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Rencontre valdôtaine
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Rencontre valdôtaine
Un legame che attraversa cinquant’anni di storia, partenze e ritorni. Valtournenche ha ospitato oggi, domenica 2 agosto, la cinquantesima edizione della Rencontre valdôtaine, il tradizionale appuntamento estivo dedicato ai valdostani emigrati e al loro rapporto con la regione d’origine.
La manifestazione ha alternato cerimonie istituzionali, iniziative culturali e momenti conviviali, confermando la volontà di mantenere vivo il senso di appartenenza alla comunità valdostana e di trasmettere alle nuove generazioni la memoria dell’emigrazione.
Ogni anno la Rencontre viene organizzata in un Comune diverso con il sostegno dell’Amministrazione regionale. L’obiettivo è accogliere i partecipanti e accompagnarli alla scoperta del territorio, della cultura e della storia locale.
Testolin: “Cinquant’anni di amicizia, memoria e radicamento”
“Cinquanta edizioni rappresentano ben più di un semplice anniversario: raccontano mezzo secolo di amicizia, memoria e radicamento”, ha dichiarato il presidente della Regione Renzo Testolin.
Nel suo intervento ha ricordato il Governo regionale guidato da Mario Andrione che nel 1976 istituzionalizzò un incontro già avviato negli anni precedenti, trasformandolo in un appuntamento annuale dedicato alla cultura e all’identità valdostane.
Testolin ha sottolineato anche la presenza di giovani valdostani che vivono e lavorano all’estero. “Stiamo lavorando affinché la Valle d’Aosta diventi sempre più attrattiva, in particolare nei settori della ricerca e dell’innovazione, perché possano trovare qui nuove opportunità”, ha spiegato.
La sindaca Cicco: “Una giornata di emozioni ai piedi del Cervino”
“Siamo onorati di avere ospitato la cinquantesima edizione della Rencontre”, ha commentato la sindaca di Valtournenche Elisa Cicco. “Abbiamo vissuto una giornata piena di emozioni, gioia e amicizia ai piedi del Cervino”.
La sindaca ha ringraziato i volontari, la Pro loco di Valtournenche, il Governo regionale, le associazioni degli emigrati e gli uffici coinvolti nell’organizzazione.
Il presidente del Comitato federale delle società degli emigrati valdostani, Jean-Pierre Martin Perolino, ha ricordato il valore assunto negli anni dalla manifestazione. “Queste feste sono sempre state come una boccata d’ossigeno, un’occasione preziosa per ritrovare le proprie radici e i propri amici”, ha dichiarato.
Il racconto dei giovani valdostani all’estero
La giornata ha offerto anche uno spazio di riflessione sulle nuove forme di emigrazione. Tra le testimonianze quella di Philippe Bich, ingegnere informatico originario di Valtournenche e ricercatore nel settore dell’intelligenza artificiale a Zurigo.
Bich ha raccontato il proprio percorso professionale, sviluppato anche negli Stati Uniti, in Giappone, nei Paesi Bassi e in Corea del Sud. Accanto alla passione per la ricerca ha sottolineato il legame con la famiglia, gli amici e la Valle d’Aosta che ha definito la propria “riferimento interiore”.
Una targa e una nuova versione della “Chanson des émigrés”
La mattinata è iniziata con la messa celebrata dall’abbé Paolo Papone e con gli interventi istituzionali. È stata poi scoperta una targa commemorativa dedicata agli emigrati.
Per la cinquantesima edizione è stata eseguita per la prima volta la nuova versione della “Chanson des émigrés”, trascritta dalla Fédération des Harmonies Valdôtaines a partire da un testo dell’abbé Henry. La partitura è stata ufficialmente consegnata alla Regione.
Nel pomeriggio i partecipanti hanno potuto visitare la mostra “50 anni di Rencontre valdôtaine”, realizzata attraverso le fotografie conservate negli archivi regionali.
Nel 2027 la Rencontre sarà a Gressan
La tradizione proseguirà il prossimo anno a Gressan, Comune scelto per ospitare la cinquantunesima edizione.
Al termine della giornata la sindaca di Valtournenche Elisa Cicco ha consegnato simbolicamente il testimone al sindaco di Gressan René Cottino.

































