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Ultima modifica: 28 Luglio 2020 12:47

Sanità, Cgil all’attacco su tempi d’attesa e Assestamento di Bilancio

Aosta - Funzione Pubblica e Spi- Cgil Valle d'Aosta parlano di un comparto "in uno stato di corto circuito”. Nel mirino anche il ddl 60: "Il problema è sempre lo stesso: la sanità valdostana viene sottovalutata dalla politica".

Ospedale PariniOspedale Parini

Tempi d’attesa elevati per le prestazioni sanitarie in Valle d’Aosta. Un problema che denunciamo da tempo, ma che con l’emergenza coronavirus si è accentuato ancora di più. La sanità valdostana è in uno stato di corto circuito”.

Non girano attorno alle parole Funzione Pubblica e Spi- Cgil Valle d’Aosta, che sulla questione liste d’attesa spiegano: “Sul sito dell’Usl non è possibile vedere i tempi di attesa per ogni visita specialistica. Questo è un segnale estremamente negativo. Abbiamo anche un problema di gestione, nel senso che con questa azienda ospedaliera e con l’assessore alla Sanità il confronto è pessimo, spesso inesistente e, nelle poche volte che avviene, di basso livello”.

Il segretario generale dello Spi Domenico Falcomatà sposta la sua attenzione, invece, sul disegno di legge 60 – quello contenente il famoso “Terzo pacchetto di misure anticrisi” – e attacca: “Ci aspettavamo un’altra visione da parte della politica regionale, soprattutto in fase di assestamento di bilancio. Il disegno di legge non ha prodotto risultati dal punto di vista delle strategie per contrastare il Covid-19. La parte sanitaria è stata marginalizzata. Oggi paghiamo le scelte sbagliate fatte da questo Governo regionale durante l’emergenza coronavirus. Le conseguenze peseranno ancora sui cittadini, in particolare sugli anziani. Il problema è sempre lo stesso: la sanità valdostana viene sottovalutata dalla politica“.

Una misura che non soddisfa neanche Pietro Trovero, Segretario regionale Funzione Pubblica: “Come Cgil abbiamo chiesto che venissero messe in campo più risorse. E parliamo nello specifico dell’infermiere di comunità, un professionista che, al termine della formazione, può essere speso a livello territoriale, anche perché è necessaria una decentralizzazione. Inoltre, è importante puntare sul territorio e sulle cure di comunità”. 

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