Sono già 24, tra movimenti politici e associazioni varie, i gruppi che hanno aderito al “Comitato per Sì” costituito ufficialmente da qualche giorno per sostenere il referendum propositivo, promosso da Valle Virtuosa, in programma il prossimo 18 novembre. L’iniziativa è stata presentata questo pomeriggio, sotto i portici di Palazzo regionale ad Aosta, con il ritrovo dei primi aderenti che hanno voluto spiegare gli obiettivi e le motivazioni della scelta, lanciando di fatto la campagna referendaria contro l’utilizzazione di trattamenti a caldo dei rifiuti in Valle d’Aosta.
“Stiamo portando avanti il nostro progetto da ormai un paio di anni – ha spiegato Manuela Bergamasco, in nome dell’associazione “capofila” Valle Virtuosa – e ora lo condividiamo con tutti i soggetti che si rendono disponibili a sostenerlo, puntando al raggiungimento del nostro obiettivo principale, cioè il quorum del 45%”. Per farlo, il Comitato ha in programma una serie di azioni che prenderanno il via a partire dal mese di settembre, anche se già nelle prossime settimane alcuni banchetti informativi saranno presenti sul territorio, in occasione di sagre ed eventi.
All’interno del Comitato convivono posizioni più moderate, come quella di Patrizia Morelli (Alpe), che ha ribadito la contrarietà ‘per motivi sanitari, finanziari e numerici", di Alessandra Piccioni di Legambiente, secondo la quale il "pirogassificatore fa male alla salute e alle tasche dei cittadini", e dell’Arci Vda che con Patrizia Neri, ha voluto sottolineare la natura di “proposta alternativa e non contro”, contrapposte ad animi più accesi, come testimoniano le parole di Marco Belardi dell’Italia dei Valori, che ha parlato di “battaglia per la civiltà”, o di Maurizio Dossena, del Movimento a 5 Stelle, che ha sostenuto la presenza di “forti interessi politici dietro alla realizzazione del pirogassificatore”.
In ogni caso, a smorzare i toni ci ha pensato ancora la portavoce di Valle Virtuosa. “Non siamo qui per alimentare sterili polemiche – ha concluso Bergamasco – ma per informare e preservare il diritto di scelta dei cittadini valdostani”.


