Reddito di Cittadinanza, in Valle d’Aosta 71 le persone da oggi escluse

Inps ha diffuso nel frattempo le disposizioni transitorie tra il Reddito di Cittadinanza l’Assegno di Inclusione e Servizio di Formazione Lavoro.
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Società

Sono 71 le persone che da oggi in Valle d’Aosta non hanno più diritto al Reddito di cittadinanza. Nei giorni scorsi sono stati avvisati con un sms della perdita del contributo.

Difficile al momento avere un dato sui percettori delle prestazioni ancora vigenti fino al 31 dicembre e sul numero dei nuclei che beneficeranno dei nuovi aiuti in Valle d’Aosta, in quanto, come spiegano dall’Inps, i numeri sono influenzati “da alcune variabili quali il numero di domande che cesseranno per percezione delle 7 mensilità fino al 31 dicembre 2023, nonché l’eventuale presa in carico delle persone cui il beneficio è sospeso da parte dei servizi sociali”.

Come cambia il Reddito di cittadinanza

Dal primo gennaio 2024 i nuclei al cui interno sono presenti persone disabili, minorenni, o con almeno sessant’anni d’età, ovvero componenti in condizione di svantaggio e inseriti in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali certificati dalla pubblica amministrazione, saranno potenzialmente destinatari dell’Assegno di inclusione (ADI), nuova misura di contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale. Il Reddito di cittadinanza rimane invece fino a fine 2023 per le famiglie che hanno difficoltà di reddito ma anche minori, disabili o anziani e per quelle prese in carico dai servizi sociali.

Le disposizioni transitorie prevedono, infatti, che, per alcuni nuclei familiari non attivabili al lavoro (e comunque non oltre il 31 ottobre) possa pervenire una comunicazione di presa in carico da parte dei servizi sociali. Per questi nuclei presi in carico dai servizi sociali la fruizione del reddito di cittadinanza potrà proseguire, senza il limite delle sette mensilità e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2023.  L’Inps ha già ricevuto da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nei primi giorni di luglio, 88.000 comunicazioni a riguardo. Pertanto l’ipotesi della presa in carico non riguarda i nuclei familiari i cui componenti sono stati avviati ai Centri per l’Impiego e per i quali non è risultato necessario il rinvio ai servizi sociali.

Per gli altri, dal 1° settembre 2023, è stata istituita la nuova misura del Supporto per la Formazione e per il Lavoro (SFL). La misura si propone di individuare percorsi di formazione e lavoro e prevede anche la messa a disposizione di un sistema di incontro tra domanda e offerta di lavoro allo scopo di agevolare l’occupazione e si prevede anche il riconoscimento di un beneficio economico, di durata limitata, ma solamente come accompagnamento durante tale percorso. Per accedere al beneficio, infatti, oltre a presentare una domanda, è necessario seguire un iter: sottoscrivere il patto di attivazione digitale; contattare le Agenzie per il lavoro e sottoscrivere il patto di servizio personalizzato. All’avvio della frequenza ai percorsi di formazione o delle altre iniziative di attivazione, per la loro durata, verrà erogato il beneficio dei 350 euro mensili previsti dal Supporto per la Formazione e Lavoro per un massimo di dodici mensilità.

Coloro che sono stati già avviati ai centri per l’impiego e risultano già inseriti nei programmi nazionali per la Garanzia occupabilità lavoratori (GOL) o in progetti utili alla collettività oppure in altre iniziative di attivazione, potranno proseguire nel loro percorso. Ai fini del riconoscimento del beneficio Supporto per formazione e il lavoro, infatti, potranno essere convalidate iniziative di avviamento al lavoro già attivate.

La preoccupazione degli assistenti sociali

Sul messaggio arrivato alle 71 persone escluse da oggi dal Reddito di cittadinanza c’è preoccupazione di una “corsa in massa” ai Servizi sociali per richiedere l’annullamento della sospensione del reddito.

Si tratta di nuclei, spiega una nota della Regione, per i quali la normativa prevedeva la possibilità di esonero e/o esclusione dalla compilazione della valutazione multidimensionale, denominata Analisi preliminare, in quanto a titolo esemplificativo i componenti erano impegnati in carichi parziali di lavoro, di cura, di studio o per disabilità. Compilata l’analisi preliminare da parte dei Servizi Sociali tali persone riceveranno le mensilità arretrate ad oggi sospese.

“In attesa di nuove e auspicate specifiche da parte dell’INPS, – spiega l’Assessore Carlo Marzi – abbiamo chiesto alle Assistenti sociali l’impegno ulteriore di rivalutare tutti i casi delle persone che ad oggi nella Piattaforma Gepi (destinata alla gestione dei percettori di RdC assegnati da INPS ai Servizi Sociali) risultano escluse o esonerate. Si tratta di un impegno rilevante, di cui ringrazio sin d’ora tutte le assistenti sociali coinvolte, in quanto per assicurare sino alla fine dell’anno le mensilità ad oggi sospese è necessario riaprire le situazioni ed effettuare un’analisi preliminare entro il 31 ottobre 2023”.

 

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