“La clochette” di Torgnon, quando agriturismo ed azienda agricola diventano uno stile di vita di famiglia

La storia di Adriana Gard, Fabien Mongodi e Alessia Pinet, tra famiglia e sogni, è la protagonista della nuova puntata della rubrica “Le aziende di Coldiretti” dedicata alla presentazione delle realtà agricole della Valle d'Aosta.
La clochette
Le aziende di Coldiretti

Dedicarsi a tempo pieno all’azienda agricola, vivendo di quella e facendo di quello stile di vita il mezzo di sostentamento di tutta la famiglia. Questi sono i sogni di Fabien Mongodi, che insieme alla mamma Adriana Gard ed alla moglie Alessia Pinet gestiscono a Torgnon l’agriturismo “La clochette” e l’azienda zootecnica. “Di questi tempi, però, i sogni vengono un po’ lasciati indietro”, dice Fabien senza alcuna intenzione di autocommiserarsi.

Nasce tutto ben 25 anni fa, quando Adriana apre l’azienda zootecnica per poi ampliarla, nel 2002, con l’agriturismo. Nel 2007, ad appena 16 anni, il figlio Fabien lascia gli studi da geometra e subentra dedicandosi alle mucche e, nel 2019, l’ultimo “innesto” è Alessia, che si occupa a tempo pieno dell’agriturismo. L’azienda zootecnica si è ampliata, così come i terreni, ed oggi conta 35 capi in totale, di cui una ventina di mucche il cui latte viene conferito alla cooperativa di Valtournenche.

Per il futuro si punta sull’agriturismo, che conta sette camere con sedici posti letto ed una cucina a disposizione dei clienti. “Chi viene da noi cerca la particolarità, altrimenti va in albergo”, dice Fabien. “Per questo studiamo sempre nuove attività e nuove offerte: abbiamo due asinelli, galline, conigli, così bambini e famiglie possono stare a contatto con gli animali se le mucche sono in alpeggio. La cosa piace molto: appena finiscono di fare colazione si precipitano a vedere come stanno, a volte ci scrivono anche a distanza perché si affezionano a loro. Per questo stiamo valutando, quando si potrà, di iniziare con la fattoria didattica”.

D’inverno, Fabien lavora agli impianti da sci, e la sua giornata si divide tra stalla al mattino, lavoro, e ritorno in stalla la sera: “Quest’anno ovviamente siamo stati più tranquilli con gli impianti e con l’agriturismo, guardiamo il lato positivo”, dice con ironia. “Lavorare agli impianti è un bisogno, non una scelta: se l’azienda rendesse abbastanza, farei quello a tempo pieno. Non cambierei mai questa vita per un lavoro in ufficio con ferie pagate e weekend a casa: è uno stile di vita, non c’è niente da fare, ed io ho scelto questo. Poi ovviamente ognuno ha le sue idee, ma il lavoro agricolo se non lo fai perché hai la passione, non lo fai. Una volta che l’azienda ci dà da vivere, non cambierei le soddisfazioni che arrivano per uno stipendio fisso”.

Il sogno di Fabien è infatti di poter vivere della sua azienda senza dover tornare sugli impianti, concentrandosi sul far crescere l’agriturismo: “Noi siamo fortunati, perché la mia famiglia aveva già stalla, terreni e macchinari e abbiamo trovato le cose pronte, altrimenti un giovane che inizia ora da zero avrebbe grosse difficoltà, secondo me. Il settore del turismo, a parte quest’anno, funziona molto, poi noi a Torgnon siamo in una posizione privilegiata e di questo ci viviamo in tre. Vogliamo migliorare l’agriturismo, offrire nuovi servizi ed investire sul lavoro in proprio, ma di questi tempi è difficile fare progetti: già il settore zootecnico non è particolarmente florido, per di più questa situazione avrà su di noi degli effetti a lungo termine, perché con ristoranti chiusi e zero turisti il rischio è che si vendano meno prodotti e il prezzo di latte e fontina calerà, coinvolgendoci tutti. Ma speriamo di poter ripartire e di continuare ad inseguire i nostri sogni”.

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