Joël Bérard, un “cognein” responsabile di uno dei Dipartimenti strategici di ricerca di Agroscope

È il valdostano Joël Bérard il responsabile del Dipartimento di ricerca strategico di Agroscope "Sistema di produzione Animali e salute degli Animali", il centro di competenza svizzero per la ricerca agronomica.
Joël Bérard
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È il valdostano Joël Bérard il responsabile del Dipartimento di ricerca strategico di AgroscopeSistema di produzione Animali e salute degli Animali“, il centro di competenza della Confederazione Elvetica per la ricerca agronomica. Un percorso iniziato in Valle, come studente dell’Institut Agricole Régional, e proseguito, una volta ottenuto il diploma a pieni voti, prima a Milano e poi a Parma dove, nel 2005, ha conseguito la Laurea Magistrale con votazione di 110 e lode in Scienze e Tecnologie Alimentari, presentando una tesi legata al suo territorio “Caratterizzazione analitica e del profilo aromatico della Fontina Valle d’Aosta DOP”.

Durante gli studi, Joël ha trascorso sei mesi in Germania, dove ha frequentato l’Università di Hohenheim e, a seguito di questa esperienza, forte del network costruito e delle competenze acquisite, si è trasferito in Svizzera per intraprendere un Dottorato di ricerca presso il Politecnico Federale di Zurigo ETH, in collaborazione con l’allora nominato Agroscope Liebefeld-Posieux ALP e, conclusosi nel 2009. L’anno successivo, data la sua alta specializzazione, è stato ingaggiato come Ricercatore associato nell’unità di Ricerca sulla Crescita e la Biologia Muscolare presso il Leibniz Institut for Farm Animal Biology in Germania, più precisamente a Dummerstorf.

È il 2011 l’anno che lo riporta a casa, quando diventa ricercatore nel settore Zootecnia ed Industria Lattiero/Casearia e docente dei corsi Scienze Integrate, Chimica e Trasformazione dei Prodotti presso l’Institut Agricole Régional di Aosta.

L’esperienza dura due anni e si conclude con il ritorno in terra elvetica con una “chiamata alle armi” presso il Politecnico Federale di Zurigo ETH, per diventare Assistente senior e capogruppo dell’area di ricerca “Alimentazione animale sostenibile, sistemi di allevamento alpino e qualità dei prodotti animali”.

Formazione specialistica di alto livello, esperienze internazionali, network: sono questi gli ingredienti che hanno permesso a Joël di crescere velocemente e raggiungere posizioni lavorative di assoluto prestigio. “Sono diventato Direttore della ricerca AgroVet-Strickhof nel 2017, quando avevo 37 anni. In quell’anno mi sono trovato davanti ad un bivio professionale importante: ho dovuto scegliere se continuare una carriera accademica classica e quindi diventare docente universitario oppure seguire una via più complessa, ma allo stesso tempo maggiormente affine alla mia indole e diventare Direttore della ricerca”.

Joël Bérard
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Inutile dire che la scelta è ricaduta sulla seconda opportunità, una posizione manageriale che ha permesso a Joël, viste le sue capacità “diplomatiche” (dote importantissima nel territorio elvetico, dove si ricerca più il consenso che il confronto), di gestire le relazioni con la politica e con altri centri di ricerca. L’esperienza e il suo lavoro, gli hanno permesso in quanto Direttore della ricerca AgroVet-Strickhof, una cooperazione per la formazione e la ricerca tra Strickhof, Vetsuisse, ovvero la facoltà di veterinaria dell’Università di Zurigo, e il politecnico di Zurigo, di presentarla e posizionarla nel panorama internazionale.

“Credo che sia stata proprio questa esperienza manageriale che mi abbia permesso di capire che quello fosse il tipo di gestione della ricerca che volevo fare. Ritengo che sia stata questa consapevolezza che mi abbia fatto accettare 2 anni fa il ruolo di responsabile del Dipartimento di ricerca strategico di Agroscope e di entrare a far parte del suo consiglio di amministrazione”.

