Società di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 30 Dicembre 2020 7:31

Covid, guasto al sistema di analisi. Sul bollettino finiscono decine di “falsi positivi”

Aosta - Un problema tecnico ad uno degli strumento del Laboratorio analisi del “Parini” ha visto diversi esami risultati poi “falsi positivi”, con pazienti già nella struttura trasferiti d'urgenza nei reparti Covid. Si resta in attesa degli esiti dei nuovi tamponi. Lavevaz: "Situazione tornata sotto controllo".

coronaviruscoronavirus

Che qualcosa non funzionasse, nel bollettino Covid emanato ieri – 29 dicembre – era chiaro. Un’impennata di positivi rispetto alle persone testate (61 su 68), un dato di guariti che faceva segnare – 3.

La ricerca di informazioni, durata tutto il pomeriggio, ha prodotto poco più che risposte “a mezza bocca” o, nel migliore dei casi, telefoni che squillavano a vuoto.

Poi la notizia: un problema tecnico ad uno degli strumento del Laboratorio analisi del “Parini”, avvenuto domenica scorsa, con diversi esami risultati dei falsi positivi”. E non pochi, dal momento che pare che le persone coinvolte nell’esito sbagliato del test siano oltre 50.

A cascata, alcune persone ricoverate in diversi reparti dell’ospedale sono state trasferite d’urgenza in quelli Covid, creando una promiscuità tra positivi reali e chi non lo era, con pericolo contagio.

Situazione che sembra essere stata recuperata per i capelli oggi, quando i pazienti sono stati nuovamente sottoposti a tampone e messi in quarantena, in attesa di capire se abbiano o meno contratto il virus nel passaggio ai reparti Covid.

Mentre dall’Azienda Usl impera il silenzio, a provare a rispondere è stato direttamente il Presidente della Regione Erik Lavevaz, durante la conferenza stampa di fine anno della Giunta.

“Ieri è successo una cosa importante dal punto di vista delle conseguenze che potrebbero esserci. Dalle informazioni che mi sono state date c’è stato un problema di natura tecnica, una breve interruzione di rete ed il meccanismo che testa i tamponi si è ‘starato’. Appena il personale se ne è accorto ha provato ad aggiustare il guasto, e la situazione è tornata sotto controllo nel giro di poche ore”.

La spiegazione dell’Usl

Nel giro di diverse ore l’Azienda Usl prende “carta e penna” e manda un comunicato stampa nelle redazioni: “A causa di un errore tecnico del software del laboratorio analisi dell’Ospedale Parini di Aosta avvenuto nella giornata del 26/12/2020, dovuto ad una di interruzione del segnale di rete, si è verificata un’alterazione dei parametri di analisi, facendo sì che il sistema rilevasse anche basse fluorescenze inducendo il riscontro di false positività. I pazienti ricoverati, risultati inizialmente positivi, sono stati trasferiti nei reparti Covid. Tutti i dati delle sedute coinvolte sono stati opportunamente rianalizzati in data 28/12. Sono stati riscontrati 61 casi falsi positivi: 45 pazienti esterni a domicilio e 16 pazienti interni“.

Nella sua nota l’Azienda sanitaria aggiunge: “A seguito della negatività si è provveduto tempestivamente a riportare nei reparti di provenienza i pazienti, sottoponendoli a sorveglianza clinica ed isolamento funzionale. In totale i pazienti ricoverati in un primo tempo ritenuti positivi e successivamente e definitivamente valutati come negativi in base ai referti di laboratorio sono stati 16, di cui 2 trasferititi presso la Clinica Isav di Saint-Pierre. Per quanto riguarda i tamponi effettuati sul territorio tutti gli utenti sono stati telefonicamente avvisati dalla CUS”.

“Infine – chiude la nota – si specifica che il nuovo esito dei tamponi rianalizzati è stato disponibile dopo le ore 14:00, orario di ‘chiusura’ dei dati del bollettino. Pertanto, sono stati anche corretti i dati inizialmente inviati al Ministero“.

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17 commenti su “Covid, guasto al sistema di analisi. Sul bollettino finiscono decine di “falsi positivi””

  • Antonio Brusaferro says:

