Il fronte nel NO
Pd: “Il Governo esce pesantemente sconfitto”
“La vittoria del no in Italia e così come in Valle d’Aosta consegna un messaggio politico chiaro: i cittadini e le cittadine hanno respinto un’impostazione che rischiava di indebolire gli equilibri costituzionali senza offrire soluzioni concrete ai problemi della giustizia”.
A dirlo è il Partito democratico della Valle d’Aosta, soddisfatto dalla vittoria – seppure di misura – del “no” al referendum costituzionale sulla giustizia.
“Non è stata smontata la Costituzione e proprio per questo il risultato va letto con serietà – aggiunge il Pd –: gli elettori e le elettrici non si sono fatti trascinare da semplificazioni o da una narrazione costruita più sullo scontro che sul merito. Le strumentalizzazioni attorno a una riforma che, nei fatti, non avrebbe migliorato il funzionamento della giustizia non hanno convinto”.
Al contrario, dicono ancora i dem, “emerge un dato politico rilevante: c’è una consapevolezza diffusa, più solida di quanto spesso si immagini, rispetto alla delicatezza dei temi istituzionali. I cittadini chiedono riforme vere, utili, capaci di incidere sui tempi dei processi, sull’efficienza e sull’equità del sistema, non interventi divisivi o simbolici. Questo esito rappresenta anche un richiamo per tutte le forze politiche. Le riforme della giustizia non possono essere terreno di propaganda né strumenti per alimentare contrapposizioni: serve un approccio serio, condiviso e orientato ai risultati, nel pieno rispetto dei principi costituzionali”.
Ovvero, “esattamente l’opposto di quanto fatto da questo Governo che oggi esce pesantemente sconfitto”. Con una stoccata assortita: “Così come spiace constatare che buona parte degli autonomisti abbia rincorso un treno nazionale che non ha prospettiva politica. Il Partito Democratico della Valle d’Aosta legge questo risultato con responsabilità. Continueremo a lavorare per una giustizia più efficace e vicina ai cittadini e le cittadine, promuovendo un confronto ampio e costruttivo, senza scorciatoie e senza cedere alla tentazione di piegare temi così rilevanti a logiche di parte”.
Avs, una bocciatura severa all’azione del Governo
“Un risultato clamoroso quello dei no valdostano, se si considera che sulla carta i sostenitori del sì in Valle d’Aosta (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Union Valdôtaine) alle elezioni regionali di pochi mesi fa avevano ottenuto oltre 36.000 voti, e sono scesi a 27.000 mentre il polo progressista e di sinistra che aveva preso circa 13.000 voti ha più che raddoppiato i voti”.
A scriverlo, in una nota è l’Alleanza Verdi e Sinistra, che aggiunge: “Una parte rilevante dell’elettorato autonomista non ha seguito l’indicazione unionista”, mentre “sul versante di sinistra l’azione unitaria del Comitato valdostano per il no è riuscita ad aggregare importanti consensi”.
Lo si era capita, ma Avs lo scrive in chiaro: “Dal voto referendario si ricavano importanti indicazioni politiche. A livello nazionale il referendum ha fatto emergere un forte dissenso rispetto alla riforma costituzionale che era stata votata dal Parlamento con una larga maggioranza. Il successo del no è una bocciatura severa dell’azione del Governo italiano a partire da quella della Presidente del Consiglio e del Ministro della Giustizia”.
Ma c’è spazio anche per le questioni locali: “A livello regionale emerge con evidenza un fatto rilevante e cioè che la sinistra valdostana può essere un’alternativa credibile sia al centrodestra sia all’Union Valdôtaine se riuscirà a rendere stabile l’azione unitaria (come fatto con il referendum) e si rafforzerà nei punti programmatici”. Con un’apertura per il domani: “I cittadini valdostani sono attenti, vogliono capire e partecipare, diamogli la possibilità di essere protagonisti di un cambiamento sostanziale della politica valdostana”.
“I valdostani hanno fatto prevalere il senso di responsabilità”
“Un grande grazie, in particolare e, a titolo personale, al popolo valdostano per aver privilegiato l’ascolto, assieme alle numerose ragioni esposte in queste settimane, che hanno fatto prevalere il senso di responsabilità istituzionale e tutela dell’ordinamento giudiziario e costituzionale, che è anche loro irrinunciabile presidio di libertà e democrazia”, ha invece commentato Giovanni Roteglia, magistrato ed esponente del Comitato per il NO.
