Caro energia, il Palaghiaccio di Aosta resterà aperto

In alcuni comuni dell'arco alpino - come Alleghe, Pieve di Cadore e San Donato Milanese, ma secondo Agi rischiano anche Chiavenna e addirittura Bolzano - i palaghiaccio stanno chiudendo con il rischio di non aprire a causa dei costi insostenibili. Nuti: "Non abbiamo preso in considerazione l’ipotesi di chiudere".
Palaghiaccio di Aosta
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La questione sta attraversando l’arco alpino: in diverse località di montagna come Alleghe, Pieve di Cadore e San Donato Milanese – ma secondo l’Agi rischiano anche Chiavenna e addirittura Bolzanoi palaghiaccio stanno chiudendo le proprie porte, con il rischio di non aprire.

Alla base, bollette alle stelle che pesano sui bilanci comunali, mettendo in forse tutte le attività che gli “stadi del ghiaccio” – edifici energivori per natura – offrono da sempre.

Problema che, di riflesso, fa pensare al Palaghiaccio di Aosta, per il quale il Comune di Aosta ha deciso la demolizione, da un lato, e la ricostruzione – con una parte di fondi Pnrr – nell’area di fronte a quello occupata dalla struttura attuale dall’altro.

Da piazza Chanoux fanno però sapere che la questione, per il momento, non si pone. Il Palaghiaccio di corso Lancieri, insomma, rimarrà aperto: “Il problema del rincaro esiste eccome – spiega il sindaco di Aosta Gianni Nuti –, ci sono comunque delle misure da parte dello Stato per una compensazione economica che possono venirci incontro. Oltretutto, per la struttura abbiamo un contratto con Telcha abbastanza calmierato. Al momento non abbiamo preso assolutamente in considerazione ipotesi di chiudere”.

Con un “però”: “Molto dipende dal futuro del mercato e dall’interlocuzione con lo Stato per ottenere un sostegno che bisognerà immaginare sia per i cittadini, sia per gli enti pubblici – aggiunge Nuti –. Confermo però che non abbiamo preso in considerazione l’ipotesi di chiudere”.

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