Società di Nathalie Grange |

Ultima modifica: 24 Maggio 2020 17:38

Coronavirus: la Regione scrive all’istituto di Sanità: “penalizzati dai piccoli numeri”

Aosta - Il responsabile del monitoraggio dei dati COVID-19 per la Valle d’Aosta Mauro Ruffier prende carta e penna per chiedere un confronto e per trovare un metodo che non penalizzi, nella valutazione, le realtà dai piccoli numeri come la Valle d’Aosta.

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Non ci sta la Regione Valle d’Aosta a passare per unica regione d’Italia “bocciata” sui dati relativi al contagio COVID-19 con un indice RT superiore a 1. E così il responsabile del monitoraggio dei dati COVID-19 per la Valle d’Aosta Mauro Ruffier, dell’Assessorato regionale della Sanità, prende carta e penna e scrive all’Istituto superiore della Sanità per chiedere un confronto e per trovare un metodo che non penalizzi, nella valutazione, le realtà dai piccoli numeri come la Valle d’Aosta.

“Ci rammarichiamo che, ancor prima di ricevere un report ufficiale di valutazione del rischio della nostra Regione relativo alla settimana di riferimento e senza che vi sia un confronto con la Regione stessa, come previsto dal protocollo di monitoraggio, attraverso la stampa venga diffusa un’immagine epidemiologica della Regione che non corrisponde alla realtà” ha commentato Ruffier.

Silvio Brusaferro, Presidente dell’istituto superiore di Sanità, nel corso della conferenza stampa di ieri, venerdì 22 maggio, aveva fatto alcune dichiarazioni alla stampa sull’indice Rt, maggiore di 1, della Valle d’Aosta. Dati su cui Ruffier vuole fare chiarezza. “Riguardo l’indice RT > 1 per 13 casi in più – perché il calcolo sui 16 giorni precedenti la settimana di riferimento, che è quella dal 27/04 al 3/05, mette in evidenza un problema che riguarda la scarsissima numerosità dei nostri numeri – occorre che tale indicatore debba essere in un certo modo legato al numero di casi assoluti”.

Il responsabile del monitoraggio in Valle d’Aosta sottolinea poi come una piccola regione come la Valle d’Aosta non possa essere valutata con gli stessi criteri di Lombardia, Emilia Romagna o Piemonte. “Tocca all’Istituto superiore di Sanità trovare il metodo per far capire che la situazione è assolutamente sotto controllo. I numeri bassi invece di premiarci ci penalizzano” dichiara Ruffier. “Accadrà infatti – prosegue nella nota – che, come prevediamo, il numero di positivi della prossima settimana sarà inferiore e saremo nuovamente virtuosi, poi la settimana successiva l’Rt sarà di nuovo più alto e così di seguito. Ma al contempo sarà sempre più difficile -abbassando il numero di positivi nella Regione- mantenere costantemente un RT inferiore ad 1. Basterà infatti un focolaio di tre-quattro persone positive per fare schizzare nuovamente l’indicatore sopra 1”.

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