Società di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 17 Dicembre 2019 15:44

“Aosta in Bicicletta”, il progetto preliminare sbarca in Commissione

Aosta - Presentato ieri, il Progetto preliminare della rete è in realtà già quasi un progetto esecutivo. 14 i km di ciclabile in città, per 4,8 milioni di euro totali, 3 da fondi Eu e 1,8 ministeriali. L'incognita resta quella dei tempi.

Il progetto preliminare Aosta in BiciclettaIl progetto preliminare "Aosta in Bicicletta"

Mancano le date, è vero, ma forse un “taglio dei tempi” potrebbe essere insito nel disegno stesso.

Presentato ieri – lunedì 16 dicembre – durante i lavori delle cinque Commissioni consiliari congiunte, il Progetto preliminare della reteAosta in bicicletta” è in realtà già quasi un progetto esecutivo.

E a dirlo è uno dei progettisti stessi, l’architetto Paolo Castelnovi che spiega come la rete da 14 km complessivi – tutti interni alla città, nella parte pianeggiante – “metterebbe Aosta nel gruppo delle sei o sette città con più ciclabili d’Italia dopo le emiliane, Bolzano e Padova”.

Il progetto da 4,8 milioni di euro, 3 dei quali derivanti da fondi europei Fesr/Por e 1,8 da risorse ministeriali sviluppa un sistema di piste ciclabili, due delle quali percorreranno la città da est a ovest e uno da nord a sud che andranno poi a collegarsi con le parti già esistenti lungo la Dora e nei comuni limitrofi al Capoluogo.

“Sono tutte distanze praticabili in bicicletta dalla periferia al centro – spiega ancora l’architetto -, il problema era che alcuni tratti di ciclabile erano discontinui e abbiamo cercato di collegarli tra loro cosicché tutti potenzialmente tutti i cittadini che vivono nella parte piana possano raggiungere i vari servizi come quelli sportivi, le scuole e gran parte dei posti di lavoro in bici, con percorsi che non superano i 3 km e, quando non c’è la ciclabile, uscire dalla porta di casa e trovare al massimo 200 metri di strade quiete per immettersi nella, con un traffico molto modesto”.

La rete est-ovest

Castelnovi parla di “un intervento relativamente semplice” che prevede che “si alzino i marciapiedi dove c’è possibilità, che si mettano alcune barriere divisorie”, mentre “in alcuni casi la pista sarà costruita nuova ma con un scasso della strada di circa 40 cm che quindi, passando  in zone del Centro storico “non interesseranno eventuali ritrovamenti sotto terra”.

Di fatto la rete partirà dal Cimitero monumentale di Aosta e da via Piccolo San Bernardo partirà un percorso “promiscuo” pedonale/ciclabile e da lì un passaggio complesso – ed una biforcazione che porta in via Monte Grivola, passando poi in via Saint-Martin e spuntare infine all’Area Megalitica – per arrivare in via Chambéry.

Da lì arrivare in piazza della Repubblica non è semplicissimo, perché da via Lys si risalirebbe in via Elter, si svolta in via Battisti, via Monte Vodice e si arriva all’ombra della “Lupa”, si imbocca un pezzo di zona pedonale per scendere di fianco alla Biblioteca regionale per proseguire in via Féstaz che diventerebbe così – come da Piano regolatore – a senso unico.

Interessante il passaggio che aggira una parte di via Torino passando in piazza Narbonne e in piazza Plouves costeggiando il muro romano per rientrare sulla strada principale e andare così all’Arco di Augusto, zona in cui sarà la pedonalizzazione primaverile a rendere più definito il tra sito della ciclabile, con l’idea di giungere da lì a quartiere Dora.

L’asse nord-sud

L’altro asse portante sfrutta la costruzione della strada che unisce via Saint-Martin-de-Corléans e via Elter per arrivare fino al Tesolin, passando da via Lys e via Binel per sbucare in corso Lancieri e andare da un lato verso la piscina (e collegarsi alla rete lungo Dora già esistente), dall’altra scendere fino a via Dalla Chiesa per arrivare – tagliando una porzione dei magazzini del Comune – a Pont-Suaz.

Il giro delle mura

La parte interna alla città prevede diversi passaggi lungo le mura romane, a partire dall’aggancio alla Tour du Pailleron per proseguire nelle vie Cerise e Matteotti con un semplice allargamento del marciapiede per passare in bici, piano che vede la Sovrintendenza non così perplessa, a dire dei progettisti.

Idem per la Porta Praetoria dalla quale ci si inserisce nel percorso del progetto “Aosta Est”, fiancheggia la Torre dei Balivi, alla stradina di fronte la Congregazione della Suore di San Giuseppe e sbuca in via Guido Rey.

I parcheggi

A saltare sarebbero diversi parcheggi cittadini, come spiega lo stesso Castelnovi: “L’impatto sulla circolazione stradale sarà estremamente positivo perché riduce l’obbligatorietà dell’uso dell’automobile ma in molti casi salteranno alcuni punti di parcheggio. Abbiamo fatto un quadro di perdita dei parcheggi, dove ci sono delle problematiche e dove la situazione è ricomponibile. Su 1200 parcheggi lungo strada ne perderemmo circa 80, alcuni altri se persi saranno comunque recuperati in aree limitrofe”.

Oltre la rete

Non solo la rete tout-court, il progetto prevede una serie di lavori in coincidenza, come spiega il dirigente del Servizio Mobilità Andrea Florio: “Non ci sarà solamente una nuova struttura ma tutta una serie punti di attestazione, velostazioni videosorvegliate, la posa di nuove rastrelliere e stiamo valutando alcuni sistemi di bike sharing e di applicativi per i turisti che vorranno scegliere la bicicletta come mezzo privilegiato. Il tutto previsto è già previsto nei 4,8 milioni, 4 dei quali serviranno per la rete e 800mila per queste attività accessorie che stiamo portando avanti in parallelo”.

Progetto che ora – verosimilmente a gennaio – passerà in Consiglio comunale a caccia dell’approvazione da parte dell’aula.

Al centro l'architetto Castelnovi
Al centro l’architetto Castelnovi

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