Trasferimento classe seconda di Porossan: “soluzione tampone alla mal gestione dei problemi presenti”

Il servizio di bus navetta gratuito per accompagnare i bambini della scuola di Porossan alla scuola in Viale della Pace è una soluzione molto più costosa per le casse comunali. Il sindaco rivaluti i tempi di attuazione dell'ampliamento dell'aula insegnanti e la ricezione dei certificati necessari.
scuola Porossan
I lettori di Aostasera

I genitori della futura classe seconda della scuola di Porossan apprendono dai media, il 23 agosto, la risposta che da tempo sollecitano ricevere da parte dell’Amministrazione comunale della città di Aosta in merito all’annosa questione della scuola di Porossan.

Noi genitori, ci teniamo a riassumere brevemente i fatti svolti ad oggi. Cinque anni fa il plesso di Porossan non aveva bambini iscritti alla classe prima della scuola primaria. Per contro, le richieste di iscrizione alla scuola dell’infanzia erano aumentate notevolmente; era stato deciso quindi di utilizzare l’aula disponibile vuota della primaria come seconda sezione dell’infanzia.
In questi 5 anni il Comune e l’Istituzione scolastica non hanno mai affrontato concretamente la questione della mancanza di un’aula dell’infanzia.

L’anno scolastico 2019-20 vede l’arrivo del COVID con le conseguenze che tutti noi abbiamo vissuto. L’anno scolastico 2020-21 vede nuove iscrizioni per totali di 14 bambini in classe prima (scuola primaria) e ben 17 bambini nella 2° sezione provvisoria della scuola dell’infanzia. A luglio 2020, durante un incontro tra Istituzione scolastica, Sindaco e rappresentanti di alcuni genitori viene comunicata la possibilità, a causa del distanziamento imposto dalle norme COVID, di trasferire una classe della primaria dal plesso di Porossan al plesso in Viale della Pace e, più precisamente, la classe più numerosa al fine di garantire il suddetto distanziamento.
Sempre a luglio 2020 i genitori della futura classe seconda, coinvolta nel trasferimento dei propri figli, scrivono al Consiglio Regionale, al Sindaco ed alla Sovrintendenza agli studi. I genitori vengono ricevuti solamente dall’Assessore regionale la quale, a seguito dell’incontro, invia ai genitori, al Comune e all’Istituzione scolastica una lettera in cui comunica di aver chiesto al Comune di approfondire le alternative, al fine di trovare una soluzione che permetta di non trasferire alcuna classe del plesso.
Successivamente i genitori depositano presso il Comune e presso l’Istituzione scolastica planimetrie, progetti e relazioni dimostrando che con investimenti minimi e con l’utilizzo degli spazi della scuola potrebbe essere evitato lo spostamento della classe nonché garantito il mantenimento delle distanze imposte dalle linee guida COVID nazionali.
Una delle soluzioni da noi proposte mirava altresì ad evitare la promiscuità nell’uso dei locali fra la scuola dell’infanzia e la scuola primaria, garantendo la limitazione dei contatti fra i due organi di scuola (come previsto dalle norme COVID).

Ad agosto 2020 viene chiarito che il problema non è legato alla necessità di distanziamento COVID, come sostenuto anche pubblicamente attraverso i media dalle Istituzioni, ma al fatto che manchi fisicamente un’aula alla scuola primaria, assegnata provvisoriamente alla scuola dell’infanzia negli anni precedenti.
Noi genitori della futura classe seconda chiediamo un incontro alle Istituzioni per approfondire e meglio comprendere le decisioni del Comune e dell’Istituzione scolastica. Veniamo ricevuti dal Dirigente scolastico il 17 agosto, il quale condivide con i genitori la volontà di non spostare nessun bambino dal plesso di Porossan e si dimostra disponibile a promuovere le soluzioni da noi proposte.

La scuola dispone infatti di due locali facilmente adattabili ad uso scolastico. La prima soluzione prevede l’utilizzo e l’ampliamento dell’aula insegnanti, attraverso il riposizionamento di una sola parete in cartongesso. Tale soluzione permette di ricavare un locale aggiuntivo, rinunciando a circa 13 mq di androne interno, garantendo i necessari spazi di uscita e ingresso nelle aule. La seconda soluzione prevede di creare una nuova parete in cartongesso nel locale semi-interrato, ad oggi dedicato alla refezione, ricavando un’aula a disposizione della scuola dell’infanzia e destinando la restante parte alla refezione dedicata esclusivamente ai bambini dell’infanzia. L’aula al piano superiore tornerebbe quindi in possesso della scuola primaria e il servizio mensa potrebbe essere comunque garantito attraverso la somministrazione di “packed lunch”, ovvero pasto in monoporzione e monouso consegnato direttamente presso la scuola, così come alternativa prevista dalle norme nazionali COVID. Tale soluzione prevede di utilizzare un locale della scuola, ovvero la mensa, che con gli spazi attuali e il numero degli alunni non potrebbe comunque essere utilizzato garantendo il distanziamento, se non prevedendo tre turni con le conseguenti difficoltà di gestione ed organizzazione degli stessi. Con quest’ultima soluzione si eviterebbe inoltre la promiscuità, nell’uso dei locali della scuola, dei due gradi scolastici differenti. La scuola dell’infanzia e la primaria avrebbero quindi ingressi separati e indipendenti e non impiegherebbero locali o spazi comuni, riducendo al minimo i rischi.