“Con questo nuovo incarico, sono a capo di 7 gruppi di ricerca che operano nel mio dipartimento, tra cui uno che ho voluto creare al mio insediamento che si occupa di genofenomica animale, e che si occupa di come promuovere la salute degli animali e la produttività degli animali da reddito attraverso efficaci misure di selezione che combinano le conoscenze acquisite nei rilievi fenologici, ovvero i tratti espressi dall’animale, a quelli genetici che rappresentano il loro potenziale”. Certamente le ambizioni e le sfide per Joël non finiscono qui: “Qui c’è tanto da fare, Agroscope ha voluto accorpare parte dei siti esistenti, stiamo passando da 7 a 3 siti quindi con una centralizzazione importante, in particolare di tutte le attività di ricerca legate ai sistemi di produzione animale. Nei prossimi 10 anni dovrò impegnarmi molto affinché i progetti in essere possano continuare anche a fronte di questo accorpamento”.

Il percorso di carriera ha costretto Joël a doversi trasferire con una certa frequenza: “Italia, Germania, Svizzera: in pochi anni mi sono dovuto trasferire e adattare alle diverse città in cui ho studiato e lavorato. Certo non è sempre stato semplice, come ad esempio quando mi sono trovato nel nord della Germania dove i collegamenti non erano così comodi e rapidi per rientrare a casa. Oggi invece, per fortuna, non è più così e in poche ore posso tornare in Valle”.

Joël Bérard
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Ripercorrendo le tappe della carriera di Joël appare evidente come le opportunità non arrivino per caso, bensì sia necessario avere la capacità e la flessibilità di adattarsi: “Quando mi sono iscritto all’università ho scelto il percorso di tecnologie alimentari per chiudere il cerchio dopo l’Institut Agricole Régional, poi ho continuato con il dottorato per il quale cercavano proprio un tecnologo, ma col passare del tempo e per opportunità sono diventato un fisiologo nutrizionista animale. Proprio grazie al mio ampio spettro di competenze e ai rapporti coltivati negli anni, mi si è proposta l’opportunità della Direzione in Svizzera”.

Per Joël la Valle d’Aosta, e Cogne in particolare, rimane semprecasa”. Si tratta, però, di un territorio piccolo e, in qualche modo, limitante in termini di opportunità professionali: “C’è molto lavoro che si può fare in Valle, ma personalmente ero alla ricerca di sfide di più ampio raggio: oggi mi occupo di tematiche a livello mondiale, come quella di rendere i sistemi di produzioni animale sostenibili e valorizzando i servizi ecosistemici ad essi imputabili. Nonostante ciò, negli anni non ho mai perso di vista la Valle d’Aosta, anzi, sono riuscito a promuovere due dottorati sul territorio valdostano e abbiamo pubblicato articoli scientifici, il primo dei quali nel 2007, relativo ad un progetto di ricerca proprio sulla Fontina. Spero che questo testimoni come sia possibile contribuire allo sviluppo del proprio territorio anche lavorando dall’estero su grandi tematiche di interesse internazionale”. 

Un’occupazione manageriale di questo livello assorbe gran parte delle energie e del tempo libero: “Al mio impiego dedico 10-12 ore al giorno per sei giorni alla settimana. Se c’è la passione lavorare non è un problema o un peso, certo è che bisogna avere la fortuna di condividere la vita con una persona che lo concepisce e che ti supporta (e nel mio caso mi sopporta anche… aggiunge Joël con ironia). In ogni caso riesco a ritagliarmi dei momenti da dedicare alle mie passioni, il parapendio per esempio: lo pratico qui in Svizzera, ma anche il Valle quando rientro. Il parapendio, ma anche lo sci alpinismo e soprattutto la moto, mi permettono di staccare la spina, rilassarmi e ricaricare le batterie per le sfide future”.

 

Alex Borinato

Joël Bérard
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