Negli orti comunali di Aosta si sperimenterà l’orto sociale

La Giunta ha approvato una delibera per le assegnazioni degli orti comunali, 16 dei quali verranno utilizzati come “orti familiari e di comunità” dedicati anche a laboratori didattici e di corretta educazione alimentare. La concessione dei restanti 175 appezzamenti verrà rilasciata, indicativamente, da marzo.
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Utilizzare una porzione degli orti comunali di Aosta per sperimentare un progetto di “orti sociali”.

La Giunta del Capoluogo ha, infatti, approvato una delibera per la suddivisione delle assegnazioni degli orti comunali per l’anno 2021, che per quest’anno si appoggia alla proposta progettuale “Semi di oggi, fiori di domani”, presentata dall’Amministrazione in risposta all’avviso pubblico del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio “Educare In Comune”.

Il progetto, che prevede la realizzazione di “orti familiari e di comunità”, vedrà per il Comune di Aosta la sperimentazione di “orti sociali”, luogo di incontro e di reciproca connessione tra famiglie, istituzioni e terzo settore – si legge in una nota – “anche in una logica generativa e di sistema circolare e in cui possano sperimentarsi anche laboratori didattici a supporto delle tecniche di coltivazione oltre che di una corretta educazione alimentare”.

16 orti saranno destinati quindi prioritariamente a alla realizzazione dei progetti, mentre le concessioni dei restanti 175 appezzamenti – che verranno rilasciate a partire, indicativamente, dal prossimo mese di marzo – saranno ripartiti al 70% per gliover 60residenti ad Aosta o in uno dei comuni facenti parte del “Conseil de la Plaine” e al 30% anche a persone non in possesso del requisito dell’età, dopo aver assegnato gli appezzamenti alle persone in possesso dei requisiti.

“Con la deliberazione approvata – spiega l’Assessora alle Politiche sociali Clotilde Forcellati – intendiamo aprile la strada per associare la realtà degli orti comunali a esperienze condivise di gestione degli orti a livello di comunità che facilitino la creazione di reti e la messa in comune di conoscenze con un occhio di riguardo ad aspetti quali il mutuo aiuto e l’intergenerazionalità, senza penalizzare i tradizionali fruitori del servizio”.

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