Una cabina di regia per le cabine di regia

Pubblichiamo e riceviamo una lettera di un nostro lettore che propone alcune riflessioni sulla cabina di regia per la sanità valdostana e sul vuoto istituzionale di questo periodo.
I lettori di AostaSera
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Assisto oggi alla creazione della quarta cabina di regia: quella per la sanità valdostana ai tempi del Covid-19. Dopo la Seconda commissione consiliare che, nei fatti, surroga il Consiglio regionale, oramai sciolto, e forse la stessa Giunta regionale in regime di prorogatio dal 16 dicembre scorso (!), la struttura temporanea per la gestione degli aiuti alle famiglie e alle imprese e la task force di rilancio economico per la “Fase 2”, mancava proprio all’appello quella per fare ripartire la Sanità valdostana.

Scelte organizzative, per carità, legittime ma discutibili. Basta scorrere la lista dei componenti della task force per il rilancio economico nella “Fase 2” per scoprire, dai curricula, tra i prescelti, tanti giuristi, qualche ingegnere e un solo laureato in economia: per il rilancio dell’Economia valdostana, bene ma non benissimo.

Che dire della Cabina di regia per il rilancio della Sanità valdostana? Della legittimità della procedura di nomina degli esperti (senza bando) si occuperanno altri. Nel merito ci ha pensato già un autorevole giornalista ad intuire che si tratta di un maldestro tentativo di anticipare il Piano per la salute annunciato dall’Assessore a suo tempo e, ad oggi, ignoto a chiunque, forse agli stessi partecipanti della Cabina di regia.

Vi è quindi da chiedersi che fine hanno fatto le istituzioni. La risposta, ovvia quanto ineluttabile, è: non esistono più! O meglio esisteranno quando, terminata la fase emergenziale, e quindi, forse dopo il 31 luglio 2020, si potranno bandire le nuove elezioni regionali; perché deve essere chiaro: il Consiglio regionale è sciolto e la Giunta può operare solo in regime di ordinaria amministrazione.

Tentativi malcelati di etichettare con “Covid-19” qualunque atto legislativo o amministrativo, con un occhio – ah questo sì! – alle elezioni, non deve fare dimenticare la restante ed ampia parte dell’Ordinamento regionale e per primo lo Statuto di Autonomia. Sicuramente, ci penseranno gli Organi di controllo ad esaminare gli atti ed a verificare il corretto impiego di risorse pubbliche, nel frattempo in attesa delle Istituzioni, quelle scelte dal Popolo, assistiamo al tentativo di resistere alla morte di queste, già di salute precaria dopo Geenna 1 e 2, ma presto sconfitte definitivamente dal Covid-19.

Lettera firmata

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