Società di Alessandra Borre |

Ultima modifica: 17 Novembre 2019 21:13

Un CEO valdostano per l’azienda internazionale Qwarzo

Aosta - È il valdostano Manuel Milliéry l'AD dell'azienda che rivoluzionerà il mondo delle componenti di plastica: pronti nel 2020 a lanciare le palette per il caffè di produzione ecologica e italiana.

Manuel Milliéry - QwarzoManuel Milliéry - Qwarzo

C’è un po’ di Valle d’Aosta nei progetti rivoluzionari di Qwarzo, l’azienda internazionale che nel 2020 punta a rivoluzionare il mondo dei materiali riciclabili. Quel tassello valdostano non è però un piccolo pezzo, ma uno degli ingranaggi fondamentali dell’azienda: il suo CEO.

Manuel Milliéry, classe 1988, è manager in una società di consulenza americana a Parigi e Chief Executive Officer, l’equivalente dell’amministratore delegato, di Qwarzo, una società di prodotti chimici pronta a sfidare le multinazionali della plastica proponendo soluzioni alternative e ecologiche: “Ho due aziende di consulenza alle spalle, una startup sul vino che ho abbandonato e nel 2016 sono partito in giro per il mondo a fare il freelance. A fine 2017 volevo stabilirmi in un posto e costruirvi la mia vita, ho scelto Parigi e un anno dopo ero responsabile design di Bixby, l’intelligenza artificiale di Samsung, ma mi annoiavo molto e così ho deciso di rimettermi a fare impresa. C’è questa malattia che si chiama serial entrepreneur, pare”.

Manuel ci scherza su, ma la voglia di mettersi in gioco e di farlo in ambiti di grande attualità e complessità sono il suo marchio di fabbrica. La passione per le sfide lo avvicina all’impresa per cui sta lavorando al momento: “Avevo conosciuto l’inventore di Qwarzo sei anni fa e mi aspettavo che sarebbe diventato milionario, ma evidentemente non era così semplice. Così gli ho proposto di cercare di arrivare insieme sul mercato nel 2020, obiettivo ce non mi sembrava così difficile grazie ai miei contatti internazionali agganciati nelle esperienze precedenti”.

Le cose accelerano in maniera evidente a gennaio 2019, quando “abbiamo fondato l’azienda e già a febbraio parlavamo con le più grandi multinazionali. Non è stato facile, ma la soluzione alla plastica è il santo graal che tutti cercano, ma che nessuno crede esista davvero: aprire le porte è stato abbastanza veloce, poi adesso bisogna convincere con i fatti e non è finita qui. In un secondo momento bisogna sviluppare il prodotto, adattarlo, avere le certificazioni, discutere con gli uffici acquisti e tanto altro. Per fortuna sono abituato alle multinazionali e ai loro processi!”.

La missione dell’impresa è quella di creare soluzioni tecnologiche per sostituire la plastica e altri materiali pericolosi, di modo che l’essere umano possa vivere in modo confortevole in pace con il pianeta e l’ecosistema, grazie a materiali con le stesse proprietà di quelli che vengono sostituiti, ma con in più il valore aggiunto di essere 100% biodegradabili.

Manuel Milliéry - Qwarzo
Manuel Milliéry – Qwarzo

Il 2020 si preannuncia un anno caldo e denso di avvenimenti e di cambiamenti per l’azienda rappresentata dal giovane valdostano: “Intanto ho cambiato lavoro qualche giorno dopo aver lanciato Qwarzo, adesso sono manager in una società di consulenza americana a Parigi e al tempo stesso lavoro su questo progetto. Il contratto da manager mi vieta di fare qualcos’altro nel mentre, quindi appena finiremo il round di fundraising in corso passerò a Qwarzo al 100%, credo a inizio 2020, anno in cui arriveremo sul mercato con i nostri prodotti: le palette del caffè prodotte nel nostro stabilimento di Rovato (BS). Le palette, tipicamente di plastica, sono quelle che ti escono dalla macchinetta del caffè. Sono 13 miliardi all’anno e andremo a prendere già una bella fetta di mercato nel 2020, aspettando con gioia il divieto alle palette in plastica nel 2021″.

Insomma, una rivoluzione guidata, in parte, da un ragazzo partito dalla Valle d’Aosta e con un percorso alle spalle non rigidamente scolastico o canonico. Manuel snocciola tante esperienze concrete e tangibili, ma il suo punto forte è una mente decisamente aperta e coraggiosa: “Il mio percorso scolastico si ferma a ragioneria. Ho fatto qualche università, senza finirne nessuna, però ho acquisito varie competenze in matematica, ingegneria e design. Ho vissuto sempre per lavoro un po’ dovunque, il che mi ha portato ad una facilità linguistica in tante lingue, dall’inglese all’ungherese, passando per il ceco e il portoghese. Le lingue sono fondamentali in un mondo globale, potrei dire che sono come le gambe per un ciclista. Con le banche digitali, la lingua è ormai l’unica frontiera per il business: la lingua e l’indole, il carattere, che fortunatamente ho preso da mia madre, donna particolarmente arguta e spigliata”.

La sua indole, le lingue e il coraggio di buttarsi a capofitto nelle avventure hanno permesso alla punta di questo Qwarzo di navigare a vele spiegate verso una rivoluzione che si spera arriverà anche in Valle d’Aosta, magari portata e sponsorizzata dal suo stesso CEO.

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