E’ il cuore e il cervello della macchina organizzativa della Foire de Saint-Ours. Parliamo del Centro Operativo Misto, una sala in cui – a spiegare è il capo della protezione civile, Valerio Segor – “vengono trattati tutti gli aspetti logistici, di gestione della safety e della sicurezza sul percorso fiera e relativi alle necessità che vengono rappresentate da tutto il professionale sul percorso, sia la componente professionista (quindi soprattutto le forze di polizia, i Vigili del fuoco, il Corpo forestale), sia i numerosissimi volontari di protezione civile”.
Personale che fa da “terminale” sul territorio, ognuno per la sua parte di competenza, ma al Com vengono ricevute, su numerosi display all’interno del centro, anche le immagini di numerose telecamere. “Serve – aggiunge Segor – ad avere un’analisi anche visiva di quello che sta accadendo sul percorso”. Nel tempo, le telecamere che vengono installate appositamente per la Foire sono state arricchite dal “servizio di videosorveglianza del Comune, proprio per avere un’analisi dei punti nevralgici e dei punti più critici di cosa sta esattamente accadendo”.

La macchina della sicurezza della fiera coinvolge intorno alle 350-400 unità al giorno sull’intero territorio. “All’interno del Com, – dice ancora il Capo della Protezione civile – i numeri sono ridotti, perché qui ci sono i decisori. Pertanto, nella sala ci sono un rappresentate per ogni ente – le forze ‘laiche’ (118, Vigili del fuoco, Protezione civile) e le forze di polizia (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza, Corpo forestale e Polizia locale) – e tutti coloro che fanno da ‘rete di ascolto’ delle unità sul territorio”.
Per l’edizione 2026, con un giorno della millenaria che cade sul fine-settimana, gli organizzatori si aspettano numeri più importanti. “Dal punto di vista dell’impatto logistico – dice ancora Segor – questo fa sì che certe aree, che magari vengono attivate per la gestione dei parcheggi e del traffico, è normale che vengano impiegate. Ovviamente, si sta molto attenti per vedere cosa sta succedendo, per eventualmente trovare ‘piani B’, soluzioni alternative nel caso si andasse a una situazione di riempimento di tutte le aree che abbiamo”.

Tra le componenti rappresentate nel Com c’è anche quella sanitaria, per far fronte ad eventuali problemi di visitatori ed espositori, con il 118 cui sovraintende il dottor Luca Cavoretto. “Abbiamo messo un pma, un posto medico avanzato, in piazza Narbonne. Facciamo un filtro per il pronto soccorso dell’ospedale e tutti i casi che necessitano d intervento medico, li facciamo convogliare al pma. Lì li visitiamo e, se è il caso, li mandiamo noi in pronto soccorso, altrimenti li dimettiamo direttamente”.
Quanto alle forze in campo, “abbiamo tre squadre itineranti formate da personale volontario, che girano per la fiera e, se c’è qualsiasi evento che prevede un intervento sanitario, ci avvisano e noi interveniamo tramite il Com, che è la posizione di coordinamento di tutto il sistema”. Un servizio che continua anche nelle ore della “Veillà”, quando – nonostante non siano più presenti gli espositori, la presenza di persone in strada resta importante.

“Noi, finché c’è gente, – continua Cavoretto – fino alle 3, le 4 del mattino, teniamo aperto il centro e speriamo che tutti si comportino in modo razionale, responsabile”. L’esistenza stessa del Com, con la creazione di un punto nevralgico per la gestione di tutti gli aspetti della fiera (è allestito in locali nel centro di Aosta), risponde soprattutto ad un obiettivo. Scaricare le strutture deputate alle gestione dell’emergenza-urgenza sul territorio dalle incombenze della millenaria.
Così, per una richiesta di ambulanza, o alle forze dell’ordine, o ai vigili del fuoco, o a qualsiasi altro ente di pronto intervento, proveniente dal resto del territorio regionale, “nulla cambia, – conclude Segor – perché la Centrale unica del soccorso rimane pienamente operativa con le forze normalmente dedicate. Fuori dalla fiera, qualsiasi evento viene gestito come d’abitudine”.

