Aosta approva il rendiconto con il voto a favore di Avs. E in aula aleggia il “fantasma” di Nuti

Dopo due giorni di Consiglio, il rendiconto 2025 è approvato. In aula il "convitato di pietra" è l'ex sindaco Nuti. Avs, oggi in opposizione, vota a favore proprio perché nella scorsa consiliatura era in giunta. Pioggia di critiche dalle minoranze.
Piazza Chanoux, Aosta
Comuni

Il Comune di Aosta ha approvato il rendiconto 2025. E lo fa – questa la cosa irrituale, sebbene sia stata spiegata – anche con un voto favorevole dai banchi dell’opposizione. Quello di Katya Foletto, consigliera in quota Avs.

Le cifre sono note, già spiegate durante i lavori della quarta Commissione dello scorso 22 aprile: il documento registra un risultato di amministrazione di oltre 26 milioni di euro, in calo rispetto ai 34,3 milioni dell’anno precedente, 9,1 milioni di accantonamenti – in gran parte legati ai cosiddetti – crediti di dubbia esigibilità. La quota vincolata a trasferimenti statali e leggi regionali è di 6,68 milioni mentre l’avanzo libero è di 9,98 milioni di euro.

Il fondo cassa cuba a 37 milioni di euro, mentre sono 103 milioni derivanti dai pagamenti effettuati nel 2025 e 90 i milioni delle riscossioni. I residui attivi, ovvero i crediti, ammontano a 43 milioni di euro, mentre la capacità di riscossione è migliorata fino al 60 percento. I residui passivi sono pari a 29 milioni di euro.

I pagamenti vengono effettuati mediamente in 14 giorni, mentre la spesa per il personale è salita a 17,9 milioni di euro, di cui 4 milioni legati alla partita degli adeguamenti contrattuali dei dipendenti comunali. L’incidenza sulle spese correnti è del 30 percento. L’utile di esercizio è di 6,1 milioni di euro, il patrimonio netto di 180 milioni.

Durante la due giorni, l’opposizione ha presentato otto mozioni collegate al rendiconto. Tutte respinte dalla maggioranza.

Più che un Consiglio, una sliding door

L'opposizione del Consiglio comunale di Aosta - Foto Facebook Comune di Aosta
L’opposizione del Consiglio comunale di Aosta – Foto Facebook Comune di Aosta

Per sua natura, il rendiconto è un salto nel tempo perché – di fatto – “fotografala situazione finanziaria di un Comune all’anno precedente. In questo caso, l’effetto sliding door è doppio, dal momento che la nuova maggioranza si è insediata a metà ottobre 2025, dopo il ballottaggio.

Insomma, il rendiconto 2025 è l’ultimo bilancio (quasi) pieno della Giunta guidata da Gianni Nuti. Ed il suo nome riecheggia nell’aula per tutti i due giorni di Consiglio comunale. Un vero e proprio “convitato di pietra”.

Dai banchi dell’opposizione, Sylvie Spirli (Lega) ha spiegato che “è necessario avviare una seria programmazione su progetti concretamente realizzabili per il bene della città, attraverso una visione più pragmatica e meno ideologica rispetto al passato. Con quali modalità e strumenti? La risposta è una sola: con un cambio di rotta. Non possiamo intraprendere la strada della scorsa consiliatura, stilando ‘liste della spesa’ con progetti di fattibilità quasi faraonici, irrealizzabili e divisivi”.

Giuseppe Cipollone (Fratelli d’Italia) ha puntato il dito su risorse che, a suo dire, sono state utilizzate “per progetti che non hanno valorizzato il Comune”. Anche qui, torna al centro del dibattito l’ex Primo cittadino: “Non sarebbe corretto imputare al sindaco Rocco delle responsabilità, e il fatto che si sia tenuto le deleghe al bilancio testimonia che non si fida dei partiti che lo sostengono”. Poi, l’astensione al rendiconto. Rivolgendosi direttamente al nuovo Sindaco: “Le diamo la possibilità” di non rivelarsi un maquillage di Nuti”.

Toni duri anche da parte di Giovanni Girardini (La Renaissance), cha annuncia il voto contrario del suo gruppo: “In questo documento si parla di un costante confronto, di tavoli tecnici, di percorso in via di definizione, di tavoli di confronto, di monitoraggi tecnici. Si riesce a dire che un progetto sia partito, uno magari finito e uno sia a metà? No, non ce la facciamo. Neanche in un rendiconto che mostra dei numeri che non hanno portato a molto se non al mantenimento dei servizi di base per la città, alcuni ben fatti e altri con diverse criticità. Anche l’avanzo di bilancio è un problema, ma non è responsabilità vostra, siete appena arrivati”.

