Società di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 26 Marzo 2020 17:17

Coronavirus, la voce dei Volontari del Soccorso: “Cerchiamo di essere utili in questo momento di paura”

Aosta - A spiegarlo è il Coordinatore Mauro Cometto: "I Volontari stanno lavorando con un senso di responsabilità e del dovere da invidiare”. Nessun "eroismo", però: "Abbiamo bisogno di essere aiutati tutti a lavorare nelle migliori condizioni".

volontari soccorso

“In questo momento tutte le compagini con personale qualificato e con le dovute attenzioni possono supportare la comunità. Si cerca di essere utili e pragmatici, di aiutare dove c’è necessità con la paura che in questo momento attanaglia tutti”.

Le parole sono quelle di Mauro Cometto, Coordinatore della Federazione dei Volontari del Soccorso della Valle d’Aosta, e la paura è quella che vivono sulla loro pelle anche i 611 Volontari, in un momento in cui il mondo intero è impegnato nella lotta quotidiana contro il Coronavirus.

“A livello di operatività vorrei fare un plauso al comparto sanitario – spiega ancora Cometto –, nonostante questo periodo in cui tutti gli operatori sono ‘in prima linea’. Certo nel sistema di emergenza la preoccupazione c’è, e chi interviene sul territorio è più esposto. In questo il volontario non è immune, ed i rischi spaventano”.

Il problema globale dei Dispositivi di protezione individuale

Rischi che si legano a doppio filo al problema – globale – della difficoltà a reperire i Dispositivi di protezione individuale, che vivono anche i Volontari del Soccorso: “È un problema nazionale e non solo, sta diventando mondiale – racconta il Coordinatore –. Non ci sono aziende produttrici in ogni angolo e le richieste stanno diventando davvero importanti. C’è anche un po’ di confusione sulle corrette procedure, visto che alcuni enti danno delle indicazioni diverse tra loro. Noi il materiale lo stiamo centellinando. Non stiamo lavorando nelle migliori condizioni ma siamo consapevoli di essere in situazione non ordinaria, e soprattutto che si è sviluppata molto velocemente”.

Un discorso che va oltre le mascherine e che abbraccia un problema, per certi versi, strutturale: “Anche per reperire le tute si fa un po’ fatica – prosegue Cometto –. Stiamo usando anche alcuni camici recuperati dai veterinari, sono pellicole di plastica repellente e va bene. Certo che tutto in questo momento amplifica anche la preoccupazione, e mi auguro che un domani si faccia tesoro di ciò che sta succedendo perché anche come volontari, vediamo tanti passaggi che evidenziano che negli anni non si è investito. Servirebbero spogliatoi, docce sul posto lavoro. Un domani, per le postazioni di chi si occupa di servizi istituzionali, anche per i volontari, si devono usare determinate accortezze e creare presìdi di un certo livello”.

Un sistema che sta reggendo

Il “sistema dei Volontari” sta reggendo e reagendo: “Il nostro personale si sta prodigando per garantire i livelli di servizio, così come le attività ordinarie – spiega ancora Cometto –. Abbiamo aumentato le disponibilità e le turnazioni anche per diverse zone un po’ meno coperte e non mettiamo in prima linea i Volontari più anziani per non esporli a ulteriori rischi. Stiamo reggendo, ma ci aiuta il fatto che le persone in questo momento stanno in casa, e che il nostro impegno nel sociale, come accompagnare l’anziano che deve andare a fare una visita oculistica, ora sia ridotto ai minimi termini indispensabili, con le visite sospese. I Volontari stanno lavorando con un senso di responsabilità e del dovere da invidiare, mi sento davvero di ringraziare tutti”.

Una reazione che arriva in un momento in cui l’attenzione va tenuta altissima: “La situazione vede un carico di lavoro che è aumentato molto per tutti. Anche per le nostre organizzazioni che integrano tutto ciò che fanno la Protezione civile e la Croce rossa. Il territorio qui è grande e in molte località l’aiuto del nostro personale e dei nostri mezzi può integrare davvero cil lavoro di Protezione civile e Croce rossa, come il fatto di riuscire a intervenire ad esempio Valtournenche, a Gressoney, a Châtillon e dove magari c’è una sola farmacia su tutto il Comune”.

Nessun “eroismo”

Come molti sanitari, però, neanche Cometto ama molto che si parli di “eroismo”: “Gli ‘eroi’ hanno bisogno di una cosa: di essere aiutati tutti a lavorare nelle migliori condizioni indipendentemente dal titolo che hanno. Che siano medici, infermieri, operatori socio-sanitari, personale amministrativo o volontari”.

Il coordinatore della Federazione Regionale dei Volontari del soccorso della Valle d’Aosta Mauro Cometto

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