazione, villaggi dove vivere spesso vuol dire sopravvivere. Suor Francesca ha una sensibilità particolare che le permette di capire immediatamente dove il bisogno è più grande, dove si nascondono gli “ultimi”. Nessuno investe su un disabile, rappresenta un peso, non è di aiuto alla famiglia e non è autonomo. Le soluzioni sono istruzione, formazione, ma anche supporti concreti come sedie a rotelle, protesi e apparecchi acustici. Suor Francesca, da vera combattente, cerca di abbattere tutte le barriere, fisiche e culturali. Nascono laboratori di falegnameria, coltivazioni e allevamenti.. Anche oggi che da Madre Generale delle Suore Francescane Missionarie di Maria in Marocco, coordina le attività delle consorelle. Di fronte a lei l’ultima, più grande barriera da superare, quella tra due culture, occidentale e islamica.

Venerdì prossimo la premiazione
Quest’anno il pubblico potrà concorrere alla premiazione delle tre donne. Infatti è stato previsto un riconoscimento “Popolarità” del valore di diecimila euro che verrà assegnato attraverso i voti via web.

La premiazione finale si terrà il 30 novembre 2012 al Teatro Giacosa di Aosta. Oltre al riconoscimento Popolarità ci sono i 35mila euro del Premio internazionale “La donna dell’anno”, un riconoscimento di 5.000 euro alla terza finalista e di 2.500 euro dal Soroptimist International Club Valle d’Aosta. 

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