Come detto, Avs ha votato a favore del rendiconto. E, anche qui, c’entra l’ex Sindaco: “Abbiamo sostenuto questa maggioranza al ballottaggio ma non ne abbiamo mai fatto parte in modo organico – ha detto Foletto –. Per questo, mi piacerebbe capire fino a che punto ci sarà discontinuità con la Giunta Nuti. Noi abbiamo sostenuto le scelte di quel governo, ne abbiamo fatto parte e avremmo continuato a farlo se le scelte politiche di altre forze non avessero voluto il cambiamento che oggi sta emergendo”.

Di fatto, un voto a favore dell’ultimo atto di Nuti sindaco. Anche se, sul rendiconto “avremmo voluto una scelta più coraggiosa sulle politiche sociali, su alcuni diritti che oggi sono in fase di studio embrionale – ha aggiunto –. Ma anche una migliore scelta per spendere questi 10 milioni di avanzo disponibili già da oggi. Sarà nostra cura capire e monitorare”.

I consiglieri di maggioranza di Aosta
I consiglieri di maggioranza di Aosta

Lato maggioranza, chi c’era già nella passata consiliatura come Paolo Tripodi (Pd), dice: “Anche se alcuni consiglieri sono rimasti qui, il programma è diverso dal passato. Nelle critiche al rendiconto vedo un approccio conservatore e meno coraggioso del nostro, ma anche un po’ miope. I progetti di fattibilità, ad esempio, ci hanno permesso di intervenire sul quartiere Dora. Vedo anche un approccio di chi non rispetta i vincoli e le disposizioni ai quali siamo obbligati ad ottemperare. Ci è stato detto che manca la volontà di trovare soluzioni condivise, ma non è vero. Noi cerchiamo di adottare le migliori soluzioni per cittadinanza, come fa anche l’opposizione. Non c’è un tornaconto personale”.

Poi, una stoccata politica. Che fa un po’ il paio con il Consiglio Valle dove i dem lamentano ancora il cambio di maggioranza che oggi vede l’Union Valdôtaine governare la regione con Forza Italia. E proprio gli azzurri in Comune finiscono nel mirino: “Non mi sarei aspettato, proprio per la ‘continuità’ di cui tanto si parla oggi, l’assenza di iniziative da parte del gruppo di Forza Italia. Che pure era presente nello scorso Consiglio e avrebbe tutti gli elementi per criticare la Giunta Nuti”.

In chiusura, il sindaco Rocco cerca a sua volta di voltare pagina: “Siamo ad inizio legislatura. Penso che, come maggioranza, abbiamo il dovere istituzionale di presentare il rendiconto, sostenerlo e votarlo. Perché con i ‘se’ non si governa. E forse, se fossimo all’opposizione avremmo detto le stesse cose, magari diversamente. Siamo partiti dicendo che presentiamo il rendiconto di un’altra maggioranza. Quindi, non è un punto di arrivo ma un punto di partenza, per le basi da mettere da qui in avanti”.

“Questo rendiconto non è il programma di questa maggioranza – ha concluso –. I nostri documenti sono diversi anche se si continuano a citare quel documento e quegli obiettivi. Siamo nel 2026, siamo una maggioranza fatta da persone diverse, ci sono un Sindaco e una Vicesindaca diversi, ci poniamo in modo diverso da chi ci ha preceduto e affrontiamo i temi senzasuonare lo stesso spartito’”.

Separatore

Aosta verso il rendiconto di bilancio. L’avanzo libero di amministrazione è di 9,8 milioni

22 aprile 2026

Piazza Chanoux, Aosta

Un “passaggio fondamentale, tecnico e politico”, anche se “appartiene alla precedente Amministrazione, dato che la nuova maggioranza si è insediata ad ottobre”. Ad ogni modo, il rendiconto 2025 del Comune di Aosta – la “fotografia” dei conti dello scorso anno è stata approvata oggi, in quarta Commissione – dimostra che il bilancio “rimane solido” e che “gli equilibri di bilancio sono completamente rispettati”.

