Tamponi: le famiglie della bassa valle “costrette” a pagarseli

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di un gruppo di famiglie e di insegnanti della bassa Valle alle prese con ripetuti tamponi di controllo per mantenere la Didattica in presenza i cui costi finiscono per ricadere sulle stesse famiglie.
scuola pont saint martin
I lettori di Aostasera

Siamo genitori e insegnanti di alunni della scuola media di Pont-Saint-Martin.

Nelle ultime settimane, in seguito alla scoperta di alcuni casi di positività al SARS-CoV-2, parecchi docenti e ragazzi sono stati sottoposti a sorveglianza sanitaria  tramite tamponi antigenici rapidi, al fine di consentire la Didattica in presenza (la parte in corsivo è tratta dalla comunicazione del Servizio di Igiene Pubblica dell’Azienda USL della Valle d’Aosta). 

Tali tamponi, programmati in numero di tre in date e orari precisi, possono essere effettuati presso il Drive In di Aosta. 

La Dirigente scolastica ci ha comunicato che i tamponi possono essere effettuati anche presso le farmacie come da circolare della Sovraintendente, ma quest’ultima possibilità, come si legge nella citata circolare, ha un costo che è a carico dell’utente e che va dagli 8 euro per i minorenni ai 15 per gli adulti, da moltiplicare per tre… o multipli di tre, nel caso siano rinvenuti nuovi positivi (come è capitato).

Alcuni di noi hanno appurato che effettuare un tampone presso il Drive In di Aosta partendo da Pont-Saint-Martin (dove parecchi giungono da valli laterali o dal Piemonte) richiede dalle tre alle quattro ore, a seconda del numero di auto in coda. Durante questo tempo gli insegnanti sono considerati in servizio, ma la loro assenza in aula comporta un’interruzione dell’attività didattica. Essi possono chiedere il rimborso della trasferta, come suggerito da un sindacato, ma non è detto che ciò avvenga… E tralasciamo pure l’inquinamento prodotto da tutti questi spostamenti.

Per i genitori sicuramente il costo in tempo e denaro di un viaggio ad Aosta è superiore a quello del tampone in farmacia.

Ovvio che in questa situazione molti insegnanti e probabilmente tutti i genitori abbiano optato per questa seconda possibilità, che non esime da code e attese e impedisce una normale frequenza scolastica in quei tre giorni.

Ora, tutti noi abbiamo sofferto per il ripetuto ricorso alla didattica a distanza degli scorsi mesi e anni, e approviamo senz’altro il nobile fine di consentire la Didattica in presenza… tanto che per mantenerla siamo disposti a pagare un prezzo non solo metaforico… Ma è giusto?

La nostra istituzione scolastica prevede un tetto alla spesa che ogni anno si può richiedere alle famiglie per le attività didattiche extra (uscite, partecipazione a eventi… ecc.) e spesso dobbiamo rinunciare a attività ritenute formative per non superare la cifra stabilita; la spesa per i tamponi non è invece soggetta a limiti, e per noi sopraggiungerà a ogni incolpevole caso di positività con cui siamo venuti a contatto.

Segnaliamo questa situazione nella speranza di sollecitare le istituzioni, se non a risolvere ogni questione, almeno ad affrontarle; siamo ben consci che, come cantava un noto cantautore, vivere in provincia comporta grazia e tedio a morte

 

I sottoscrittori

Cristina De Giovanni
Luciano Zoppo Ronzero
Sara De Giorgis
Simona Pramotton
Piera Lateltin
Manuela Cretaz
Cristina Ficarra
Marika Cappellin
Midian Francisco Dos Santos
Silvia Juglair
Lea Costabloz
Anna Dini
Elisa Lacchio
Elena Zoica Coti
Nelli Nones
Francesca Gaglia
Michela Casella
Daniela Genot
Giulia Cecchin
Elena Levera
Marica Ferrara
Fulvio Lazier
Giorgia Perozzi
Marco Zaninetti
Margherita Maggioni
Laura Canneti
Enrico Zuppa
Tiziana Lacatena
Marinella Viola
Monica Viola
Etty DeLaPierre
Patrizia Cedrino
Serena Pramotton
Sara Maria Teagno
Delia Orlarej
Laura Leuratti
Chiara Dezzani
Maurizio Cavagnino
Caterina Tabasso
Nadia Colliard
Sandra Stevenin
Oriana Cimalando
Giuseppina Gonfaloni
Stefania Peretto

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