    È successa una cosa gravissima! Ma ormai la gente ne è assuefatta.
    Lo dico non solo perché tra i falsi positivi c’è anche mio papà che era in ospedale da tre settimane. A lui l’errore del personale sanitario ha:
    – precluso la possibilità di andare lunedì a Torino per un intervento urgentissimo “salvavita”;
    – l’ha esposto al rischio epidemiologico;
    – lo costringe recluso in quarantena per almeno altre due settimane…sempre che durante il trasferimento in reparto Covid durato 1 giorno non sia stato contaggiato…prima di sperare di essere operabile a Torino.
    Non fa di certo sorridere che i miei familiari abbiano ricevuto tre telefonate per essere messi in quarantena. Soprattutto perché, dato che mio padre era ricoverato da tre settimane senza possibilità di andarlo a trovare, gli incaricati dell’USL hanno candidamente ammesso che non potevano di certo mettere in quarantena il reparto e i medici (gli unici che l’avrebbero potuto contaggiare durante il ricovero).
    Come verrà quantificato il danno d’immagine del nostro sistema sanitario? Non a caso la diffidenza della gente comune si palesa anche nel non voler far partecipare i propri figli allo screening per il rientro a scuola. In valle ha aderito poco più del 30 per cento dei ragazzi.
    La gente si chiede: “…ma se faccio fare un tampone, e se per uno sbaglio dei sanitari risulto erroneamente positivo, come faccio a campare se ci chiudono in casa?…”
    Rattrista, infine, leggere report di conferenze stampa di chi minimizza l’accaduto e – contrariamente a quanto previsto dalla lex nazionale – tira per i capelli la VdA pur di riaprire solo i bar, i ristoranti e le piste da sci di discesa. Se queste persone tengono tanto alla nostra economia, perché vietano -ad esempio – lo scialpinismo (consentito a livello nazionale)?
    Queste scelte hanno azzerato anche quel minimo di turismo soft che è distanziato per sua natura, discriminando inoltre chi sale la stessa montagna in base agli attrezzi che usa o ai soldi che ha senza un motivo apparente:
    – ciaspola si…sci, no!;
    – ricco con guida si, poveraccio no.
    Spero che non ci si dimentichi in fretta che certe scelte, peralto reiterate in diverse ordinanze, sono state contestate dalle stesse Guide Alpine e sono costate la “testa”di due eccellenze e stimatissime professionalità Valdostane.
    Per fortuna il mondo non è giusto e sarà quindi più facile che un rappresentante delle forze dell’ordine sia costretto, suo malgrado, a multare un povero tapino che ha mal interpretato la bolgia dei DPCM-Ordinanze, piuttosto che vedere una condanna di chi sta facendo danni enormi…tanto è sempre e solo colpa di un software o dell’ultimo degli impiegati che viene solitamente vessato…solo quando c’è da prendere lo stipendio o il gettone di presenza che è lecito rivendicare le proprie magnificenze.

  • Un altro pessimo esempio della sanità valdostana , oramai manco ci si stupisce più, una sanità che certamente non gode di buona salute. Avevo scritto propri su questi post di gente che si prendeva il Covid all’ospedale regionale, questa ne è una conferma amarissima.
    Il problema è che non esiste meritocrazia bensì il controllo politico asfissiante e la stupidaggine assoluta dell’esame di francese obbligatorio, che sbarra la strada per motivi meramente ideologici all’arrivo di medici da fuori, tutto ciò fa sì che la nostra sanità regionale, nonostante le ingenti iniezioni di denaro pubblico, sia spesso deficitaria.
    Molti bravi medici scappano fuori Valle alla faccia dell’autonomia brandita come arma ideologica dai politici nostrani e usata impropriamente contro (non a favore) della collettività valdostana.
    Un’autonomia che serve solo a fare i propri affaracci dei politicanti incapaci con la scusa del “maitres chez nous”.

  • Su ANSA era scritto chiaro e tondo che il sistema si è starato per un inconveniente elettrico, ma CHE I TECNICI NON LO HANNO RI-TARATO IMMEDIATAMENTE. Ci piacerebbe sapere chi sono questi fenomeni che DORMONO sulla pelle degli altri.

    • “…Il guasto è stato provocato dallo spegnimento dello strumento che si è resettato e non è stato ‘ritarato’ dai tecnici: quasi tutti i campioni sono così risultati positivi…”

      Tratto da Ansa VdA

  • Da ieri pomeriggio in attesa di una comunicazione che confermasse o meno la mia positività al tampone di domenica mattina. Dovendo contattare l’ospedale (screening per intervento chirurgico) ho telefonato all’ufficio igiene : ringrazio chi mi ha,finalmente, dato una risposta. ma sarà quella giusta? Non si dica che gl i utenti e gli ospedali vengono contattati. Non è sempre vero . Quando,per scrupolo,ho avvisa to oculistica lunedì mattina che ero risultata positiva e quindi non operabile nello stesso giorno sono “caduti dal pero”. Le varie unità non sono coordinate fra loro. Eppure non siamo alla prima ondata…..

  • Egregi alfio ultron brusaferro e balafre in questo mondo non certo perfetto vi sono
    dei semidei come voialtri (pochi per fortuna)e poi una maggioranza di comuni mortali
    che a volte sbagliano.
    Quando però vengono salvate delle vite (vi posso garantire per esperienza personale che ne salvano molte)voi dove siete?

