Spending review, tagliate le ferie ai precari della scuola

Anche in Valle la notizia ha messo in allarme insegnanti e sindacati. “Secondo le prime stime, elaborate con gli altri sindacati – spiega Alessandro Celi dello Snals – la questione riguarda 300-350 persone, per una cifra che si aggira sui 600 mila euro”
Società

Il nuovo disegno di legge sulla spending review ha riservato brutte sorprese anche ai precari della scuola. Le recenti disposizioni emanate dal Ministero prevedono infatti che le ferie non fruite dal personale supplente non siano in alcun modo monetizzabili. In poche parole, i giorni di vacanza accumulati durante l’anno non saranno più pagati e dovranno essere “spesi” nei periodi di sospensione della didattica (fino ad oggi le pause di Natale, Pasqua, ecc… non erano conteggiate come ferie, ndr).

Ma c’è di più, perché la disposizione riguarda l’applicazione immediata e retroattiva della norma per chi ha risolto il rapporto di lavoro prima del 6 luglio 2012, gettando nello scompiglio in primis i precari, e con loro i sindacati. La questione, paradossale, riguarderebbe in particolare chi ha svolto una supplenza fino al termine delle lezioni, o al 30 giugno scorso: per queste persone significherebbe non solo non aver usufruito dei due giorni e mezzo, circa, accumulati ogni mese, ma anche di non percepire il corrispettivo economico, come avvenuto sino a oggi.

Una beffa, se si pensa che invece per gli altri supplenti, sia i temporanei sia gli annuali su posto vacante, il problema non si porrebbe: nel primo caso perché le ferie gli sono state già liquidate; nel secondo perché ne fanno uso, esattamente come il personale di ruolo, nei mesi di luglio e agosto.

Anche in Valle d’Aosta, la notizia ha messo in allarme i diretti interessati, anche perché sono arrivate in questi giorni le lettere inviate dalla Sovrintendenza regionale agli insegnanti non di ruolo. “Secondo le prime stime elaborate con gli altri sindacati – spiega Alessandro Celi dello Snals – la questione riguarda circa 300-350 persone: calcolando, in media, uno stipendio mensile lordo di 2mila euro, il totale dei tagli dovrebbe ammontare a circa 600 mila euro”.

Se da una parte, a dare man forte ai sindacati ci sono la Funziona Pubblica e l’INPS, che sostengono l’inapplicabilità della retroattività, il Ministero del Tesoro prende tempo e la liquidazione delle ferie resta sospesa in via prudenziale. I rappresentanti dei lavoratori, in ogni caso, sono pronti a ricorrere in tribunale. “Si tratta di una decisione contraria a tutta la giurisprudenza esistente – ha concluso Celi – che limita l’autonomia didattica e che rappresenta una vera e propria presa in giro dal punto di vista dell’autonomia finanziaria regionale. La Valle d’Aosta avrebbe in cassa i soldi necessari per pagare le ferie ai precari, ma lo Stato ancora una volta vuole impedirci di spenderli, così in futuro potrà chiedere indietro una parte di quanto risparmiato”. 

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