In una nota, la Cgil Valle d’Aosta esprime “grande soddisfazione per la vittoria del NO al referendum sulla riforma Nordio in Italia e in Valle d’Aosta, un risultato che rappresenta una scelta chiara a difesa della Costituzione, dell’equilibrio tra i poteri dello Stato e dell’indipendenza della magistratura. Si tratta di una vittoria significativa – si legge ancora -, maturata grazie a un ampio e partecipato impegno civico. Determinante è stato il contributo delle associazioni, delle realtà della società civile e delle forze politiche che hanno promosso un confronto pubblico serio e consapevole sui contenuti e sui rischi della riforma”.
“Un ruolo centrale è stato svolto dal Comitato valdostano per il NO, che a livello regionale ha sostenuto con convinzione le ragioni del no, promuovendo iniziative, assemblee e momenti di informazione nei luoghi di lavoro e sul territorio. In Valle d’Aosta, il lavoro del Comitato ha rappresentato un punto di riferimento importante, costruendo partecipazione e consapevolezza diffusa – dice ancora il sindacato -. Particolarmente rilevante è il risultato ottenuto nonostante le indicazioni di voto per il SÌ espresse dal governo autonomista locale, a dimostrazione della capacità delle cittadine e dei cittadini di informarsi, partecipare e scegliere in modo libero e consapevole”.
La Segretaria generale della Cgil Valle d’Aosta, Vilma Gaillard, spiega:“Vogliamo ringraziare tutte le cittadine e tutti i cittadini che sono andati a votare con grande senso civico. Questa partecipazione è il segno di una comunità viva, attenta e consapevole che ha scelto di difendere la Costituzione e i principi fondamentali della nostra democrazia”.
Il fronte del SÌ
Emily Rini: “Ha pesato la disinformazione”
“Quando si esprime, il popolo ha sempre ragione. Noi sostenevamo questa riforma: era nel nostro programma nazionale, una riforma promessa e portata avanti con coerenza”. Emily Rini, coordinatrice regionale di Forza Italia commenta la bocciatura del referendum sulla giustizia.
“In Valle d’Aosta il risultato è un po’ diverso rispetto al quadro generale, con una forbice più ridotta, e ne prendiamo atto. Adesso però torniamo subito a parlare dei temi concreti che interessano davvero le persone: tasse, imprese, lavoro. Sono questioni sulle quali i valdostani mostrano maggiore attenzione e sensibilità, come ho avuto modo di constatare girando la Valle d’Aosta per la campagna referendaria”.
Secondo Rini a pesare sulla vittoria del No è stata “la disinformazione“, ma anche il fatto che “in alcuni casi, si è finito per banalizzare i quesiti. Si è anche cercato di politicizzare eccessivamente un tema che avrebbe invece dovuto restare su un piano più tecnico. Ringraziamo comunque i comitati che si sono spesi nella campagna elettorale”
L’UV: “Bisogna riflettere comunque sul funzionamento della giustizia”.
Alleato con Forza Italia in Regione, l’Uv guarda oggi al “valore politico a livello nazionale, a un anno dalle elezioni legislative” del risultato del referendum sulla giustizia, da sempre cavallo di battaglia degli azzurri.
In una nota, il Mouvement prende atto della sconfitta del Sì, evidenziando come elemento positivo l’alto tasso di affluenza: “un’inversione significativa della crescita progressiva dell’astensionismo”.
Tuttavia, prosegue il Leone Rampante, “il risultato evidenzia anche la necessità di una riflessione sul funzionamento della giustizia in Italia”.
Margueret (Comitato Sì): “Quesito tecnico”
Per Corinne Margueret, presidente di uno dei Comitati del Sì: “La tecnicità del quesito ha probabilmente generato dubbi e, quando prevale l’incertezza, spesso i cittadini scelgono di non cambiare. Era un quesito complesso, difficile da affrontare per una platea molto ampia, e in questi casi il dubbio tende inevitabilmente a favorire la continuità.”
Democrazia viva Comitato civico per un giusto Sì: “Ora una commissione costituente”
“E’ stato il referendum confermativo col più basso differenziale tra si e no. Questo fatto pone tre grandi interrogativi.” scrive in una nota il direttivo di Democrazia viva Comitato civico per un giusto Sì: “Uno alla politica, esprimendo la necessità di istituire una commissione costituente da eleggere con le prossime elezioni che metta mano a modifiche ormai non più rinviabili per rendere competitiva l’Italia. Il secondo alla magistratura, chiedendo un cambiamento ma adesso di autoriforma.
Un terzo al mondo cattolico, al quale abbiamo cercato di parlare con passione, ma che risulta ormai frazionato, spaesato.”

Una risposta
E così anche in VDA ha vinto il NO al referendum. In pratica la maggioranza degli elettori valdostani ha espresso un voto autonomo. Meditate gente dell’Union, meditate ….