    • Antonio Brusaferro says:

      Egregio Signor Mario,
      nel mio messaggio ho scritto il mio nome e cognome senza nascondermi dietro a nick-name.
      Conosco benissimo le difficoltà che il personale ospedaliero sta affrontando con la pandemia perché è più il tempo che passo in ospedale che quello che passo a casa (da marzo i sanitari del Regina Margherita stanno tentando di salvare mio figlio di 13 anni colpito da un tumore al cervello di IV grado).
      Sbagliare è umanamente comprensibile, disarma però vedere che con leggerezza si fa finta di niente quando certe “sviste grandi come case” hanno – tra le tante cose – precluso a mio padre la possibilità di sottoporsi ad un disperato intervento salvavita.
      Le auguro, ad ogni modo, un buon 2021!

      • Un ringraziamento al signor Brusaferro, che ci porta CIVILMENTE la sua testimonianza. Fosse la volta buona che capiamo che la nostra incompetenza o disattenzione può avere gravi conseguenze sulla vita degli altri. Un augurio che tutto vada per il meglio

    • Mario 1959,
      ti rendi conto dell’enormità che hai scritto?
      I tecnici che avrebbero dovuto tarare lo strumento dopo che si è resettato NON LO HANNO FATTO!!!
      Sbagliare è un’altra cosa, e capita alle volte, ma qui si tratta di GRAVISSIMA NEGLIGENZA, con grandi ripercussioni sui singoli malati.
      Basta giustificare tutti sempre e comunque. Lavori in laboratorio solo chi è in grado di farlo ed è disposto ad assumersi la responsabilità di ciò che sta facendo.

    • Avete letto le dichiarazioni di Marzi e Guichardaz? Si parla di speranza e di sport per attivare il turismo, non di pianificazioni intelligenti che diano un aiuto a chi ha bisogno nell’immediato. L’andazzo è questo: pivellaggine ben retribuita al potere e guai a fare le cose che possano dare fastidio. Di conseguenza si abbassa il livello, soprattutto di sanità ed istruzione.

    • Buongiorno Mario, la mancata taratura dell’apparecchio è una grave negligenza, imperdonabile perché, come ha letto dai commenti di chi è stato coinvolto nella faccenda, è potenzialmente portatrice di TRAGEDIE.
      1) E’ ovvio che una persona, magari sotto stress, possa dimenticarsi un passaggio. E’ per questo che certi processi richiedono la presenza di più persone.
      2) I software ben progettati non danno spazio agli errori: dopo un reset, non le pare evidente che lo strumento dovrebbe richiedere il passaggio della taratura? Quindi o lo strumento è stato progettato male, oppure lo step è stato saltato.
      3) E qui arriviamo all’imbarazzante. In un momento in cui il tasso di positività è – esagerando – 15%, se lei vedesse 61 test positivi su 68 (ossia quasi il 90%!) non si farebbe nessuna domanda sul suo operato o sui suoi strumenti?
      Questo pasticcio è già diventato uno strumento in mano dei negazionisti: “Hai visto quello che è successo? Vedi che i positivi sono gonfiati? E ci obbligheranno a stare in casa ancora dei mesi senza motivo”. E bla bla bla.

    • Brusaferro, evidentemente non hai capito il mio post. Palesi che sei molto limitato di comprendognolo.

      La sanità valdostana non fa pena per errori di qualche medico ma, per la maggior parte, per una conduzione clientelare della stessa, per sbarramenti ridicoli, questo ho scritto, evidentemente non capisci italiano. Il discorso sui semidei è del tutto ridicolo.

      Informati, che fai più bella figura.

    • Mario 1959, evidentemente non hai capito il mio post. Palesi che sei molto limitato di comprendognolo.

      La sanità valdostana non fa pena per errori di qualche medico ma, per la maggior parte, per una conduzione clientelare della stessa, per mancanza di meritocrazia, per sbarramenti ridicoli, questo ho scritto, evidentemente non capisci italiano. Il discorso sui semidei è del tutto insensato e ridicolo.

      Informati, che fai più bella figura.

  • Certo, il signor Brusaferro ha tutta la mia solidarietà. La leggerezza con cui viene gestita la Sanità in vda è vergognosa ed è figlia di quel sistema che porta a governare e lavorare i raccomandati. Vi ricordo che invece di fare concorsi e mobilità si assumono figure interinali e che le visite di prevenzione per i tumori della pelle sono chiuse. Meno male che in assessorato c’è un sindacalista dell’ASL che dovrebbe avere a cuore il problema dei cittadini anche se ora si occupa di turismo e sport.

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