Società di Silvia Savoye |

Ultima modifica: 8 Ottobre 2020 16:53

Coronavirus: sempre più scuole costrette alla didattica a distanza

Aosta - Oltre allo Iar anche il Corrado Gex ha attivato la DAD per 9 classi. E la prossima potrebbe essere il Regina Maria Adelaide. Ieri sera riunione fra Assessorato, Usl e Protezione Civile. In attesa dei test rapidi antigenici, si andranno a testare i docenti in isolamento fiduciario.

Itpr, entrata sul retro con la rampa

Con una ventina di classi in quarantena – circa 300 alunni e una ottantina di docenti –  alcune istituzioni scolastiche di secondo grado non riescono più a garantire la didattica in presenza.  Oltre allo Iar, da martedì scorso anche l’Itpr Corrado Gex di Aosta ha scelto, fino al 13 ottobre, di attivare per nove classi la didattica a distanza. Una decisione che potrebbe essere presa nelle prossime ore anche dall’Istituzione Regina Maria Adelaide. 

Nella scuola di via Federico Chabod le classi in quarantena sono diventate otto, che rientreranno in aula fra il 13 e il 16 di ottobre.

“Abbiamo attivato la didattica integrata per le prime classi il 6 di ottobre, altre se ne sono aggiunte ieri. – racconta la dirigente Patrizia Bongiovanni – L’insegnante come al solito entra nella sua classe, che però è vuota, e qui ha tutta la strumentazione per collegarsi con i ragazzi. Segna gli assenti, firma il registro e fa lezione. Al termine il bidello igienizza la strumentazione e un altro docente entra nell’aula, seguendo esattamente l’orario delle lezioni”.

La quarantena dei docenti, 22 in tutto al Corrado Gex, non consente però di svolgere tutte le lezioni. “Questo però è l’unico sistema per garantire agli alunni una parte di lavoro significativa” racconta ancora Bongiovanni “Il problema sono i docenti in quarantena, quelli a casa senza sintomi, i primi che vorrebbero poter lavorare. Bisogna accelerare la fase dei tamponi, in modo da farli rientrare il più presto possibile”.

Dei docenti in isolamento fiduciario si è parlato ieri sera in una riunione convocata dall’Assessore regionale all’Istruzione Certan con l’Azienda Usl e la Protezione civile. I test antigenici rapidi – l’acquisto è stato approvato oggi dalla Giunta regionale (101mila euro il costo), attingendo alle donazioni effettuate dai valdostani nella primavera scorsa – non arriveranno prima della prossima settimana.

Il sistema scolastico, già in condizioni precarie, rischia però di crollare del tutto. Da qui la decisione durante la riunione di ieri di sottoporre quanto prima i docenti in isolamento domiciliare a tampone o a test sierologico. 

“A cominciare dalle scuole che presentano al momento le maggiori difficoltà, come il Corrado Gex, lo Iar e il Maria Adelaide” spiega l’Assessora Certan. “Vogliamo anche capire dove avvengono i contagi, la fascia più colpita è quella fra i 14 e i 18 anni, ci sembra che manchi un controllo soprattutto fuori dalle scuole. La responsabilità è di ognuno, di ogni ragazzo e di ogni famiglia, bisogna cambiare il proprio stile di vita e avere rispetto per tutti”.

Al Regina Maria Adelaide le classi in quarantena sono diventate tre con sedici docenti coinvolti.  “Se i docenti, senza sintomi, in quarantena non possono fare lezione, tutto il sistema va a rotoli. Siamo impotenti. Cosa possiamo fare per assicurare un diritto previsto dalla Costituzione?” si domanda il dirigente Francesco Fazari. “Siamo arrivati a questa situazione impreparati, senza alcun piano B o C.”

In attesa di comprendere se partiranno i test sierologici o i tamponi ai docenti in isolamento fiduciario, il “Maria Adelaide” sta ragionando su un sistema di didattica a distanza a rotazione. “A settimana potrebbero essere coinvolte alcune classi nella Dad”.

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Un commento su “Coronavirus: sempre più scuole costrette alla didattica a distanza”

  • No, ma va tutto bene. La DAD è un portento e funziona a meraviglia, al punto che mercoledì su sei ore di lezione, mia figlia ne ha fatte due di educazione motoria. Era mica necessario procurare i tamponi prima, ma poi perché farli? Basta tenere i ragazzi che sono venuti a contatto con un positivo, in isolamento nella propria camera per quindici giorni. La scuola verrà uccisa, ma non dal coronavirus, o vairus come lo chiama chi avrebbe dovuto cercare di mettere in sicurezza i ragazzi. La politica è sempre più miope ed i professionisti che si fanno scudo con “regole vigenti” dettate da un’ ASL inconcludente sono i complici di questo sfacelo.

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