A tutte queste soluzioni il Comune di Aosta ha risposto, per ben due volte, solamente attraverso articoli sui giornali senza mai fornire alcuna risposta in forma scritta e ufficiale. Si evidenzia che pur di non effettuare piccoli lavori di adattamento della scuola con una spesa irrisoria, il Comune si è detto disposto ad istituire un servizio di bus navetta gratuito per accompagnare i bambini della scuola di Porossan alla scuola in Viale della Pace. Troviamo questa proposta molto più costosa per le casse comunali in quanto un bus navetta, per 17 bambini per 4 volte al giorno e con necessità di un accompagnatore, rappresenta un costo non trascurabile oltre ad un evitabile peggioramento dell’inquinamento prodotto (ora la maggior parte dei bambini si reca a scuola a piedi).

Dall’ultimo articolo sul giornale da parte del Comune di Aosta si apprende inoltre che: anche la Sovraintendenza agli studi e l’Assessore regionale all’istruzione Certan, chiedono al Comune di valutare soluzioni e proposte che prevedano di mantenere i bambini nel plesso di Porossan; il responsabile sicurezza del Comune di Aosta nella sua relazione conclude che è possibile l’ampliamento dell’aula insegnanti per poterla impiegare come aula aggiuntiva per sopperire quindi alla mancanza di un locale ad oggi presente ma occupato dalla scuola dell’infanzia ed è emersa l’ulteriore problematica, che mai fino ad ora ci era stata comunicata, relativa alla necessità di un adeguamento del certificato di prevenzione incendi (CPI) nel caso in cui la scuola superi le 100 unità (docenti e alunni) presenti all’interno del plesso.

Il 25 agosto il Sindaco di Aosta riceve 5 genitori della classe seconda ribadendo le sue perplessità circa l’attuazione di qualsivoglia alternativa a fronte dell’impossibilità, a detta del Sindaco, di ricevere un certificato CPI in tempi brevi al fine di consentire il regolare rientro al 14 settembre. I genitori chiedono al Sindaco di rivalutare i tempi di attuazione dell’ampliamento dell’aula insegnanti e la ricezione dei certificati necessari. L’incontro si conclude con l’impegno del Sindaco a contattare il Dirigente scolastico al fine di condividere e maturare una decisione che possa accogliere le nostre richieste.

Ciò che stupisce è la non valutazione, nel corso degli ultimi 5 anni, della mancanza di un’aula e del numero eccessivo di bambini accolti nonostante il superamento della capienza massima, e che la questione possa essere risolta con la dislocazione di una classe fra quelle che già frequentano la scuola, che hanno già iniziato un percorso didattico e formativo e a cui, pertanto, andrebbe garantita la continuità didattica.

Noi genitori non accettiamo che il Comune di Aosta abbia giustificato tale decisione attribuendone la causa alla pandemia Covid-19, creando una mala e cattiva informazione nonché un allarmismo ingiustificato.
Il 26 agosto scorso la rappresentante della classe seconda riceve un riscontro, in via informale, da parte del Sindaco il quale comunica che le soluzioni proposte non possono essere accolte in quanto si tratterebbe di una risoluzione solamente temporanea mentre la struttura necessita di un’aula in più per gli anni a venire. Il Sindaco afferma inoltre che a causa delle norme COVID “la struttura progettata per 60/70 alunni che ne ospita un centinaio oltre ad essere al limite con le norme è altamente probabile che possa essere focolaio di contagio COVID”. Egli ribadisce nuovamente che l’opzione del trasferimento di una classe sia ad oggi quella più percorribile.

Nella stessa giornata del 26 la segreteria dell’Istituzione scolastica Einaudi, a seguito di richiesta di un incontro urgente da parte della rappresentante della classe seconda, comunica che il Dirigente scolastico intende riceverla solo in data successiva al Collegio Docenti previsto il 1 settembre, ovvero solo a seguito della decisione che verrà presa in tale sede in merito a quale tra le classi della scuola primaria subirà il trasferimento.

Si evidenzia come la scelta del trasferimento di una classe del plesso di Porossan non sia a favore né della didattica, né della economicità, né della sicurezza, ma rappresenti solo una soluzione “tampone” alla mal gestione delle problematiche presenti, con conseguenti ricadute sui nostri figli.
Si considera infine inaccettabile che la decisione definitiva verrà comunicata ai genitori solamente ad una settimana dall’inizio dell’anno scolastico con annesse conseguenze e difficoltà nell’organizzazione e gestione familiare delle famiglie coinvolte cui verrà inoltre meno il diritto di chiedere regolare trasferimento ad altre Istituzioni scolastiche.
Ribadiamo pertanto la nostra ferma volontà ad adottare ogni soluzione al fine di garantire che nessuno dei bambini frequentanti il plesso di Porossan, debba spostarsi dalla propria scuola.

I genitori della futura classe 2º elementare del plesso di Porossan

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