Un epidemiologo per amico di Luca Peano |

Ultima modifica: 6 Dicembre 2020 16:58

Coronavirus, in Valle d’Aosta sale l’ottimismo: tutti i numeri sono in calo

Aosta - Il dott. Luca Peano oltre ad analizzare i dati, tutti positivi, dell'epidemia in Valle d'Aosta propone un confronto numerico con altri paesi europei e un approfondimento sui vaccini.

Vda Rt settimanaleVda Rt settimanale

La Valle d’Aosta è da oggi 6 dicembre in zona arancione. Non cambia molto, salvo gli ampliamenti della didattica in presenza e delle aperture dei negozi (ma restano chiusi bar e ristoranti, che avrebbero fatto la differenza); rimane il divieto di spostarsi tra comuni. All’interno del proprio, non è più necessaria l’autocertificazione.

I numeri vanno tutti bene: casi totali, Rt, ospedalizzazioni, terapie intensive decessi sono tutti in calo. Vi riporto, a conferma, l’andamento della stima settimanale di Rt riportata dal Ministero della salute da quando questo dato è disponibile.

Vda Rt settimanale

I confronti interregionali li abbiamo già affrontati la settimana scorsa: vediamo oggi alcuni confronti internazionali particolarmente significativi. Sempre su base settimanale (aggiornata al 4 dicembre) ho preferito riportarvi solo le statistiche relative ai decessi, sia perché si tratta ovviamente dell’indicatore più importante, sia perché le strategie di tracciamento ed i sistemi sanitari dei vari Paesi sono molto diversi tra loro e pertanto confrontabili con maggiori difficoltà.

Rimane la sola incertezza sulle modalità di classificazione delle cause di morte (vedi la mai sopita polemica tra morti “per” Covid o morti “con” Covid), che però all’interno di uno stesso Paese dovrebbero essere ragionevolmente comuni. Vale comunque sempre fare più attenzione alle curve, cioè ai trend storici, piuttosto che ai numeri assoluti raggiunti dai diversi picchi, ovvero ogni Paese, in cui dovrebbero essere stabili sia le sovra che le sottostime, si confronta con se stesso.

confronto decessi Francia

Nel primo grafico vi presento il confronto con Francia e Germania. Rispetto a noi la Francia ha avuto una prima ondata iniziata in ritardo rispetto a noi ma che poi ha raggiunto un picco più elevato; la seconda ondata è invece iniziata un po’ in anticipo ma si fermata molto prima della nostra. Attualmente l’incidenza italiana dei decessi settimanali è oltre il doppio di quella della Francia. La stessa osservazione vale per la Germania, che tuttavia mostra oggi un’incidenza maggiore di quella della prima fase. Sarebbe molto interessante cercare di identificare i determinanti principali di queste differenze facendo riferimento ad un osservatorio epidemiologico europeo che potrebbe indirizzare verso regole comuni (vedi, per farne un esempio, la querelle che ci vede direttamente coinvolti nella gestione delle stazioni sciistiche dell’arco alpino).

decessi confronto

Il secondo grafico ho voluto presentarvelo per sottolineare due situazioni molto diverse: il Belgio che ha avuto in Europa la prima ondata più tragica (giusto per evitare all’Italia la maglia nera) e la Svezia che pare non aver neppur conosciuto una seconda ondata.

L’Italia non fa una grande figura in questi confronti internazionali, e vi assicuro che a parte il Belgio la nostra seconda ondata è la peggiore anche nei confronti di Spagna, Regno Unito ed USA, ovvero delle principali democrazie del mondo occidentale. E dire che eravamo stati elogiati per come avevamo affrontato la prima fase della pandemia…

Vaccini, qualche approfondimento

Vi avevo promesso di parlarvi dei vaccini: ecco qualche approfondimento al riguardo.

Sostanzialmente un vaccino è un sistema per far produrre anticorpi contro un certo patogeno prima che quest’ultimo entri in contatto con il soggetto vaccinato in modo che, al momento dell’incontro patogeno-vaccinato, quest’ultimo abbia già a disposizione gli anticorpi per poterne evitare la malattia. Si tratta di inoculare in qualche modo un componente innocuo del patogeno, ma che tuttavia sia in grado di stimolare il sistema immunitario alla produzione anticorpale. Nel caso del SARS-CoV-2, il virus responsabile della pandemia da Covid-19, si tratta di una proteina di superficie, la cosiddetta proteina spike, che è una delle proteine che si trovano nel rivestimento esterno del virus. E’ quella che permette l’aggancio del virus alle cellule umane.

Ciascun vaccino ha le sue peculiari caratteristiche: comuni a tutti sono l’efficacia e la durata d’azione, che a loro volta dipendono sia dal sistema immunitario del soggetto (che è una caratteristica individuale) sia dal patogeno.

Gli anticorpi sono delle proteine, specifiche per ogni agente infettante, sintetizzate dalle cellule dell’organismo attraverso l’azione del proprio RNA messaggero, che porta in sé le istruzioni per sintetizzare quel particolare tipo di anticorpo.

