Coronavirus, i volontari tornano in prima linea: l’impegno nella consegna pasti agli anziani

I volontari del soccorso Mont-Rose e l'Associazione Volontari del soccorso di Donnas introducono diverse attività nuove al loro normale servizio, viste le complicazioni portate dalla pandemia.
Volontari del soccorso Donnas
Società

L’emergenza sanitaria ha potenziato gli interventi di chi sempre, non solo durante la pandemia, si impegna a sostenere e soccorrere i bisognosi. Ci riferiamo ai volontari del soccorso Mont-Rose e all’Associazione Volontari del soccorso di Donnas.

Queste associazioni, con il diffondersi della seconda ondata di Covid-19, hanno incrementato le loro attività. In particolare, emerge un nuovo impegno svolto da entrambe: la consegna di pasti a domicilio agli anziani. Lo fanno sei giorni a settimana i volontari del soccorso di Donnas e due giorni i volontari del soccorso Mont-Rose. 

“Quattro volontari, all’ora di pranzo, vanno alla microcomunità di Perloz a prendere le pietanze, che poi distribuiscono. Abbiamo diviso Donnas in zone per sveltire il lavoro e riuscire a portare il piatto caldo a undici anziani” spiega Sandra Bagatella, Presidente dell’Associazione volontari del soccorso di Donnas. Sono invece una dozzina gli anziani, residenti a Pont-Saint-Martin, eccetto uno a Perloz e uno a Lillianes, che ricevono il pasto dai volontari Mont-Rose, al lunedì e mercoledì. L’associazione Mont-Rose svolge questa attività in convenzione con il 118 della Valle d’Aosta. “Abbiamo cominciato a dare una mano soprattutto perché la Comunità Montana, visti i tanti contagiati, era in difficoltà.” spiega  Paolo Carlino, Presidente dei volontari del soccorso Mont-Rose. La proposta è arrivata loro dal Vice Presidente della Comunità Montana Amedeo Follioley, mentre è stato il sindaco di Donnas ad avanzare l’iniziativa per il secondo gruppo di volontari, a fronte delle difficoltà delle microcomunità e dell’assenza delle assistenti domiciliari.

Ma gli “straordinari” solidali non finiscono qui, e non sono solo a sostegno degli anziani. I volontari di Donnas hanno lanciato una distribuzione di articoli da utilizzare per la scuola e per l’asilo, compresi grembiuli e bavaglioli, “perché le famiglie con bambini sono quelle che hanno patito di più questa crisi economica” fa notare Bagatella. Si tratta di un servizio che è l’inizio di un progetto che verrà consolidato dall’anno prossimo.

I volontari Mont-Rose hanno invece introdotto un servizio di tamponi Drive-in, ogni mercoledì e a volte anche  la domenica. Paolo Carlino commenta: “Abbiamo dato disponibilità al 118 per accompagnare assistenti sanitarie, infermiere o medici per la Valle a praticare tamponi”. Naturalmente questi servizi non sono che aggiunte alle attività istituzionali tipiche dei volontari del soccorso Mont-Rose, che si occupano regolarmente di trasporto di infermi o barellati e di soccorso; “la nostra normale attività”, la chiama Carlino.

Volontarii del soccorso Mont Rose
Alcuni volontari del soccorso Mont Rose

Con l’emergenza sono anche stati ampliati i servizi preesistenti. I volontari del soccorso di Donnas hanno portato avanti il progetto “Riempiamo il piatto”, fornendo di pacchi alimentari le famiglie in difficoltà e incentivato il progetto Demetra, con la distribuzione di beni di prima necessità a famiglie con bambini in difficoltà. “Abbiamo incrementato queste attività perché c’è più gente bisognosa in questo periodo”, riconosce Bagatella.  Avviare ulteriori progetti futuri sembra azzardato, in questa situazione, “teniamo quello che abbiamo” annuncia Paolo Carlino.

Lo sforzo si fa sentire, tuttavia questo impegno solidale gratifica i volontari, che osservano l’utilità dei provvedimenti. “Il rimando è stato che ce n’era davvero bisogno. Sentivamo che quello che davamo faceva la differenza”, nota Bagatella. Carlino riconosce la maggiore visibilità: “Abbiamo avuto tanti apprezzamenti per la solidarietà che portiamo. I riconoscimenti si vedono di più in questo periodo, visto che siamo più presenti tra la popolazione rispetto al solito”.

L’impegno emotivo dei volontari attutisce la fatica, insieme all’accoglienza e alla riconoscenza delle persone aiutate. “Pensavamo fosse difficile organizzare i turni, invece no, tutti hanno voluto partecipare, ognuno tiene ad aiutare le persone più fragili della propria comunità. E’ un progetto molto sentito” dichiara la Presidente, raccontando  il legame che si crea con gli anziani, distribuzione dopo distribuzione “C’è la signora che offre le caramelle, si chiacchiera…è un’attività dove ci si scambia molto calore umano”.

Questi servizi solidali seguiranno l’andamento della pandemia e saranno svolti dai volontari, con impegno ed empatia “finché sarà necessario” – scandisce il Presidente dei volontari del soccorso Mont-Rose – “non possiamo porre un termine a questi interventi, così come non possiamo porre un termine alla pandemia e al bisogno della gente”.

Intanto, si guarda in positivo. “E’ brutto dire ‘è bello farlo’ perché sarebbe meglio non ci fosse l’emergenza, però vedo che è un’attività che non pesa ai volontari” riassume Sandra. 

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