È stato firmato oggi – lunedì 20 luglio – il Protocollo d’intesa tra Regione e Confindustria Valle d’Aosta per la gestione delle emergenze e degli eventi estremi.
Iniziativa che, in realtà, parte da lontano: la rete del Programma gestione emergenze della Piccola Industria di Confindustria è nata in occasione del terremoto nelle Marche nel 2016 per – spiega una nota – “rafforzare il contributo delle imprese nella gestione di eventi estremi, dai terremoti alle frane, dalle inondazioni alle condizioni meteo eccezionali, in collaborazione con la Protezione Civile”.
Dopo il sisma del Centro Italia, il Programma “ha contribuito alla gestione della pandemia da Covid-19” ma anche all’accoglienza dei profughi ucraini e dell’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna.
Il Pge, operativo da tempo anche in Valle d’Aosta è stato invece attuato durante l’alluvione del 2024 a Cogne. E, da oggi, “è stato rafforzato da un protocollo d’intesa con la Protezione Civile regionale” siglato questa mattina dal presidente della Regione Renzo Testolin, e da Giovanni Pellizzeri, presidente della Piccola Industria di Confindustria Valle d’Aosta, alla presenza del Presidente nazionale di Piccola Industria di Confindustria, Fausto Bianchi.
L’intesa – prosegue la nota – “assume un rilievo nazionale in quanto rappresenta il primo Protocollo sottoscritto tra una Regione e la relativa rappresentanza regionale di Confindustria, dando concreta attuazione a uno degli indirizzi introdotti con il rinnovo del Protocollo nazionale del Programma Gestione Emergenze, che prevede la promozione di accordi territoriali per rendere più efficace e capillare la collaborazione tra sistema produttivo e Protezione Civile”.

“Questo Protocollo rappresenta un importante passo avanti nel rafforzamento della capacità di prevenzione e di risposta del nostro territorio – spiega il presidente Testolin –. La Valle d’Aosta ha sperimentato direttamente negli ultimi anni quanto eventi estremi e calamità possano incidere sulla vita delle comunità e sul tessuto economico locale, scenari che sono orami sempre più frequenti alla luce dei cambiamenti climatici. Per questo è fondamentale costruire una rete stabile di collaborazione tra istituzioni, sistema produttivo e Protezione Civile, capace di operare in modo coordinato prima, durante e dopo le emergenze, a tutela e supporto di tutta la comunità, con un’attenzione particolare ai cittadini più fragili”.
E aggiunge: “L’intesa sottoscritta oggi assume inoltre un valore particolare perché pone la Valle d’Aosta all’avanguardia dando concreta attuazione a uno degli aspetti più innovativi del recente rinnovo del Protocollo nazionale tra il Dipartimento della Protezione Civile e il sistema Confindustria. Tra gli obiettivi del Programma gestione emergenze vi è infatti proprio quello di promuovere la diffusione di accordi territoriali che traducano i principi nazionali in strumenti operativi vicini alle comunità e ai territori. Con questa firma la Valle d’Aosta si pone dunque come apripista di un modello di collaborazione pubblico-privato che rafforza la resilienza delle imprese, valorizza le competenze e le risorse presenti sul territorio e contribuisce a rendere ancora più efficace il sistema regionale di protezione civile”.
“Le piccole e medie imprese sono un punto di riferimento per i territori, attori economici e sociali fondamentali: siamo sentinelle del bene più prezioso che abbiamo, il nostro territorio – aggiunge Giovanni Pellizzeri, presidente della Piccola Industria di Confindustria Valle d’Aosta –. E tutto ciò è tanto più vero qui in Valle d’Aosta, dove il territorio è meraviglioso ma anche fragile e dove siamo più esposti ai rischi derivanti dal cambiamento climatico. Ecco perché abbiamo scelto di contribuire attivamente alla diffusione della cultura di protezione civile, non solo in ordine alla risposta alle emergenze, ma anche in riferimento a un sistema di prevenzione dei rischi che coinvolga attivamente la comunità produttiva locale”.
Gli obiettivi del protocollo

Tra gli obiettivi del protocollo, le imprese si impegnano, in caso di emergenza, a fornire volontariamente materiali, attrezzature, tecnologie e mezzi operativi, nonché erogando servizi quali ristorazione, accoglienza e ospitalità, manutenzioni, riparazioni e trasporti a favore della Struttura di Protezione Civile regionale e della relativa Colonna Mobile Regionale.
La Protezione Civile, di suo, si impegna invece a “sensibilizzare le imprese alla tutela delle persone con specifiche necessità, affinché possano organizzarsi e autoproteggersi efficacemente in caso di emergenza, a promuovere attività di coordinamento istituzionale per l’adeguamento della normativa di settore e a definire un percorso formativo di settore”.
Il protocollo mira, inoltre, “ad avviare iniziative di prevenzione, formazione e diffusione della cultura di protezione civile in collaborazione con gli enti del territorio, a favorire il coinvolgimento delle imprese nelle attività di supporto operativo, sia in fase emergenziale sia in ordinario, e a sviluppare strumenti di coordinamento e pianificazione condivisa tra sistema pubblico e mondo produttivo locale. C’è poi anche l’obiettivo di supportare con sponsorizzazioni l’acquisizione di mezzi operativi, materiali, attrezzature, tecnologie e l’organizzazione di eventi divulgativi e formativi a favore della Protezione Civile valdostana”.
“Il Programma gestione emergenze nasce da una convinzione precisa: la resilienza del Paese si costruisce a partire dai territori, mettendo in relazione imprese, associazioni e Sistema di Protezione Civile prima che l’emergenza si verifichi – ha detto Fausto Bianchi, presidente di Piccola Industria di Confindustria –. Per rendere questa collaborazione ancora più efficace, abbiamo scelto di dare attuazione all’accordo trasformando un’intesa nazionale in una rete operativa vicina alle comunità. Le Piccole e medie imprese, per il loro radicamento e per la capacità di generare occupazione, coesione e valore, rappresentano un presidio essenziale”.
“Per questo – prosegue –, l’azione di Piccola Industria è orientata a sostenerne la crescita e il consolidamento, così da proteggere non solo il sistema produttivo, ma soprattutto la tenuta economica e sociale delle comunità. Il nostro obiettivo è consolidare connessioni, competenze e rapporti di fiducia che consentano di prevenire i rischi e, quando necessario, di intervenire in modo rapido, coordinato ed efficace”.
