Mont-Émilius, si va verso l’esternalizzazione del Servizio di assistenza domiciliare

La decisione è stata presa dalla Giunta dell’Unité. Alla base, la carenza di operatori da impiegare per gli anziani dei 10 comuni. Il Bando è previsto per la primavera. Martinet: "Il Servizio è molto complesso, richiede una forte flessibilità e l’Ente pubblico ha difficoltà”. E rassicura: "nessuno sarà licenziato".
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Un territorio molto esteso da un lato, e la difficoltà a tenere in piedi un servizio essenziale data la carenza di operatori da impiegare.

L’Unité des Communes Mont-Émilius cerca di correre ai ripari e per il Sad, il Servizio di assistenza domiciliare per gli anziani residenti nei 10 comuni, decide per l’esternalizzazione, che avverrà attraverso una gara d’appalto da indire.

La decisione, unanime, è stata presa lo scorso 16 dicembre dalla Giunta dell’Unité, guidata dal Presidente – e Sindaco di Gressan – Michel Martinet.

Le motivazioni sono scritte nero su bianco nella delibera che segnale “la difficoltà di erogazione del servizio in quanto è nota la carenza operatori socio-sanitari da impiegare” per un servizio “di fondamentale importanza per gli anziani residenti nel territorio, in quanto consente agli stessi una maggior autonomia nella vita quotidiana e consente loro di rimanere al proprio domicilio” che può “evitare che, qualora non vi siano supporti familiari, gli anziani siano collocati prematuramente presso le microcomunità”.

Giunta che indica, oltretutto, come “l’esternalizzazione del servizio corrisponda maggiormente alla funzionalità del servizio, in quanto i privati hanno una maggiore libertà di azione nelle assunzioni e nella gestione del personale, consentendo così una maggior flessibilità nell’erogazione del servizio che è proprio caratterizzato da richieste che iniziano e terminano con rapidità”.

“Abbiamo sempre più difficoltà a reperire personale – spiega il Presidente della Mont-Émilius Michel Martinet – anche perché da Ades non ne arrivano più, e non rispondono neanche alle chiamate pubbliche. Il Servizio in particolare è molto complesso perché richiede una forte flessibilità e l’Ente pubblico ha difficoltà in questo senso”.

Da qui la decisione di andare verso un bando: “Il problema – prosegue Martinet – si crea quando aumentano gli utenti e si rischia di non riuscire a garantire il servizio. Durante questo periodo di pandemia abbiamo dovuto fare appello ai volontari perché non riuscivamo a dare il giro. Adesso vedremo, pensiamo di muoverci con la primavera prossima, intanto abbiamo indicato la direzione”.

Quello che il Presidente assicura è che la questione non intaccherà i livelli occupazionali: “Intanto nessuno sarà mai licenziato – conclude -, questa decisione vuole andare incontro alle esigenze degli utenti per un servizio che chiede una flessibilità particolare. L’abbiamo verificato anche con gli asili nido, obiettivamente il privato ha degli strumenti di flessibilità che il pubblico fatica a garantire”.

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