Aosta, a quartiere Dora si sperimenta il “portiere sociale”

Il servizio, gestito dal raggruppamento “Anziani attivi”, durerà un anno e per 19 ore a settimana, dagli spazi del Centro polivalente del quartiere, diventerà punto d’ascolto degli abitanti della zona, aiuterà a promuovere le attività culturali e ludico-ricreative e faciliterà i rapporti ed i contatti con i servizi.
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“Molto spesso il piantone conta più del colonnello, l’usciere ne sa più del ministro”, diceva Prezzolini, e nel 2019 Aosta riscopre il portiere o, per meglio dire, scopre il “portiere sociale”.

Attraverso una sperimentazione deliberata oggi dalla Giunta comunale del Capoluogo, infatti, verrà individuata la nuova figura di “portierato sociale” – che sarà attiva soprattutto a quartiere Dora e inserito all’interno del bando di co-progettazione per i Servizi agli anziani – che, stando al progetto “si propone quale punto di riferimento per le persone all’interno dei caseggiati, per migliorare la vivibilità, l’interazione con il quartiere circostante, la convivenza tra gli inquilini e la loro integrazione nel tessuto sociale”.

O meglio, si legge nel documento di presentazione: “Il servizio di portiere sociale fornisce un contributo al miglioramento delle qualità della vita e dell’abitare di quartiere, e lavora per consolidare l’approccio di welfare comunitario che l’intervento di prossimità e i servizi sociali territoriali portano avanti, con particolare riferimento alla promozione della partecipazione attiva, del protagonismo, e dell’aggregazione e la condivisione tra i residenti; l’innesco di meccanismi generativi, capaci di mettere in circolo le risorse individuali e collettive degli abitanti, in una logica di reciprocità ed il sostegno alle fasce deboli nella loro dimensione di vita quotidiana”.

Servizio che – gestito dal raggruppamento “Anziani attivi” composto da L’Ésprit à l’Envers, Leone Rosso e La Sorgente – durerà un anno e per 19 ore a settimana, dagli spazi del Centro polivalente del quartiere, diventerà punto d’ascolto degli abitanti della zona, aiuterà a promuovere le attività culturali e ludico-ricreative ma soprattutto vuole facilitare i rapporti ed i contatti con i servizi, con l’Arer e l’Amministrazione, oltre a divenire un vero e proprio “presidio”.

“È un progetto importante e ambizioso – spiega l’Assessore comunale alle Politiche sociali Luca Girasole –, e dimostra l’importanza che hanno per questa amministrazione gli aspetti sociali e la vita quotidiana dei nostri cittadini. Il ‘portiere sociale’ sarà una figura professionale che vuole essere un riferimento per le persone per migliorare la loro vivibilità”.

E quartiere Dora potrebbe essere solo l’inizio: “Partiamo da quella zona in via sperimentale – prosegue ancora Girasole – perché ci sono già tutte le condizioni necessarie. Lì c’è uno stabile Arer con, al piano terra, alcuni locali gestiti dalla co-progettazione che si prestano a quello scopo. L’idea è quella, una volta terminata e valutata la sperimentazione e verificata la disponibilità di spazi idonei, di riproporlo anche in altre zone, prima fra tutte il quartiere Cogne”.

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