Con il trasferimento dei primi pazienti entra in funzione la Rsa di Variney

In caso di necessità legate allo sviluppo della situazione pandemica la struttura potrà tornare ad ospitare anche pazienti positivi, in due aree distinte.
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Con il trasferimento, previsto oggi, dei primi pazienti dall’ospedale Parini, diventa operativa la nuova  Residenza Sanitaria Assistita – RSA di Variney.
La microcomunità dell’Unité Grand Combin era stata convertita durante la seconda ondata in struttura Covid, per ospitare pazienti in via di guarigione.
L’accordo fra Usl, Regione e Unité prevedeva già, una volta conclusasi la fase dell’emergenza, di dar gambe al vecchio progetto di trasferimento in Rsa, che in passato era stato bloccato da petizioni e polemiche.

I primi pazienti che arriveranno a Variney sono “post-acuti non positivi al virus Sars CoV2, che necessitano di assistenza o che devono essere sottoposti a riabilitazione – spiega il Direttore del Distretto 2 dell’Usl, Francesca Faelli.  – Sono pazienti dimissibili dall’ospedale ma che non possono essere mandate a domicilio, per esigenze cliniche puntuali o per problematiche di carattere sociale e assistenziale. La funzione è anche quella di accogliere utenti provenienti dal Territorio con le medesime caratteristiche dei degenti ospedalieri”.

La riorganizzazione della RSA risponde alle necessità legate alla risposta alle esigenze dell’attività ordinaria di ricovero e dell’assistenza ai soggetti con patologie acute e tempo-dipendenti.

“Gli aspetti determinanti per la decisione di attivare 15 dei 34 posti disponibili in RSA – spiega il Direttore generale dell’Usl, Marco Ottonello – sono essenzialmente due: prima di tutto, la possibilità di decongestionare l’ospedale, con evidenti vantaggi sul piano della pressione sui posti-letto del Parini. Poi, la possibilità di riconvertire tempestivamente, nel caso di un’ulteriore riacutizzazione della situazione pandemica, i posti letto disponibili destinandoli ad eventuali pazienti Covid-positivi. La struttura, per le proprie caratteristiche, potrà anche essere riorganizzata in due aree distinte e separate, per ospitare sia pazienti positivi, sia quelli negativi”.

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