Società di Redazione AostaSera |

Ultima modifica: 27 Luglio 2021 10:09

Centro diurno Donnas, i consiglieri di minoranza sollecitano la riapertura

Donnas - I consiglieri di minoranza dei Comuni di Donnas e Pont-Saint-Martin hanno depositato una mozione chiedendo la riapertura a tempo pieno del Centro d’incontro diurno per anziani di Donnas, gestito dall'Unité Mont Rose. 

centro diurno DONNAScentro diurno DONNAS

“Oltre ad aggregare persone che altrimenti si ritrovavano in una situazione di solitudine, il Centro ha sempre rappresentato un sollievo per le famiglie che non potevano prendersi cura, durante il giorno, della propria persona cara”. Per questo i consiglieri di minoranza dei Comuni di Donnas e Pont-Saint-Martin sollecitano la riapertura a tempo pieno del Centro d’incontro diurno per anziani di Donnas, gestito dall’Unité Mont Rose.

Una mozione è stata depositata nelle due assemblee comunali. “Tale struttura ha sempre svolto un’azione sociale importante nei confronti di tantissime persone anziane e persone in condizioni di disagio sociale, sanitario ed economico, principalmente di Donnas e di Pont-Saint-Martin, dando loro la possibilità di pranzare assieme, socializzare e partecipare ad attività ricreative e culturali.” spiegano i consiglieri di minoranza. “Nel tempo il Centro è stato ulteriormente arricchito dall’inserimento lavorativo di persone diversamente abili che, potendo collaborare attivamente con il personale specializzato, hanno così potuto godere del diritto alla vita indipendente, così come quello dell’inclusione nella società”.

La normativa nazionale e regionale ha dato la possibilità di riaprire anche i Centri d’incontro anziani. Quella di Donnas è stata riapertura martedì 6 luglio, “ma inspiegabilmente, limitatamente al martedì pomeriggio dalle 14.30 alle 18 e solamente per il gioco delle carte”.

L’Unité Mont Rose offre un servizio sostitutivo di pasto a casa, “ma non è la stessa cosa perché l’utente non può condividere il pranzo con altre persone. Vi siete mai chiesti cosa significhi per un anziano o per un malato di depressione o per un diversamente abile pranzare in solitudine? Ecco perché il centro per molti rappresentava una seconda famiglia. Negli anni è stato fatto un gran lavoro e non vorremmo che ora per risparmiare venga calato il sipario su un collaudato “progetto di aggregazione””.

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