Quando siamo al pomeriggio del sabato, il bilancio degli incidenti in montagna è già decisamente pesante. Dopo i tre alpinisti trentini che hanno perso la vita ieri, venerdì 12 giugno, sulla parete nord del Gran Paradiso, altri quattro scalatori sono morti oggi sul Cervino e sul Monte Bianco. Una giornata che ha visto la Centrale Unica del Soccorso gestire le missioni anche ricorrendo ad attivare gli enti di emergenza-urgenza dei Paesi limitrofi.
Il primo allarme è scattato in mattinata, quando due alpinisti, probabilmente investiti da una scarica di sassi, sono caduti dalla cresta Kuffner al Maudit (nel massiccio del Monte Bianco). A dare l’allarme è stata una guida di nazionalità straniera. I corpi sono caduti sul versante francese, dove li ha recuperati il Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne di Chamonix.
Il secondo incidente si è verificato all’ora di pranzo sul Cervino. Un alpinista francese, che si trovava sul Pic Tyndall (4.241 metri), mentre procedeva assieme ad un compagno (da cui era slegato), è precipitato per 2-300 metri sul ghiaccio. La caduta è stata notata da una guida valdostana che si trovava, con una cliente, alla capanna Carrel (3.830 metri) ed ha allertato i soccorsi.
L’intervento è stato coordinato dalla CUS e svolto dai tecnici svizzeri di Air Zermatt, che hanno recuperato il corpo, portandolo a Cervinia. Sarà il Soccorso Alpino della Guardia di finanza di quella località ad occuparsi del riconoscimento e degli accertamenti. Il Soccorso Alpino Valdostano in elicottero ha successivamente portato a valle il compagno della vittima e la cliente della guida che ha assistito all’incidente: entrambi molto provati, sono stati condotti al “Parini” per precauzione e per il supporto del caso.
Nelle stesse ore, sullo sperone del ghiacciaio della Brenva (Monte Bianco), ha perso la vita un alpinista francese. Sul posto, in coordinazione con la CUS e in contatto con il SAV, si è recato nuovamente il PGHM di Chamonix. La vittima stava compiendo l’ascensione con una compagna, che è rimasta in cresta e successivamente recuperata. La salma è al cimitero di Courmayeur, dove il Sagf è stato incaricato del riconoscimento e degli accertamenti.
In ore così complicate, il direttore del Soccorso Alpino Valdostano, Paolo Comune, ha sottolineato che “le condizioni della montagna sono generalmente buone, ma bisogna tener conto che siamo un po’ avanti con la stagione a causa dell’innevamento abbastanza scarso. Quindi, se vogliamo programmare delle gite dobbiamo calcolare come se fossimo verso metà o fine luglio, quindi inizia ad esserci del ghiaccio in giro. Però, attualmente le condizioni non destano preoccupazioni”.
Altri incidenti in alta quota: soccorsi in azione sul Cervino e sul Bianco
13 giugno 2026, ore 14.16

Dopo quello costato la vita a tre alpinisti trentini, altri incidenti in montagna funestano il fine settimana valdostano. In particolare, la Centrale unica del soccorso sta coordinando due interventi sul Monte Cervino e sul ghiacciaio della Brenva (Monte Bianco).
Nel primo caso, un alpinista è stato visto cadere, in territorio italiano, da altre persone impegnate nell’ascensione, non distanti. Sul posto, operano i soccorritori svizzeri di Air Zermatt, in contatto con la Cus e il Soccorso Alpino Valdostano.
L’altra missione, sempre per la segnalazione di un incidente ad un alpinista, è sul ghiacciaio della Brenva (nel massiccio del Monte Bianco). In questo caso, sempre in coordinazione con la centrale valdostana, interviene il Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne di Chamonix.
Il bilancio del fine settimana è poi aggravato dal recupero, in mattinata, di due alpinisti deceduti dopo essere caduti sul versante francese dalla cresta Kuffner al Maudit (Monte Bianco). Per competenza territoriale, i corpi senza vita sono stati portati a valle dal soccorso francese.