A dirlo, in aula, il sindaco Raffaele Rocco che porta “alcune considerazioni sui numeri, che considero il punto di partenza della nuova consiliatura che questo rendiconto rappresenta”.

Più in dettaglio, “dal punto di vista finanziario, il risultato di amministrazione ammonta a poco più di 26 milioni di euro, e la quota accantonata per 9,1 milioni, in buona parte per il Fondo crediti di dubbi esigibilità. La parte vincolata è di circa 6,7 milioni e deriva da trasferimenti statali e leggi specifiche regionali non ancora acquisite. La parte più è l’avanzo libero, quindi non vincolato, da 9 milioni 800mila euro. L’utile di esercizio è pari a 6,1 milioni”.

“Il fondo cassa di fine esercizio ammonta a 37 milioni di euro – ha proseguito Rocco –. Nell’anno 2025 ci sono stati pagamenti per 103 milioni e riscossioni per 90 milioni. Una di quelle discrepanze da tenere in considerazione come sintomo di funzionalità dell’ente”.

Recuperare sulle riscossioni

Insomma, “Il bilancio è in equilibrio, non vede disavanzi particolari e tutti gli indicatori sono rispettati”. Anche se qualcosa su cui lavorare c’è: “Ci sono numeri da attenzionare – sempre il Sindaco –: abbiamo 43 milioni di residui attivi, anche se la capacità di riscossione residui è migliorata, e 29 di residui passivi”.

Ma, ha aggiunto il Primo cittadino, “è un’eredità abbastanza pesante perché vincola una serie di altre poste di bilancio. Ma già negli obiettivi di performance per gli Uffici sono state date indicazioni puntuali per intervenire sulla gestione di questi residui attivi”.

Questione su cui la consigliera leghista Sylvie Spirli chiede lumi. Rocco replica: “Confermo che l’Ufficio unico di riscossione è stato attivato ed è nostra intenzione rafforzarlo o renderlo più efficace per il recupero dei residui da incassare”.

L’avanzo, gli investimenti e la fine del Pnrr

Altra questione, l’avanzo di amministrazione. Che da sempre dà la misura – almeno in parte – della capacità di spesa di un ente. E che fa rima, quindi, con gli investimenti.

“Notiamo come, rispetto al 2022 dove superava i 40 milioni, la cifra dell’avanzo si sia ridotta riuscendo a spendere risorse economiche in parte investimenti – ha detto ancora la commissaria Spirli –. Soprattutto nel 2025, per via della realizzazione quasi conclusione dei lavori Pnrr che avevano limiti di tempo molto ristretti”. Con un però: “È un dato positivo ma che deve farci riflettere per le annualità prossime. Ormai il Pnrr sta terminando e anche la parte degli investimenti resi possibili grazie alla legge Aosta Capitale”.

E ancora: “È ancora più importante capire come investire i 9,8 milioni di avanzo, dobbiamo andare a lavorare sulle entrate in conto capitale come accennato dal Sindaco – ha chiuso Spirli –. Speriamo che per gli investimenti si trovino soluzioni rapide e alternative. Altrimenti, nei prossimi anni questa maggioranza, e non per colpa esclusivamente sua, rischierà di adottare solo politiche di gestione e non di programmazione”.

Rocco replica: “Parliamo di un indice su cui lavorare, la riduzione dell’avanzo è ottimale per spendere risorse programmate ad inizio gennaio”. Lato investimenti, aggiunge: “La fine del Pnrr costituisce una svolta importante, non solo per il Comune di Aosta. Il governo si sta muovendo per nuovi programmi di investimento per trasferire quote maggiori e sostenere i progetti che non saranno ultimati con il Pnrr, per mantenere viva questa partita. Gli investimenti sono un problema per tutti gli enti locali anche a livello nazionale”.

Per questo, chiude, “abbiamo impostato con la Regione delle idee particolari. Riteniamo che parte degli investimenti vada trasferita non a spot, anno su anno, ma per garantire la programmazione. Però, per gli investimenti non c’è solo il Pnrr. Anche i trasferimenti regionali e statali che vanno messi a terra rapidamente da parte degli Uffici”.

Il rendiconto di bilancio è stato approvato in Commissione con quattro favorevoli ed il voto contrario delle due commissarie di opposizione Spirli (Lega) e Dattola (La Renaissance). Il documento contabile arriverà la prossima settimana in Consiglio comunale per la sua approvazione definitiva.

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