Società di Alessandra Borre |

Ultima modifica: 1 Gennaio 2020 20:32

La storica serranda della cartolibreria Mont Emilius si abbassa per sempre

Aosta - Con la fine dell'anno un'altra storica serranda, quella della centralissima cartolibreria Mont Emilius di Avenue Conseil des Commis, si abbassa per sempre. Era aperta dal 1978, è un indirizzo storico che ha accompagnato una Valle d'Aosta attraverso i cambiamenti burocratici e amministrativi.

Mont Emilius cartolibreriaMont Emilius cartolibreria

Fine d’anno amara per il commercio aostano, che vede abbassarsi un’altra storica serranda, quella della centralissima cartolibreria Mont Emilius di Avenue Conseil des Commis.

La cartolibreria Mont Emilius nasce ufficialmente nel 1978 e il nome è ovviamente dedicato alla maestosa montagna che protegge la città e che si scorge benissimo uscendo dalla porta del negozio e voltandosi verso destra.

Un indirizzo storico, non solo per la longevità, ma soprattutto per il percorso del negozio, che ha accompagnato una Valle d’Aosta attraverso i cambiamenti burocratici e amministrativi: nata durante la seconda guerra mondiale, la cartolibreria è stata per anni il punto di riferimento di tutte le amministrazioni pubbliche valdostane, che qui si rifornivano di stampati e in generale di tutto il materiale legato alla corrispondenza con la Regione Autonoma. Il momento storico era diverso, il tessuto sociale valdostano era diverso e così anche il lavoro, come racconta Chantal Lavy, co-proprietaria insieme al fratello Gérard: “La nostra zia materna lavorava qui con i vecchi proprietari, negli anni ’40, dopodiché nel 1972 è subentrato mio padre perché mia madre, insegnante, non avrebbe avuto tempo e nel 1977 ha ripreso le quote del negozio. Lo stesso anno Gérard è diventato socio e io sono arrivata alcuni anni più tardi, nell’ 85. Certo, il lavoro è cambiato, qui passavano tutti i dipendenti regionali e comunali, conoscevamo tutti ed eravamo specializzati in forniture per le amministrazioni. Poi le cose sono cambiate e anche noi ci siamo adattati cercando nuovi filoni e aprendoci ad altre categorie di professionisti e abbiamo lavorato molto grazie ai libri tecnici per i concorsi o per gli esami”.

Mont Emilius cartolibreria

Dagli stampati ai manuali, senza mai dimenticare che la passione per un mestiere a contatto con il pubblico deve venire prima di tutto. I fratelli Lavy e la fedelissima Gabriella (da ormai 40 anni dietro al banco ndr), lo sanno bene e non manca un po’ di emozione in questa chiusura storica che lascerà un vuoto nella struttura cittadina: “La cosa che più mi dispiace è che non ci sarà continuità – spiega Gérard -, non sappiamo se una cartolibreria prenderà il nostro posto, ma da quanto sappiamo ora nessuno del posto si è fatto avanti. Mi mancherà questo luogo e il ricordo più bello che voglio portare con me è quando Avenue Conseil des Commis non era pedonale: ricordo le macchine che si fermavano, gli avventori che discutevano con noi sulla soglia della libreria cercando i libri sui castelli valdostani; questi sono i momenti che voglio portare con me e sono anche ricordi di un’Aosta che in parte non c’è più”.

“È un lavoro che ti resta dentro – continua Chantal -, abbiamo avuto la possibilità di entrare in contatto con tanta gente, diversi professionisti e a malincuore ci siamo trovati a prendere questa decisione. Abbiamo dei figli, ma è giusto che seguano i loro interessi e per questo nessuno di loro prenderà l’attività, ma siamo felici di questi anni di lavoro in cui abbiamo visto dei cambiamenti epocali da un altro punto di vista, primo tra tutti internet che ha rivoluzionato in maniera incredibile anche il nostro settore“.

Tanti studenti sono stati trascinati dai propri genitori al civico 28 di Av. Conseil des Commis nei momenti più bui dell’anno scolastico dei ragazzi: l’acquisto dei libri estivi e la consegna dei buoni per i libri di scuola, spesso arrivando appena all’altezza del bancone  e la maggior parte del tempo pronti a perdersi davanti alla moltitudine di penne colorate in bella vista, supplicando di comprarne almeno una. Questa chiusura segna la fine di una realtà locale che rimarrà nell’immaginario e nei ricordi di intere generazioni che a questo esercizio legano parte dell’infanzia e dell’adolescenza, la sensazione è quella di un centro storico sempre meno storico e sempre più uguale alle altre realtà italiane, dove i commercianti si arrendono o semplicemente cedono il passo, lasciando Aosta sempre più povera e con sempre meno identità.

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