Ho accennato all’RNA messaggero (mRNA) perché i primi due vaccini che verranno utilizzati (Pfizer e Moderna) sono appunto vaccini ad mRNA, ottenuti con sofisticate tecniche di ingegneria genetica, mentre le altre case produttrici (Astra Zeneca, Johnson and Johnson e molti altri) utilizzano tecniche più tradizionali. Per poter essere messi sul mercato i vaccini devono ottenere l’autorizzazione delle agenzie regolatorie internazionali (FDA americana ed EMA europea). Certamente sono stati accelerati alcuni passaggi nell’iter produttivo, per l’evidente urgenza della situazione pandemica, ma non quelli sulla sicurezza e sull’efficacia.

Sarà soltanto l’esperienza sul campo a dirci qual è davvero l’efficacia dei vaccini, in particolare nei bambini, nelle persone anziane ed in quelle con particolari patologie. E quale sarà davvero la frequenza degli effetti indesiderati, soprattutto di quelli gravi.

Sarà infine chiarito per quanto tempo il vaccino sarà efficace e se ci proteggerà anche dalla sola infezione, in modo da non essere contagiosi nei confronti della collettività. E questi due punti sono quelli che condizioneranno pesantemente la campagna vaccinale che stiamo per intraprendere su scala planetaria.

Alla prossima occasione di incontro e buona domenica a tutti

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6 commenti su “Coronavirus, in Valle d’Aosta sale l’ottimismo: tutti i numeri sono in calo”

  • Il vaccino fatevelo voi poi passato qualche anno se sarete ancora vivi allora forse ma forse lo farò anche io…no vax no diritti?? Chi applicherà o cercherà di farlo sarà paragonabile a HITLER!! Xche tra pass sanitario e i numeri tatuati sul braccio dei deportati dal nazismo nn vi è alcuna differenza…x i nazisti il motto era:”il lavoro rende liberi” ora arriviamo a:”il vaccino rende liberi…ma sappiamo bene che libertà hanno avuto i deportati…SVEGLIA GENTE NN CEDIAMO AL RICATTO VACCINO =LIBERTÀ XCHÉ È LA PIU GROSSA MENZOGNA CHE SUBIREMMO A DISCAPITO DELLA MS VITA E LIBERTÀ!!

  • Elisa Zurzolo says:

    Mi piace leggere “Un epidemiologo per amico” e poi a parlare è un pediatra appassionato di epidemiologia. Già da questo mi sorgono molti dubbi sull’attendibilità delle informazioni.
    Poi vogliamo parlare di “sono stati accelerati alcuni passaggi nell’iter produttivo, (…) ma non quelli sulla sicurezza e sull’efficacia.” Come si fa a sapere dato che i test e i risultati non sono stati ancora resi pubblici (e i contratti secretati!!!) e le case farmaceutiche si stanno già tutelando dicendo che non si prendono responsabilità sugli effetti collaterali del vaccino o sull’efficacia? Persino l’ex vicepresidente della Pfizer ne parla usando termini come inutile e illegale se coercitivo.
    E la frase “Sarà soltanto l’esperienza sul campo a dirci qual è davvero l’efficacia dei vaccini (…) E quale sarà davvero la frequenza degli effetti indesiderati, soprattutto di quelli gravi.” Significa praticamente che noi saremo le nuove cavie della Moderna e della Pfizer (sotto accusa rispettivamente in India per il vaccino della polio che ha fatto danni sconvolgenti e in Nigeria per la sperimentazione umana non autorizzata del vaccino per la meningite. Fonte: Wikipedia)? Volete promuovere una dittatura sanitaria basata sull’ignoranza e gestita dalle lobby? Ok, ma non contate su di me.

    • Interessante il Suo modo di concepire l’attendibilità delle fonti: da una parte manifesta dubbi sulle affermazioni dell’autore dell’articolo (che ovviamente non detiene il Verbo in materia ma quantomeno possiede una quarantennale esperienza medico-scientifica) dall’altra prende per buono Wikipedia, i cui articoli possono essere stati scritti tranquillamente dal mio idraulico o dalla sua estetista (con tutto il rispetto per le due categorie ovviamente)

  • Certo che parlare di vaccini e tirare in ballo Il nazista di cui non voglio neanche pronunciare il nome è un vero e proprio azzardo. Cercate di ricordare che certe malattie sono state debellate grazie ad un vaccino, soprattutto nei paesi in via di sviluppo e se non volete ricordarlo pazienza. Sappiate però che c’è gente che ha visto morire bambini di morbillo e tetano ed avrebbero tanto voluto avere un vaccino a disposizione.

    • Non scomodate Beniamino Franklin per sparare stupidaggini in un linguaggio da terza elementare. La libertà ed i vaccini non c’entrano nulla tra loro, così come non c’è nesso tra nazismo e campagna di vaccinazione. Cercate di portare dati certi, non sparate messe in rete da gente ignorante. Di Dio ci fidiamo,tutti gli altri portino dati

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